giovedì 18 ottobre 2012

Imprese, 35 al giorno chiudono per crisi


"La Padania 16.10.2012"

Nei primi 9 mesi del 2012, in Italia hanno portato i libri in Tribunale più di 35 imprese al giorno, quasi 1.000  al mese, il che fa 8.718 fallimenti in totale. L'analisi dei falli menti realizzata da Cribis D&B, pubblicata ieri  da il Sole24ore, e aggiornata alla fine del terzo trimestre 2012, evidenzia che dopo i 3.212 casi rilevati nel  primo trimestre e i 3.109 del secondo, nel terzo trimestre dell 'anno, che fra l'altro include agosto, sono  fallite 2.397 imprese, contro le 2.205 del terzo trimestre 2011. Dal 1 gennaio 2009, quando la crisi  economica ha iniziato a farsi sentire, sono complessivamente 41.556 le imprese ad aver dichiarato  fallimento. Il numero di fallimenti registrato in Italia nel terzo trimestre 2012 cresce sensibilmente sia  rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (+9%), sia rispetto agli anni precedenti (+16% rispetto  al 2010 e soprattutto +39% rispetto al 2009). Si "salvano", se così si può dire, le società di persone che rappresentano il 12% dei fallimenti, e le e ditte individuali (11%) mentre a fallire sono state soprattutto società di capitali ,  con 6.674 casi, pari al 77% del totale. Il numero dei fallimenti rilevato anche nel terzo trimestre dell 'anno in corso rimane quindi molto al di sopra dei livelli pre-crisi; la congiuntura economica  ancora negativa fa sì che gli insoluti, anche quelli non particolarmente gravi, possano mettere seriamente in  difficoltà anche imprese solide. La regione più colpita da questa emergenza è la Lombardia, quella che ha il  maggior numero di imprese attive, dove dall'inizio del 2012 hanno dichiarato fallimento 1.925 imprese, 541  casi solamente considerando il terzo trimestre, totalizzando una quota superiore al 22% di tutti i casi  registrati in Italia nel periodo di rilevazione. Al secondo posto s i colloca il Lazio, con 897 fallimenti nel  2012, mentre al terzo c'è il Veneto, con 743 casi totali di cui 238 nel solo terzo trimestre.
Seguono  Campania e Piemonte (in entrambe le regioni 688 casi ne i primi nove mesi 2012), Emilia Romagna (641) e  Toscana (604). Più di 400 casi nei primi nove mesi dell 'anno si contano poi in Puglia e Sicilia, oltre 300 nelle Marche. Oltre il 20% dei fallimenti registrati in Italia nei primi nove mesi del 2012 riguarda l'edilizia, che  sommando la costruzione di edifici agli installatori e all'edilizia specializzata, si conferma il settore in  maggiore difficoltà, anche se al comparto van no collegati anche i 450 fallimenti rilevati nel settore immobiliare.  Particolarmente colpito anche il commercio all'ingrosso, anche se, negli ultimi tre mesi, la contrazione dei consumi da parte delle famiglie, ha portato a 67 fallimenti nel commercio al dettaglio di abbigliamento e accessori  (1.290 casi dal gennaio 2009), 32 fallimenti di alimentari (547 casi totali), 94 casi  registrati tra bar e ristoranti (1.545 dal 2009) oltre ai 24 alberghi che sono stati costretti a portare i libri in  Tribunale nell'ultimo trimestre. Il numero di fallimenti rappresenta un chiaro sintomo della situazione, così come i comportamenti di pagamento, che a loro volta generano altre crisi d' impresa. E per il futuro non  sembrano palesarsi scenari migliori.

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