"La Padania 17.10.2012"
Non basta la retromarcia sulle tasse alle pensioni d' invalidità o la mancata stretta sui permessi dei dipendenti pubblici che hanno disabili nei nuclei familiari a placare gli animi non solo dell 'opposizione ma anche della maggioranza. Difficile dire al momento se si tratti d i un doveroso scatto d'orgoglio o solo della solita messa in scena: fatto sta che ieri contro il vituperato disegno di legge del Governo si è scagliato anche Pierluigi Bersani. •Le misure sulla scuola sono inaccettabili - ha detto il segretario del Pd -e così le misure per le fasce di disagio e disabilità. Vediamo la versione definitiva ma il diavolo è nei dettagli •. E se è vero che Bersani dice di •non fare minacce a nessuno• ha pure chiarito che il suo partito senza le opportune modifiche quel testo non lo voterà. Ma il testo licenziato dopo un Consiglio dei ministri fiume non piace nemmeno a Confindustria. •Non ci sono provvedimenti incisivi per la ripartenza - ha detto Giorgio Squinzi - in particolare per quanto riguarda ricerca, innovazione e infrastrutture•. Per Squinzi •Ci sono segnali positivi, altri meno. La riduzione dell'Irpef, per esempio, è un fatto positivo, va bene per le famiglie ma non per le imprese• dice ancora Squinzi. •Quando siamo stati ricevuti dal Governo - aggiunge - il provvedimento c'era stato presentato in modo diverso•. Ma non mancano le bordate anche nella maggioranza: da giorni il partito di Bersani sta attaccando il provvedimento voluto da Monti. Il primo a sparare contro il disegno di legge di stabilità, pubblicato solo ieri sulla Gazzetta, è stato proprio Stefano Fassina, non proprio l'ultimo arrivato nel Pd visto che è il responsabile economico.
A lanciare strali contro il testo ci sono però anche gli esponenti del Pdl. Il Ddl stabilità, ha detto Maurizio Gasparri •Aumenta la pressione fiscale. Dobbiamo vedere le questioni come stanno, capisco la difficoltà economica però non si può dire "abbiamo tagliato le tasse" e poi non far lo•. La verità è che per il provvedimento le cose si mettono proprio malissimo. E intanto la Lega denuncia le solite chiacchiere del Governo perché •manca ancora la relazione tecnica• dice Massimo Garavaglia. •La vera notizia di oggi è che manca ancora la relazione tecnica della manovra• sbotta il responsabile del Dipartimento Fisco, Finanze ed Enti Locali della Lega Nord. Questo documento, prosegue l'esponente del Carroccio •non è stato nemmeno annunciata in aula•. Questo significa, evidentemente, •che i conti non tornano•. Garavaglia azzarda delle ipotesi sulle principali difficoltà: •Un miliardo dalla tobin tax introdotta subito da gennaio sembra sovrastimato perché bisogna calcolare quante transazioni finanziarie si possono spostare in altri Paesi; ma soprattutto - sottolinea - l'impatto recessivo dell 'aumento dell'Iva sia in termini d i calo di Pil sia in termini di minor gettito, conseguente al calo del volume degli affari•. Tutte cose •che sarebbe interessante realizzare, semmai il governo si decidesse di darci le tabelle•. Del resto, fa notare Garavaglia •è lo stesso governo che ci ha messo tre mesi, ben tre mesi, per dare i soldi ai terremotati dell' Emilia. Il Parlamento vota rapidamente in luglio il taglio dei finanziamenti ai partiti per girarli ai terremotati e il mitico governo Monti ci mette tre mesi per firmare un decreto. Questi conclude -sono i tempi dei professori! •. Del resto la manovra è profondamente recessiva: previsto l'aumento dell'Iva di un punto a partire dalla seconda metà del 2013, il taglio degli sconti attraverso franchigie e tetti applicati retroattivamente già da quest'anno, calo dell'Irpef per le prime due aliquote di un punto. Confermata la stretta sugli sconti retroattiva, salta invece la tassa sulle pensioni di invalidità e i l giro di vite per i permessi di assistenza ai disabili per i lavoratori pubblici. •Assoggettare al reddito le pensioni di guerra, ferme da 25 anni, significa insultare il sacrificio di queste persone che hanno dato tanto al loro Paese così da umiliarle e dimenticarle negli ultimi anni della loro esistenza•. Gianvittore Vaccari boccia senza appello l' ipotesi venti lata e poi ritirata dal Governo di tassare le pensioni e gli assegni di guerra. •E' una decisione - sostiene Vaccari - non degna di un Paese civile e sotto il profilo giuridico, abnorme. Infatti l'attuale norma considera la pensione, assegno o indennità di guerra un vero e proprio atto risarcitorio di riconoscenza e solidarietà da parte dello Stato nei confronti di coloro che a causa dell'evento bellico abbiano subito menomazioni nell'integrità fisica o la erdità di un congiunto•. •Ed è appunto per questo - sottolinea Vaccari - che data la loro natura risarcitoria, non costituiscono reddito. Una tendenza che anche la Consulta in molte pronunce ha sempre ribadito•.
A lanciare strali contro il testo ci sono però anche gli esponenti del Pdl. Il Ddl stabilità, ha detto Maurizio Gasparri •Aumenta la pressione fiscale. Dobbiamo vedere le questioni come stanno, capisco la difficoltà economica però non si può dire "abbiamo tagliato le tasse" e poi non far lo•. La verità è che per il provvedimento le cose si mettono proprio malissimo. E intanto la Lega denuncia le solite chiacchiere del Governo perché •manca ancora la relazione tecnica• dice Massimo Garavaglia. •La vera notizia di oggi è che manca ancora la relazione tecnica della manovra• sbotta il responsabile del Dipartimento Fisco, Finanze ed Enti Locali della Lega Nord. Questo documento, prosegue l'esponente del Carroccio •non è stato nemmeno annunciata in aula•. Questo significa, evidentemente, •che i conti non tornano•. Garavaglia azzarda delle ipotesi sulle principali difficoltà: •Un miliardo dalla tobin tax introdotta subito da gennaio sembra sovrastimato perché bisogna calcolare quante transazioni finanziarie si possono spostare in altri Paesi; ma soprattutto - sottolinea - l'impatto recessivo dell 'aumento dell'Iva sia in termini d i calo di Pil sia in termini di minor gettito, conseguente al calo del volume degli affari•. Tutte cose •che sarebbe interessante realizzare, semmai il governo si decidesse di darci le tabelle•. Del resto, fa notare Garavaglia •è lo stesso governo che ci ha messo tre mesi, ben tre mesi, per dare i soldi ai terremotati dell' Emilia. Il Parlamento vota rapidamente in luglio il taglio dei finanziamenti ai partiti per girarli ai terremotati e il mitico governo Monti ci mette tre mesi per firmare un decreto. Questi conclude -sono i tempi dei professori! •. Del resto la manovra è profondamente recessiva: previsto l'aumento dell'Iva di un punto a partire dalla seconda metà del 2013, il taglio degli sconti attraverso franchigie e tetti applicati retroattivamente già da quest'anno, calo dell'Irpef per le prime due aliquote di un punto. Confermata la stretta sugli sconti retroattiva, salta invece la tassa sulle pensioni di invalidità e i l giro di vite per i permessi di assistenza ai disabili per i lavoratori pubblici. •Assoggettare al reddito le pensioni di guerra, ferme da 25 anni, significa insultare il sacrificio di queste persone che hanno dato tanto al loro Paese così da umiliarle e dimenticarle negli ultimi anni della loro esistenza•. Gianvittore Vaccari boccia senza appello l' ipotesi venti lata e poi ritirata dal Governo di tassare le pensioni e gli assegni di guerra. •E' una decisione - sostiene Vaccari - non degna di un Paese civile e sotto il profilo giuridico, abnorme. Infatti l'attuale norma considera la pensione, assegno o indennità di guerra un vero e proprio atto risarcitorio di riconoscenza e solidarietà da parte dello Stato nei confronti di coloro che a causa dell'evento bellico abbiano subito menomazioni nell'integrità fisica o la erdità di un congiunto•. •Ed è appunto per questo - sottolinea Vaccari - che data la loro natura risarcitoria, non costituiscono reddito. Una tendenza che anche la Consulta in molte pronunce ha sempre ribadito•.

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