"La Padania 13.07.2012"
È di nuovo allarme Siria. Non bastassero la iattura del Governo Monti e le idee bizzarre del ministro Andrea Riccardi sulla cittadinanza facile, ora ci si mette anche il titolare dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Mentre il generale Adriano Santini direttore dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, durante l’audizione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, annuncia una possibile invasione da Siria, Libia e Tunisia (senza escludere tutti i rischi del pentolone Afghanistan), il ministro Cancellieri (non dalla trincea, ma dalla poltrona di una radio) se ne esce come Alice nel paese delle meraviglie: il Governo dei professori con la Libia post-Ghedda fi ha stretto solamente «accordi verbali». Come dire: non ci siamo posti il problema. Non solo. Un nuovo accordo bilaterale è solo una eventualità, ma di certo «non ci saranno più pattugliamenti misti italo-libici» perché ora che comandano i professori - quelli che si sono dimenticati degli esodati, per intenderci - ognuno si controlla il proprio mare.
E poi via di maionese sulla collaborazione e sul rispetto dei diritti umani. Parole che hanno fatto letteralmente sobbalzare sulla sedia Manes Bernardini, fresco di nomina federale per il dipartimento Immigrazione- Giustizia e Sicurezza del Carroccio. «Dilettanti allo sbaraglio - è la prima amara replica - questi giocano sulla pelle delle persone e ci fanno fare una figuraccia a livello internazionale. Il Paese si presenta come assolutamente impreparato all’emergenza, e per di più con un messaggio pericoloso verso l’Africa: venite pure. Le parole del ministro Cancellieri sono drammatiche, tanto più che il collasso libico era annunciato dal marzo 2011. Una leggerezza preoccupante». Leggerezza, ma anche tanta ideologia. Il ministro Riccardi va oltre lo ius soli, pensando ad un premio di cittadinanza da legare alla pagella scolastica. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dal canto suo risponde alla crisi regalando vagonate di soldi per le case ai Rom. «Qui a Bologna propongono la cittadinanza onoraria (onoraria!) ai bambini di genitori stranieri nati qui, ma poi non si preoccupano di come vivano e dei costi sociali ed economici della comunità, che non è fatta solo di stranieri - prosegue Bernardini -. Il rispetto delle persone, che è quello che sta a cuore alla Lega, non passa da un buonismo ottuso e cieco, ma dalla pianificazione e dal rispetto delle regole. Un’emergenza come quella libica o nordafricana non può essere un problema della sola Italia, serve una risposta internazionale, ma serve un ministro che sappia cosa sta avvenendo». Il ministro non vede. E il resto della popolazione? «Uno dei primi compiti relativi al mio incarico di responsabile di dipartimento - sottolinea Bernardini - sarà concettualizzare al meglio quanto fatto dal ministro Maroni, spiegare ancora più chiaramente e nei dettagli qual è la politica della Lega in termini di flussi, respingimenti, diritto alla cittadinanza. Dobbiamo spiegare il peso delle scelte irresponsabili di questo Governo che non deve rispondere elettoralmente a nessuno, dobbiamo chiarire che il “vogliamoci bene” della sinistra è un gioco al massacro. Il ministro prenda spunto da Maroni: rispetti gli accordi presi faticosamente, fermi eventuali nuove partenze, pattugli le acque con forze internazionali e si adoperi per i doverosi respingimenti».
E poi via di maionese sulla collaborazione e sul rispetto dei diritti umani. Parole che hanno fatto letteralmente sobbalzare sulla sedia Manes Bernardini, fresco di nomina federale per il dipartimento Immigrazione- Giustizia e Sicurezza del Carroccio. «Dilettanti allo sbaraglio - è la prima amara replica - questi giocano sulla pelle delle persone e ci fanno fare una figuraccia a livello internazionale. Il Paese si presenta come assolutamente impreparato all’emergenza, e per di più con un messaggio pericoloso verso l’Africa: venite pure. Le parole del ministro Cancellieri sono drammatiche, tanto più che il collasso libico era annunciato dal marzo 2011. Una leggerezza preoccupante». Leggerezza, ma anche tanta ideologia. Il ministro Riccardi va oltre lo ius soli, pensando ad un premio di cittadinanza da legare alla pagella scolastica. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dal canto suo risponde alla crisi regalando vagonate di soldi per le case ai Rom. «Qui a Bologna propongono la cittadinanza onoraria (onoraria!) ai bambini di genitori stranieri nati qui, ma poi non si preoccupano di come vivano e dei costi sociali ed economici della comunità, che non è fatta solo di stranieri - prosegue Bernardini -. Il rispetto delle persone, che è quello che sta a cuore alla Lega, non passa da un buonismo ottuso e cieco, ma dalla pianificazione e dal rispetto delle regole. Un’emergenza come quella libica o nordafricana non può essere un problema della sola Italia, serve una risposta internazionale, ma serve un ministro che sappia cosa sta avvenendo». Il ministro non vede. E il resto della popolazione? «Uno dei primi compiti relativi al mio incarico di responsabile di dipartimento - sottolinea Bernardini - sarà concettualizzare al meglio quanto fatto dal ministro Maroni, spiegare ancora più chiaramente e nei dettagli qual è la politica della Lega in termini di flussi, respingimenti, diritto alla cittadinanza. Dobbiamo spiegare il peso delle scelte irresponsabili di questo Governo che non deve rispondere elettoralmente a nessuno, dobbiamo chiarire che il “vogliamoci bene” della sinistra è un gioco al massacro. Il ministro prenda spunto da Maroni: rispetti gli accordi presi faticosamente, fermi eventuali nuove partenze, pattugli le acque con forze internazionali e si adoperi per i doverosi respingimenti».

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