venerdì 6 luglio 2012

Tosi: «Dobbiamo conquistare anche chi non ha votato Lega»

Il sindaco: «La Lega ha il progetto e le persone giuste per convincere gli elettori dal mondo cattolico al Pdl. Lavoreremo insieme, senza stupidi regolamenti di conti». E «lancia» Caner alla vice segreteria vicaria. Governo: «Temo i tagli lineari e i privilegi»

Verona. «È altamente probabile che il vicesegretario federale sarà una persona giovane e di questa provincia (Treviso, ndr). Sicuramente sarà una persona che si identifica nel progetto di Lega Nord che ha disegnato Maroni al congresso di Assago. E che ha dimostrato nel tempo di identificarsi in questo modello di Lega. Di più non posso dire».
Lo ha sottolineato Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario della Liga Veneta a margine di un incontro a Pieve di Soligo (Treviso) parlando della nomina del vice segretario vicario che potrebbe essere il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Federico Caner.
Rispetto ad implementare il «modello Verona», così come dichiarato dallo stesso Maroni, Tosi ha proseguito:«Per essere il primo partito del Nord è chiaro che bisogna rivolgersi ad un elettorato vasto, composto ovviamente dalla base della Lega Nord ma anche da elettori che in qualche misura possono sentirsi vicini al nostro movimento, che ne condividono gli ideali e per i quali ci vuole probabilmente un po' di tempo perché diventino leghisti doc». «Oggi la Lega - ha concluso il sindaco di Verona - ha sia il progetto che le persone giuste per convincere questo elettorato, che va dal mondo cattolico al Pdl».
«In Veneto le province più forti sono state - osserva - Verona, Vicenza e Treviso. La Liga Veneta ha avuto la sua culla proprio qui, in Provincia di Treviso. Posso dire che continueremo a lavorare insieme, come si aspetta il nostro elettorato e come si aspetta Roberto Maroni. Senza vendette, senza regolamento di conti. Solo le persone stupide si vendicano, quelle intelligenti lavorano insieme».
Ma il sindaco parla anche dello scenario politico nazionale. «Mi preoccupano i tagli lineari, per altro fin dai tempi in cui li faceva Tremonti. È la cosa più facile da fare e tantissimi hanno provato con quell'esercizio. Adesso pare che il Governo abbozzi una qualche differenziazione, soprattutto per quanto riguarda il pubblico impiego e specificatamente il turn over».
Prosegue: «Vediamo che cosa accadrà con i numeri. Temo - ha osservato il sindaco veronese - che anche questa volta ci sia il rischio che prevalga la tutela dei privilegi e degli sprechi. E quindi nonostante i buoni propositi si farà la fine della riforma del lavoro, che era partita sotto i migliori auspici e che, alla fine, si è risolta in un pateracchio».

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