"La Padania 02.08.2012"
Prima pensiamo gli immigrati, poi ai cittadini! Il programma su cui favoleggiano nel centrosinistra da anni (porte aperte per tutti, ricongiungimenti facili, cittadinanza e diritto di voto subito, ius soli ecc ecc...) e su cui hanno fantasticato vanamente i vari Vendola, Ferrero, Pecoraro Scanio, sta già venendo messo in pratica, oggi, dal Governo dei finti tecnici, che si prepara a regolarizzare un piccolo esercito di immigrati. Almeno 150 mila, ma potrebbero essere di più, ma molti di più. La notizia peraltro era attesa e non stupisce eccessivamente, anche se diventa ancora più clamorosa e roboante per la sua tempistica. L’altro ieri, martedì, l’Istat impietosamente ha comunicato che 2,8 milioni di italiani sono senza lavoro, in pratica un cittadino su dieci è disoccupato, escludendo studenti e pensionati. Ci si attendeva una pronta risposta del premier Mario Monti o dalla sua ministra di ferro, l’ineffabile Elsa Fornero, invece niente. O meglio ecco la risposta, ma per gli immigrati mica per i nostri cittadini... E così nemmeno ventiquattro ore dopo la denuncia dell’Istat sulla disoccupazione nostrana balzata al 10,8% (e al 34,3% quella giovanile) ecco la solerte risposta del Governo dei professori-pasticcioni, attraverso una bella maxi sanatoria per almeno 150mila lavoratori extracomunitari attraverso l’incredibile escamotage "ravvedimento operoso del datore di lavoro". Sanatoria a requisiti stracciati, quasi inesistenti, oltre tutto.
Per ottenere la regolarizzazione, infatti, basterà dimostrare di essere in Italia da prima dello scorso 31 dicembre e pagare un forfettario che si aggirerà ai 1000 euro. Una bazzecola. Da qui i timori che la cifra di 150mila stranieri regolarizzabili, fornita dal ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi («In base ai dati del Governo sono 150mila i lavoratori possibilmente interessati" dal decreto legislativo del 16 luglio 2012 (il 109) che consente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri impiegati senza permesso di soggiorno»), sia decisamente sottostimata. Addirittura secondo una stima fornita dalla Caritas al Comitato Schengen si potrebbe arrivare persino a 400mila lavoratori stranieri irregolari che potrebbero usufruire di questa maxi sanatoria. Che potrebbe avere effetti devastanti. Come denuncia, la Lega Nord, la prima forza politica a puntare l’indice contro l’ennesimo sciagurato provvedimento messo in cantiere da questo Esecutivo così lontano dalle reali necessità del Paese. «È incredibile che mentre nel Paese la disoccupazione raggiunge livelli record, il governo Monti si preoccupa di regolarizzare almeno 150mila lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Troppo spesso accusano ingiustamente la Lega di razzismo quando il vero razzista è chi si affretta a varare una sanatoria per gli immigrati irregolari mentre non fa nulla per aiutare i nostri operai che perdono il posto di lavoro e per le aziende costrette a chiudere perché lo Stato non paga i propri debiti», protesta il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti. Che poi lancia un allarma con il suo consueto pragmatismo: «Lo spirito delle norme con cui si era disciplinato negli anni scorsi il fenomeno dell’i mmigrazione, lo spirito introdotto con la legge Bossi- Fini era che chi aveva un lavoro poteva restare qui, mentre chi non lo aveva veniva rimpatriato, semplicemente in quanto non avendo un lavoro non aveva la possibilità di mantenersi nel nostro Paese. Con questo tipo di sanatoria viene così elusa la Bossi-Fini e passa l’idea che anche senza un lavoro e una possibilità di mantenersi si possa rimanere qui. Non solo, in un Paese in forte crisi, con una disoccupazione alle stelle, vengono immessi sul già carente mercato del lavoro centinaia di migliaia di nuovi lavoratori, 150mila secondo il Governo, addirittura 400mila secondo altre fonti: nuovi lavoratori che di fatto drogheranno il mercato già saturo. Senza contare - rincara il deputato trentino - il costo sociale che avrà questo tipo di sanatoria indiscriminata, per le spese sanitarie, per gli ospedali che dovranno curare queste persone, per le ulteriori forze dell’ordine che dovranno garantire la sicurezza soprattutto nei casi in cui questi immigrati, non avendo un lavoro, finiscano per delinquere. Qualcuno - conclude Fugatti - ha pensato a quanto ammonteranno questi costi sociali, di welfare e di sicurezza? Noi riteniamo che un Paese in crisi come questo non possa permettersi di pagare un simile conto così alto». Il deputato marchigiano del Carroccio, Rodolfo Luca Paolini, intervenendo al question time di Montecitorio, dove ha incalzato il ministro Riccardi, ha invece evidenziato un altro rischio concreto e prevedibile: quello rappresentato dall’effetto-richiamo di una simile sanatoria. «E’ proprio questo il grave pericolo, quello dell’effetto-annuncio, dell’effetto-richiamo, perché così passa un messaggio del tipo partite, venite pure qui da tutto il mondo, lavorate pure in nero o per le organizzazioni criminali, tanto poi noi vi regolarizziamo. Così - ha tuonato Paolini - si innesca un meccanismo che induce, illude, favorisce ulteriori ingressi clandestini, nella consapevolezza che tanto in Italia prima o poi una sanatoria te la fanno». Passando poi dalle parole ai fatti in serata, al Senato, il capogruppo del strare di essere in Italia da prima dello scorso 31 dicembre e pagare un forfettario che si aggirerà ai 1000 euro. Una bazzecola. Da qui i timori che la cifra di 150mila stranieri regolarizzabili, fornita dal ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi («In base ai dati del Governo sono 150mila i lavoratori possibilmente interessati" dal decreto legislativo del 16 luglio 2012 (il 109) che consente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri impiegati senza permesso di soggiorno»), sia decisamente sottostimata. Addirittura secondo una stima fornita dalla Caritas al Comitato Schengen si potrebbe arrivare persino a 400mila lavoratori stranieri irregolari che potrebbero usufruire di questa maxi sanatoria. Che potrebbe avere effetti devastanti. Come denuncia, la Lega Nord, la prima forza politica a puntare l’indice contro l’ennesimo sciagurato provvedimento messo in cantiere da questo Esecutivo così lontano dalle reali necessità del Paese. «È incredibile che mentre nel Paese la disoccupazione raggiunge livelli record, il governo Monti si preoccupa di regolarizzare almeno 150mila lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Troppo spesso accusano ingiustamente la Lega di razzismo quando il vero razzista è chi si affretta a varare una sanatoria per gli immigrati irregolari mentre non fa nulla per aiutare i nostri operai che perdono il posto di lavoro e per le aziende costrette a chiudere perché lo Stato non paga i propri debiti», protesta il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti. Che poi lancia un allarma con il suo consueto pragmatismo: «Lo spirito delle norme con cui si era disciplinato negli anni scorsi il fenomeno dell’immigrazione, lo spirito introdotto con la legge Bossi-Fini era che chi aveva un lavoro poteva restare qui, mentre chi non lo aveva veniva rimpatriato, semplicemente in quanto non avendo un lavoro non aveva la possibilità di mantenersi nel nostro Paese. Con questo tipo di sanatoria viene così elusa la Bossi-Fini e passa l’idea che anche senza un lavoro e una possibilità di mantenersi si possa rimanere qui. Non solo, in un Paese in forte crisi, con una disoccupazione alle stelle, vengono immessi sul già carente mercato del lavoro centinaia di migliaia di nuovi lavoratori, 150mila secondo il Governo, addirittura 400mila secondo altre fonti: nuovi lavoratori che di fatto drogheranno il mercato già saturo. Senza contare - rincara il deputato trentino - il costo sociale che avrà questo tipo di sanatoria indiscriminata, per le spese sanitarie, per gli ospedali che dovranno curare queste persone, per le ulteriori forze dell’ordine che dovranno garantire la sicurezza soprattutto nei casi in cui questi immigrati, non avendo un lavoro, finiscano per delinquere. Qualcuno - conclude Fugatti - ha pensato a quanto ammonteranno questi costi sociali, di welfare e di sicurezza? Noi riteniamo che un Paese in crisi come questo non possa permettersi di pagare un simile conto così alto». Il deputato marchigiano del Carroccio, Rodolfo Luca Paolini, intervenendo al question time di Montecitorio, dove ha incalzato il ministro Riccardi, ha invece evidenziato un altro rischio concreto e prevedibile: quello rappresentato dall’effetto-richiamo di una simile sanatoria. «E’ proprio questo il grave pericolo, quello dell’effetto-annuncio, dell’effetto-richiamo, perché così passa un messaggio del tipo partite, venite pure qui da tutto il mondo, lavorate pure in nero o per le organizzazioni criminali, tanto poi noi vi regolarizziamo. Così - ha tuonato Paolini - si innesca un meccanismo che induce, illude, favorisce ulteriori ingressi clandestini, nella consapevolezza che tanto in Italia prima o poi una sanatoria te la fanno». Passando poi dalle parole ai fatti in serata, al Senato, il capogruppo del Carroccio, Federico Bricolo, insieme ai capogruppo di Pdl e Coesione Nazionale, ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governo di sospendere la sanatoria, in modo da consentire ’di valutarne più approfonditamente i reali costi e i possibili effetti sul mercato del lavoro e sul sistema sanitario e previdenziale’.
Per ottenere la regolarizzazione, infatti, basterà dimostrare di essere in Italia da prima dello scorso 31 dicembre e pagare un forfettario che si aggirerà ai 1000 euro. Una bazzecola. Da qui i timori che la cifra di 150mila stranieri regolarizzabili, fornita dal ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi («In base ai dati del Governo sono 150mila i lavoratori possibilmente interessati" dal decreto legislativo del 16 luglio 2012 (il 109) che consente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri impiegati senza permesso di soggiorno»), sia decisamente sottostimata. Addirittura secondo una stima fornita dalla Caritas al Comitato Schengen si potrebbe arrivare persino a 400mila lavoratori stranieri irregolari che potrebbero usufruire di questa maxi sanatoria. Che potrebbe avere effetti devastanti. Come denuncia, la Lega Nord, la prima forza politica a puntare l’indice contro l’ennesimo sciagurato provvedimento messo in cantiere da questo Esecutivo così lontano dalle reali necessità del Paese. «È incredibile che mentre nel Paese la disoccupazione raggiunge livelli record, il governo Monti si preoccupa di regolarizzare almeno 150mila lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Troppo spesso accusano ingiustamente la Lega di razzismo quando il vero razzista è chi si affretta a varare una sanatoria per gli immigrati irregolari mentre non fa nulla per aiutare i nostri operai che perdono il posto di lavoro e per le aziende costrette a chiudere perché lo Stato non paga i propri debiti», protesta il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti. Che poi lancia un allarma con il suo consueto pragmatismo: «Lo spirito delle norme con cui si era disciplinato negli anni scorsi il fenomeno dell’i mmigrazione, lo spirito introdotto con la legge Bossi- Fini era che chi aveva un lavoro poteva restare qui, mentre chi non lo aveva veniva rimpatriato, semplicemente in quanto non avendo un lavoro non aveva la possibilità di mantenersi nel nostro Paese. Con questo tipo di sanatoria viene così elusa la Bossi-Fini e passa l’idea che anche senza un lavoro e una possibilità di mantenersi si possa rimanere qui. Non solo, in un Paese in forte crisi, con una disoccupazione alle stelle, vengono immessi sul già carente mercato del lavoro centinaia di migliaia di nuovi lavoratori, 150mila secondo il Governo, addirittura 400mila secondo altre fonti: nuovi lavoratori che di fatto drogheranno il mercato già saturo. Senza contare - rincara il deputato trentino - il costo sociale che avrà questo tipo di sanatoria indiscriminata, per le spese sanitarie, per gli ospedali che dovranno curare queste persone, per le ulteriori forze dell’ordine che dovranno garantire la sicurezza soprattutto nei casi in cui questi immigrati, non avendo un lavoro, finiscano per delinquere. Qualcuno - conclude Fugatti - ha pensato a quanto ammonteranno questi costi sociali, di welfare e di sicurezza? Noi riteniamo che un Paese in crisi come questo non possa permettersi di pagare un simile conto così alto». Il deputato marchigiano del Carroccio, Rodolfo Luca Paolini, intervenendo al question time di Montecitorio, dove ha incalzato il ministro Riccardi, ha invece evidenziato un altro rischio concreto e prevedibile: quello rappresentato dall’effetto-richiamo di una simile sanatoria. «E’ proprio questo il grave pericolo, quello dell’effetto-annuncio, dell’effetto-richiamo, perché così passa un messaggio del tipo partite, venite pure qui da tutto il mondo, lavorate pure in nero o per le organizzazioni criminali, tanto poi noi vi regolarizziamo. Così - ha tuonato Paolini - si innesca un meccanismo che induce, illude, favorisce ulteriori ingressi clandestini, nella consapevolezza che tanto in Italia prima o poi una sanatoria te la fanno». Passando poi dalle parole ai fatti in serata, al Senato, il capogruppo del strare di essere in Italia da prima dello scorso 31 dicembre e pagare un forfettario che si aggirerà ai 1000 euro. Una bazzecola. Da qui i timori che la cifra di 150mila stranieri regolarizzabili, fornita dal ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi («In base ai dati del Governo sono 150mila i lavoratori possibilmente interessati" dal decreto legislativo del 16 luglio 2012 (il 109) che consente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri impiegati senza permesso di soggiorno»), sia decisamente sottostimata. Addirittura secondo una stima fornita dalla Caritas al Comitato Schengen si potrebbe arrivare persino a 400mila lavoratori stranieri irregolari che potrebbero usufruire di questa maxi sanatoria. Che potrebbe avere effetti devastanti. Come denuncia, la Lega Nord, la prima forza politica a puntare l’indice contro l’ennesimo sciagurato provvedimento messo in cantiere da questo Esecutivo così lontano dalle reali necessità del Paese. «È incredibile che mentre nel Paese la disoccupazione raggiunge livelli record, il governo Monti si preoccupa di regolarizzare almeno 150mila lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Troppo spesso accusano ingiustamente la Lega di razzismo quando il vero razzista è chi si affretta a varare una sanatoria per gli immigrati irregolari mentre non fa nulla per aiutare i nostri operai che perdono il posto di lavoro e per le aziende costrette a chiudere perché lo Stato non paga i propri debiti», protesta il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti. Che poi lancia un allarma con il suo consueto pragmatismo: «Lo spirito delle norme con cui si era disciplinato negli anni scorsi il fenomeno dell’immigrazione, lo spirito introdotto con la legge Bossi-Fini era che chi aveva un lavoro poteva restare qui, mentre chi non lo aveva veniva rimpatriato, semplicemente in quanto non avendo un lavoro non aveva la possibilità di mantenersi nel nostro Paese. Con questo tipo di sanatoria viene così elusa la Bossi-Fini e passa l’idea che anche senza un lavoro e una possibilità di mantenersi si possa rimanere qui. Non solo, in un Paese in forte crisi, con una disoccupazione alle stelle, vengono immessi sul già carente mercato del lavoro centinaia di migliaia di nuovi lavoratori, 150mila secondo il Governo, addirittura 400mila secondo altre fonti: nuovi lavoratori che di fatto drogheranno il mercato già saturo. Senza contare - rincara il deputato trentino - il costo sociale che avrà questo tipo di sanatoria indiscriminata, per le spese sanitarie, per gli ospedali che dovranno curare queste persone, per le ulteriori forze dell’ordine che dovranno garantire la sicurezza soprattutto nei casi in cui questi immigrati, non avendo un lavoro, finiscano per delinquere. Qualcuno - conclude Fugatti - ha pensato a quanto ammonteranno questi costi sociali, di welfare e di sicurezza? Noi riteniamo che un Paese in crisi come questo non possa permettersi di pagare un simile conto così alto». Il deputato marchigiano del Carroccio, Rodolfo Luca Paolini, intervenendo al question time di Montecitorio, dove ha incalzato il ministro Riccardi, ha invece evidenziato un altro rischio concreto e prevedibile: quello rappresentato dall’effetto-richiamo di una simile sanatoria. «E’ proprio questo il grave pericolo, quello dell’effetto-annuncio, dell’effetto-richiamo, perché così passa un messaggio del tipo partite, venite pure qui da tutto il mondo, lavorate pure in nero o per le organizzazioni criminali, tanto poi noi vi regolarizziamo. Così - ha tuonato Paolini - si innesca un meccanismo che induce, illude, favorisce ulteriori ingressi clandestini, nella consapevolezza che tanto in Italia prima o poi una sanatoria te la fanno». Passando poi dalle parole ai fatti in serata, al Senato, il capogruppo del Carroccio, Federico Bricolo, insieme ai capogruppo di Pdl e Coesione Nazionale, ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governo di sospendere la sanatoria, in modo da consentire ’di valutarne più approfonditamente i reali costi e i possibili effetti sul mercato del lavoro e sul sistema sanitario e previdenziale’.

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