"La Padania 06.07.2012"
Le pensioni d'oro non si toccano. Il Governo torna all'attacco e prova di nuovo a tutelare i privilegi dei grand commis di Stato. Insomma, per Monti, i suoi ministri e la maggioranza che li sostiene va bene diminuire lo stipendio ai lavoratori, togliere loro la pensione, far pagare l'Imu ai disoccupati ma è impossibile tagliare i super assegni. Sembra impossibile ma è stata proprio questa la risposta dell'Esecutivo per bocca del suo ministro per i rapporti con il Parlamento. La questione, per l'ennesima volta, l'ha sollevata la Lega Nord che ha chiesto l'introduzione di un tetto massimo alle pensioni d'oro. Mica bruscolini: comunque il Carroccio, con un'interrogazione illustrata da Fulvio Follegot, aveva posto l'asticella a 6000 euro. «Non si può fare» è stata la secca risposta di Piero Giarda. E questo perché «non si terrebbe conto dei diritti acquisiti». Roba da far impallidire il diavolo: ma con che faccia il Governo risponde in questo modo dopo aver detto ai pensionandi che avrebbero dovuto lavorare (se va bene) ancora quattro o sei anni prima di mettersi a riposo? E quando hanno deciso di non rivalutare più gli assegni previdenziali? Senza parlare degli esodati: sono in trecentomila a rischio di restare senza pensione e senza stipendio. E' furibondo Follegot: «Il Governo ha preferito tagliare i buoni pasto dei dipendenti pubblici piuttosto che mettere un tetto alle cosiddette pensioni d’oro che, invece, consentirebbe un notevole risparmio per lo Stato».
«Il Governo – denuncia Follegot – accampa la scusa dei diritti acquisiti per non toccare le pensioni d’oro dei superburocrati di Stato mentre se n’è infischiato dei diritti acquisiti dei lavoratori e degli esodati. Finora il Governo e la maggioranza hanno drenato risorse dal territorio, dalle fasce più deboli della popolazione, colpendo, in particolare, lavoratori dipendenti e pensionati. In una situazione economica drammatica come quella in cui viviamo – sottolinea il leghista - il Governo aumenta la tassazione a chi ha già dato, colpendo indiscriminatamente famiglie e piccole e medie imprese, mentre ha bocciato la nostra proposta che intendeva mettere un tetto massimo alle pensioni d'oro che, in questo momento, sono uno schiaffo per chi non è più in grado di garantire alla propria famiglia una vita dignitosa». Da parte del Governo solo burocrazia: «Nel sistema contributivo la normativa vigente già prevede un massimale contributivo pari nel 2012 a 96.149 euro annui» ha detto Giarda. Per quanto concerne «le pensioni liquidate con il sistema retributivo- prosegue Giarda- non può non rilevarsi che l'ipotesi di riduzione delle prestazioni fino a un limite massimo, qualora fosse riferita alle pensioni attualmente in argomento, sembrerebbe non tenere conto dei diritti acquisti in conseguenza del rapporto assicurativo obbligatorio che determina, nel corso della vita lavorativa, il versamento dei contributi calcolati su una base imponibile non sottoposta ad alcun massimale con conseguenti possibili profili di legittimità costituzionali». E poi, è il ragionamento, quand'anche questo taglio dovesse realizzarsi sarebbe ben poca cosa. Che vergogna! E’ secca la replica di Follegot: «La risposta del ministro non c'è stata. Il governo ha parlato di diritti acquisti ma non parla di quelli dei lavoratori e degli esodati». Senza considerare che operai ed esodati non hanno nemmeno i mezzi per pagare costosissimi avvocati ai quali affidare richieste di risarcimenti milionari verso lo Stato.

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