giovedì 2 agosto 2012

Ramadan, il Comune sfratta i musulmani

"Andrea Bagatta"
"Il Cittadino 02.08.2012"

«Il tendone non può essere sia deposito di cantiere che sala riunioni»



La tensostruttura montata da­gli islamici per il Ramadan non è utilizzabile contemporaneamente come  deposito del vicino cantiere e come area riunioni: lo ha stabi­lito l’Asl e il Comune ha notifica­to la  comunicazione al Centro Culturale Islamico sabato matti­na scorso. È l’ennesimo atto am­ministrativo in una  “guerra” tra Comune e Centro islamico che du­ra ormai ininterrottamente dal­l’estate del 2009 e che ha già  visto diversi passaggi sia al Tar sia al consiglio di Stato. Per il Ramadan, aperto lo scorso 20 luglio, i  musulmani hanno alle­stito una tensostruttura nell’am­pio parco privato di loro proprietà al di là della  ferrovia, oltre il sot­topassaggio di via Crema, in zona industriale Lever. Nella stessa proprietà sono in corso  dei lavori sul tetto della palazzina, che gli islamici stanno ristrutturando. Il 19 luglio il Centro islamico ha protocollato in Comune una ri­chiesta per l’insediamento di una struttura temporanea per 90 gior­ni, una  tensostruttura per il rico­vero dei materiali di cantiere e per occasionali riunioni. La strut­tura è  ompletamente removibile e trattenuta a terra da un sistema di contrappesi. Già l’anno scorso gli islamici  avevano chiesto il permesso di installare una strut­tura removibile, ma il Comune aveva chiesto integrazioni di  do­cumentazione cosicché i tempi si allungarono fino a concedere il permesso a Ramadan già conclu­so. Quest’anno tutti gli incartamenti erano a posto e sebbene il sindaco abbia preparato un’ordinanza per intimare il rispetto della destina­zione d’uso e il divieto di preghie­ra, della stessa ordinanza ancora non c’è  traccia formale. «Ma l’or­dinanza è sospesa proprio perché è subentrato questo autorevole parere dell’Asl  che abbiamo prov­veduto a notificare agli islamici sabato mattina ­ spiega il sindaco Flavio Parmesani ­.
L’Asl  dichia­ra che la tensostruttura non può essere utilizzata come deposito e come area per le riunioni. Lì c’è un  cantiere e i civili non possono accedervi liberamente per una questione di sicurezza». Dal che discende che i  musulmani devono specificare per quale uso abbiano installato la tensostrut­tura, con tutte le eventuali inte­grazioni che ne deriverebbero. «O quello è un deposito di cantiere, e allora non si possono fare riunio­ni  per il Ramadan, oppure è un centro dove pregare, e allora va richiesto il permesso per questo tipo di  destinazione ­ spiega l’as­sessore all’urbanistica Davide Ce­rati ­. Delle due l’una, ora aspet­tiamo la mossa  dei musulmani». Con ogni probabilità saranno in­tensificati i controlli per la verifi­ca di quanto accade  davvero sul­l’area, ma non è stato chiarito se le osservazioni dell’Asl hanno un valore assoluto o dipendano  dalla presenza del cantiere. In quest’ul­timo caso, infatti, i musulmani avevano già dichiarato di essere in  procinto di creare una separa­zione netta tra le due aree, in mo­do da evitare pericoli legati alla sicurezza. La  vicenda non è con­clusa, e alla chiusura del Rama­dan mancano ancora 18 giorni.

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