"La Padania 04.10.2012"
La Storia Infinita. Se il siparietto senza fine che il Governo ha imbastito sulla finanza locale fosse stato noto al regista Wolfgang Petersen, probabilmente il ruolo del valoroso Atreyu sarebbe stato interpretato da qualche sindaco. Nemmeno il regista tedesco, infatti, che pure di fantascienza se ne intende, avrebbe mai potuto concepire qualcosa di più ingarbugliato della situazione venutasi a creare sui bilanci comunali 2012 e contro la quale i sindaci si trovano a combattere. L'ultimo capitolo è una circolare del Ministro dell'Interno con quale il Governo informa le amministrazioni Comunali che il termine per l'adozione del provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio dell 'esercizio 2012 deve ritenersi procrastinato. Mancando, infatti, i presupposti per conoscere con precisione le risorse a favore degli enti locali, anche di quelli che il bilancio previsionale 2012 lo avevano già approvato, il Governo ha reso noto che il termine, non è rispettabile. Se è vero che la notizia porta un barlume di chiarezza sulla questione, è altrettanto vero che la decisione di rinviare tale adempimento poteva essere fatta ben prima. Il 13 settembre, per la precisione, quando, così come rimarcato peraltro all'interno della stessa circolare, un' interpellanza parlamentare presentata da Pierguido Vanalli e sottoscritta da tutto il gruppo parlamentare della Lega, chiedeva al Governo se non fosse il caso di posticipare al 31 ottobre 2012 anche l'approvazione degli equilibri di bilancio. In questo modo, infatti, tale adempimento sarebbe temperaimente coinciso con il termine ultimo per l'approvazione dei bilanci previsionali 2012 (deadline, peraltro, spostato dal Governo per quattro volte quattro in questi ultimi nove mesi).
In quell'occasione, tuttavia, il Governo, per voce del sottosegretario all'Interno Saverio Ruperto, rispose che il termine del 30 settembre poteva ritenersi superato solo per i Comuni che a quella data non avevano presentato il bilancio previsionale, rimanendo quindi in vigore per tutti gli altri enti che il bilancio lo avevano già approvato. Oggi, però, due settimane più tardi, e dopo soprattutto una miriade d'interrogazioni dei nostri rappresentanti (Simonetti, che già ad agosto si interessò della vicenda, poi Bitonci, Montagnoli, Molteni. .. ), lo stesso Governo fa marcia indietro. E l'aspetto curioso è che l' inversione del ministero viene motivata esattamente con le stesse argomentazioni evidenziate allora dal sindaco di Pontida. Come poteva, infatti, un ente che pure avesse già approvato il bilancio di previsione per l'esercizio in corso, a seguito dei cambiamenti normativi intercorsi nel corso dell 'estate e dei nuovi tagli governativi, conoscere con precisione l'entità delle risorse a sua disposizione e deliberare quindi l'equilibrio di bilancio? l fatti, e il tempo, hanno dato ragione al sindaco Vanalli, che commenta: «Tutto questo balletto di date e confusione di numeri certificano che a pagare saranno ancora una volta i cittadini dei comuni del nord e confermano la mia scelta di non predisporre il bilancio del comune! Venga il prefetto ad applicare l'lmu a Pontida!». Beninteso: non è la prima volta che il Governo si auto smentisce nel giro di pochi giorni. Ma lo spettacolo nel quale i sindaci, loro malgrado, si sono ritrovati attori principali, potrebbe anche arricchirsi di una ulteriore scena. È, infatti, allo studio del Governo, un decreto ministeriale che dovrebbe (ma mai condizionale può dirsi più d'obbligo) fare chiarezza sulla questione del termine per l'approvazione delle aliquote comunali dell'lmu e che, qualche sindaco, proprio come quello di Pontida, non conoscendo le risorse a sua disposizione, non è stato ad oggi in grado di definire. Quand'è il termine per questo adempimento? Il 30 settembre, ovviamente. Quattro giorni fa.
In quell'occasione, tuttavia, il Governo, per voce del sottosegretario all'Interno Saverio Ruperto, rispose che il termine del 30 settembre poteva ritenersi superato solo per i Comuni che a quella data non avevano presentato il bilancio previsionale, rimanendo quindi in vigore per tutti gli altri enti che il bilancio lo avevano già approvato. Oggi, però, due settimane più tardi, e dopo soprattutto una miriade d'interrogazioni dei nostri rappresentanti (Simonetti, che già ad agosto si interessò della vicenda, poi Bitonci, Montagnoli, Molteni. .. ), lo stesso Governo fa marcia indietro. E l'aspetto curioso è che l' inversione del ministero viene motivata esattamente con le stesse argomentazioni evidenziate allora dal sindaco di Pontida. Come poteva, infatti, un ente che pure avesse già approvato il bilancio di previsione per l'esercizio in corso, a seguito dei cambiamenti normativi intercorsi nel corso dell 'estate e dei nuovi tagli governativi, conoscere con precisione l'entità delle risorse a sua disposizione e deliberare quindi l'equilibrio di bilancio? l fatti, e il tempo, hanno dato ragione al sindaco Vanalli, che commenta: «Tutto questo balletto di date e confusione di numeri certificano che a pagare saranno ancora una volta i cittadini dei comuni del nord e confermano la mia scelta di non predisporre il bilancio del comune! Venga il prefetto ad applicare l'lmu a Pontida!». Beninteso: non è la prima volta che il Governo si auto smentisce nel giro di pochi giorni. Ma lo spettacolo nel quale i sindaci, loro malgrado, si sono ritrovati attori principali, potrebbe anche arricchirsi di una ulteriore scena. È, infatti, allo studio del Governo, un decreto ministeriale che dovrebbe (ma mai condizionale può dirsi più d'obbligo) fare chiarezza sulla questione del termine per l'approvazione delle aliquote comunali dell'lmu e che, qualche sindaco, proprio come quello di Pontida, non conoscendo le risorse a sua disposizione, non è stato ad oggi in grado di definire. Quand'è il termine per questo adempimento? Il 30 settembre, ovviamente. Quattro giorni fa.

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