domenica 8 luglio 2012

QUESTIONE SETTENTRIONALE DA RISOLVERE: È L’OBIETTIVO

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 07.07.2012"




MILÀN - Prima il Nord. E’ questa la strada per arrivare alla grande macroregione europea della Padania,  una macroregione che si inserirà nell’Europa dei Popoli che gli eventi dell’ultimo anno stanno rendendo sempre più vicina e realizzabile. Il Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni, non perde tempo  e ad appena cinque giorni dalla sua elezione al Congresso tenutosi ad Assago scioglie il primo nodo: quello  della squadra che lo affiancherà. Tre giovani. Età media 41 anni. Giovani sì, ma tutti esperti e con un profilo di assoluta competenza e preparazione. Il 39enne trevigiano Federico Caner, capogruppo della Liga Veneta nel consiglio regionale del Veneto, con il compito di formare i nuovi dirigenti del Carroccio; il 43enne deputato bergamasco Giacomo Stucchi, che avrà la responsabilità dell'organizzazione e la gestione dell'ufficio  politico federale, e la 41enne piemontese Elena Maccanti, assessore della giunta regionale piemontese, che si  occuperà del coordinamento con gli amministratori del territorio. Giovani ma esperti e preparati. 

Del resto i  segretari nazionali hanno tutti lo stesso profilo: intorno ai 40 anni, ma tutti rodati da importanti esperienze amministrative e istituzionali. E del resto questa è la filosofia della nuova Lega Nord 2.0. Spazio alla meritocrazia e ai giovani, ma con la competenza e la preparazione per fare cose concrete e dare cose risposte concrete ai problemi della Padania. «Il  io metodo di lavoro sarà questo. Indicherò gli obiettivi ma  poi darò delega ai vice segretari senza intromettermi a qualunque livello», spiega Maroni, che rimanda poi a  lunedì, al Consiglio Federale, le nomine per gli altri organi interni che andranno a completare la struttura del  movimento. Con una sola anticipazione: Roberto Calderoli è stato nominato nuovo Responsabile Federale Organizzativo del Territorio. La “squadra” inizia a prendere forma. Pronta per scendere in campo per la  partita più importante: quella del Nord. Ovvero dare le risposte che il Nord attende da troppo tempo e che  soltanto la Lega può dare. «Da oggi parte un'azione molto intensa. Per noi la campagna elettorale – in - dica  il Segretario Federale del Carroccio - è iniziata domenica scorsa. E per noi significa recuperare consenso  perché il partito del Nord può essere rappresentato solo dalla Lega, che è l'unica forza politica che può dare risposta alla questione settentrionale. Vogliamo diventare il partito egemone del Nord, aggregando attorno a  noi tutte le forze sane del Nord, ovvero le imprese, i sindacati, il mondo del volontariato, tutti quelli che vogliono affrontare la questione settentrionale. Abbassiamo il nostro ponte levatoio per aprirci al confronto  con la società civile e per dialogare con le persone che vogliono il bene delle famiglie, delle fabbriche, dei  lavoratori e delle associazioni del Nord e raccogliere un contributo da tutti, anche da chi non è della Lega,  ma ha a cuore il Nord». Prima il Nord, per arrivare alla macro regione padana. Una macro regione che nella  realtà è già molto vicina e concreta. «La sfida che abbiamo al Nord è quella di riunire le tre grandi Regioni del Nord, Piemonte, Lombardia e Veneto e trovare insieme una posizione comune per dare una risposta  concreta ai problemi della gente del Nord. Un primo esempio concreto è il problema degli esodati, un  dramma creato dal Governo e che colpisce le famiglie del Nord, ecco qui servirà un’azione congiunta per realizzare un intervento di sostegno al reddito di queste famiglie che il governo Monti ha messo in mezzo a  una strada. E' una delle questioni che la Lega porterà avanti. E’ questa la strada da seguire perché se le tre  regioni del Nord agiscono politicamente insieme come una grande macroregione, possiamo dettare legge sia  a Roma che a Bruxelles». Intanto la Lega riparte dal territorio, dalle sue battaglie tradizionali e da quelle  nuove che si stanno aggiungendo e dal un ritrovato entusiasmo della base. «Ripartiamo con grande coraggio,  spinti dagli oltre 6.000 militanti che domenica scorsa hanno affollato il Forum di Assago per il nostro congresso e da alcuni segnali interessanti, come per esempio gli ultimi sondaggi che ci vedono in ripresa, chi  al 6,5%, chi al 6,9%...». E all’orizzonte si profilano nuovi appuntamenti come gli Stati Generali del Nord e  altri tradizionali, come la festa dei Popoli Padani a Venezia ma soprattutto il raduno sul sacro pratone di  Pontida. E su quest’ultimo punto Maroni si toglie un sassolino dalla scarpa e replica ad un quotidiano che gli  attribuiva l’archiviazione dello storico raduno. «Mi dispiace per questi giornalisti ma non è affatto così. Pontida è la nostra identità, il nostro cuore, il nostro popolo. Non sarà mai cancellata. La data - ha spiegato  - sarà decisa lunedì in occasione del consiglio federale ma una cosa è certa: Pontida – ha concluso il  Segretario Federale leghista – si farà!».



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