Denis Zanaboni - Segretario Lega Nord – sezione di Melegnano
È ormai passato un mese dalle elezioni comunali e dall’insediamento della nuova maggioranza e, a freddo, è secondo me già possibile provare a fare una sintesi dei primi atti del governo monocolore azzurro (PDL) di Melegnano. Ovviamente in così poco tempo non ci possono aspettare grandi operazioni ma i primi atti della nuova giunta sembrano già indirizzarsi verso una strategia ben precisa. In queste settimane, analizzando le prime delibere, ho assistito ad una serie di contraddizioni rispetto ai cinque precedenti anni di governo di cui facevano parte tutti gli attuali membri della giunta (leghisti a parte). I primi atti consistono spesso in revoche di delibere precedenti, dalla delega alla vendita del nuovo libro sulla storia edilizia di Melegnano dall’associazione Italia Nostra alla Pro loco, allo stop imposto all’assegnazione tramite bando dei locali del locale ciminiera del quartiere Broggi Izar, fino alla prossima revoca della dedicazione dell’attuale via Zara a Don Cesare Amelli. In particolare quet’ultimo atto mi sembra il più contraddittorio, il precedente progetto di dedicazione della via Zara a Don Cesare non era limitato ad un mero atto simbolico, portava in sé l’idea di una generale riqualificazione materiale e culturale della via il cui progetto era ormai pronto ed in attesa dei fondi per attuarlo; era un progetto ampio e condiviso con l’istituto d’arte superiore di Brera, dove proprio Don Cesare aveva insegnato, e che aveva portato alla realizzazione di bellissimi pannelli inerenti la storia della nostra città da porre proprio sul muro di cinta della via che Don Cesare percorreva ogni giorno e oggi “nascosti” in castello.
Sono conscio che alcune persone erano perplesse su questo progetto ma probabilmente solo per mancanza di informazione tanto che una volta spiegata la realtà dei fatti in diversi incontri, sia pubblici che privati, questa avversione veniva meno. Anche la dedicazione del sagrato della chiesa dei Servi all’Amelli, come preannunciato in un articolo di sabato 30 giugno, mi sembra poco opportuna, principalmente perché ritengo che la figura di Don Cesare non debba essere legata solo all’ambito strettamente religioso ma allargata ad una condivisione generale, valorizzando la figura di Don Cesare come storico e animatore culturale della vita cittadina. Ovviamente rispetto l’operato della nuova giunta e di quelle persone che la pensano diversamente da me, ma non posso fare a meno di evidenziare le contraddizioni di una maggioranza che, in questo primo periodo di governo, non sta facendo altro che annullare atti e impegni da essa stessa presi nei cinque anni di governo appena trascorsi e che sembra badare troppo ad accontentare desideri di limitate porzioni di popolazione a scapito di un progetto strategico di città.

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