"La Padania 01.08.2012"
Il Consiglio di Stato blocca Area C, la tassa ambientale di Pisapia? Il sindaco se ne frega. Telecamere spente, zero multe, zero pedaggi, ma i cartelli rimangono lì, in bella mostra a mietere inconsapevoli vittime tra chi, non informato dello stop alla tassa, prima di varcare il limite del centro città, paga comunque i 5 euro di pedaggio. Per questo la Lega milanese, che nei giorni scorsi aveva chiesto all’amministrazione Pisapia di togliere la segnaletica stradale ormai superata dalle sentenze, è passata ai fatti coprendo simbolicamente uno dei cartelli ad uno dei varchi della famigerata area centrale della città. I consiglieri Alessandro Morelli e Max Bastoni armati di scala si sono presentati in Cso Monforte celando con un manifesto e la scritta “Area C - Bocciata” un cartello tra i saluti degli automobilisti in transito non più gravati dalla gabella pisapiana. «Siamo andati a porre rimedio ad un'altra mancanza del Comune che non copre i cartelli, traendo in inganno i milanesi e facendoli pagare una tassa inutile e che non dovrebbe esistere» ha spiegato Bastoni. «Abbiamo deciso - aggiunge Morelli - di passare all’azione per difendere i cittadini» anche perché quella in corso «non é una semplice sospensione estiva come si è affrettata a spiegare la Giunta, ma una sonora bocciatura dell’impianto della norma da parte dei giudici. Quei cartelli non dovrebbero proprio piú esserci in città e se non verranno rapidamente coperti la Lega Nord continuerà nella sua opera di salvaguardia dei milanesi». Per Morelli infine: «Pisapia si deve rendere conto che le norme vanno rispettate e lui e la sua Giunta non sono sopra alle leggi solo perché si ammantano di un’aura buonista ».
Per questo la Lega milanese «sta valutando la possibilitá di presentare un esposto alla procura» per l’evidente stortura che non puó certo essere risolta a tarallucci e vino come la sinistra ci ha abituati a fare». Anche per l’altro consigliere del Carroccio, Luca Lepore «il fallimento di Area C, sotto il profilo del miglioramento della qualità dell’aria, è sotto gli occhi di tutti (i dati ne costituiscono la conferma). Pertanto, elementi alla mano, il provvedimento così come concepito e adottato dalla giunta Pisapia non è risultato a difesa di alcun interesse pubblico, se non quello esclusivo del Comune di Milano di fare cassa ripulendo scientemente le tasche dei milanesi ». Intanto il traffico è libero e gli incassi della coppia Tabacci-Pisapia sono in picchiata: il Comune perde ogni giorno tra i 60 e i 70 mila euro di ticket non attivati. Oltre agli automobilisti a festeggiare sono i commercianti del centro che dopo mesi di crisi causata anche dal provvedimento del Comune vedono nella decisione del Consiglio di Stato una luce di speranza, tanto che gli esercizi pubblici hanno ringraziato platealmente il Consiglio di Stato con un manifestino appeso alle vetrine dei negozi. Intanto il Comune conferma che passerà al contrattacco e che il ticket tornerà il più presto possibile, forse già a settembre, ma allo stesso tempo corre ai ripari: allo studio c’è un possibile congelamento delle multe ai trasgressori di Area C, quelle più recenti come le circa 150mila prese tra giugno e luglio ma non ancora notificate. Ma i dubbi da sciogliere restano molti, su tutti lo spettro del danno erariale. Intanto gli ambientalisti lanciano la campagna “Io in centro non c’entro”. Già da venerdì scorso, primo giorno di stop di Area C, è stato comunque bloccato l’invio delle notifiche ma l’Avvocatura si esprimerà nei prossimi giorni sull’opportunità di proseguire con lo stop o meno. Due le strade, con rischi annessi. Stoppare le sanzioni in attesa del Tar a metà novembre (e la sentenza ancora più in là), comporterebbe il pericolo per l’amministrazione di far scadere i 90 giorni di notifica imposti per legge come tetto massimo. E se poi i giudici dovessero approvare Area C per Palazzo Marino si profilerebbe così l’ipotesi di procurato danno erariale. Ma anche proseguire con la spedizione dei verbali ha i suoi contro: se il Tar boccerà definitivamente Area C, si accrescerà il malloppo di rimborsi da effettuare. Intanto, per ora, i milanesi hanno una tassa in meno da pagare.
Per questo la Lega milanese «sta valutando la possibilitá di presentare un esposto alla procura» per l’evidente stortura che non puó certo essere risolta a tarallucci e vino come la sinistra ci ha abituati a fare». Anche per l’altro consigliere del Carroccio, Luca Lepore «il fallimento di Area C, sotto il profilo del miglioramento della qualità dell’aria, è sotto gli occhi di tutti (i dati ne costituiscono la conferma). Pertanto, elementi alla mano, il provvedimento così come concepito e adottato dalla giunta Pisapia non è risultato a difesa di alcun interesse pubblico, se non quello esclusivo del Comune di Milano di fare cassa ripulendo scientemente le tasche dei milanesi ». Intanto il traffico è libero e gli incassi della coppia Tabacci-Pisapia sono in picchiata: il Comune perde ogni giorno tra i 60 e i 70 mila euro di ticket non attivati. Oltre agli automobilisti a festeggiare sono i commercianti del centro che dopo mesi di crisi causata anche dal provvedimento del Comune vedono nella decisione del Consiglio di Stato una luce di speranza, tanto che gli esercizi pubblici hanno ringraziato platealmente il Consiglio di Stato con un manifestino appeso alle vetrine dei negozi. Intanto il Comune conferma che passerà al contrattacco e che il ticket tornerà il più presto possibile, forse già a settembre, ma allo stesso tempo corre ai ripari: allo studio c’è un possibile congelamento delle multe ai trasgressori di Area C, quelle più recenti come le circa 150mila prese tra giugno e luglio ma non ancora notificate. Ma i dubbi da sciogliere restano molti, su tutti lo spettro del danno erariale. Intanto gli ambientalisti lanciano la campagna “Io in centro non c’entro”. Già da venerdì scorso, primo giorno di stop di Area C, è stato comunque bloccato l’invio delle notifiche ma l’Avvocatura si esprimerà nei prossimi giorni sull’opportunità di proseguire con lo stop o meno. Due le strade, con rischi annessi. Stoppare le sanzioni in attesa del Tar a metà novembre (e la sentenza ancora più in là), comporterebbe il pericolo per l’amministrazione di far scadere i 90 giorni di notifica imposti per legge come tetto massimo. E se poi i giudici dovessero approvare Area C per Palazzo Marino si profilerebbe così l’ipotesi di procurato danno erariale. Ma anche proseguire con la spedizione dei verbali ha i suoi contro: se il Tar boccerà definitivamente Area C, si accrescerà il malloppo di rimborsi da effettuare. Intanto, per ora, i milanesi hanno una tassa in meno da pagare.

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