“Alessandro Bonini”
“La
Padania 25.10.2012”
La
cura Monti non basta o più probabilmente non funziona, se l'indicatore principe
di questa crisi "dello spread"
è arrivato a sbriciolare un altro record. Il debito pubblico italiano infatti,
nel secondo trimestre del 2012,
è schizzato al 126,1% del Pil. Nel primo trimestre aveva già raggiunto il picco
di 123,7%, il più alto al '95 quando
era al 120,9%. Il Belpaese, in base ai dati resi noti ieri dall'Eurostat, si
conferma così secondo solo alla Grecia (150,3%), mentre nella zona euro il
debito sale al 90% del Pil dall'88,2% dei tre mesi precedenti. In termini
assoluti, il debito italiano è stato di 1.982 miliardi di euro, crescendo del
2,3% rispetto ai tre mesi precedenti e
del 4,4% rispetto al secondo trimestre 2011, quando era al 121,7%. L' Italia ha prestato ai Paesi dell'Eurozona in
difficoltà (Grecia, Portogallo e Irlanda) l'equivalente dell'1,9% del Pii. Il
rapporto debito/Pii è calcolato sulla base della somma del Pii degli ultimi
quattro trimestri. Sul dato del secondo
trimestre 2012 pesa dunque la dinamica negativa della crescita. Intanto la
legge di stabilità ha incassato ieri una sostanziale bocciatura da parte di
Confindustria. La manovra non delinea interventi chiari e decisi né sulla
competitività né sulla crescita. La riduzione delle imposte, infatti, è quasi interamente coperta da aumenti di altre
imposte e hanno un impatto comunque molto modesto sulla crescita, ha detto il
direttore generale di Viale dell'Astronomia, Marcella Panucci, davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. La riduzione
delle spese - ha aggiunto – appare modesta, circa 3,8 miliardi nel 2013, e peraltro quasi
interamente pareggiata da maggiori spese, 4 miliardi nel 2013 e 3 miliardi nel 2014.
Un capitolo, invece, quello della spending review che andrebbe rafforzato per
reperire quelle risorse necessarie a ridurre in maniera sostanziale il cuneo fiscale.

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