"La Padania 14.12.2012"
REÀNE - La spending review? Non bocciata pregiudizialmente.Ma a una condizione: le forbici di Monti taglino gli sprechi del Sud, ma non intacchino le eccellenze del Nord. È il messaggio che si leva da Reana del ojale, sede nazionale della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia. Il segretario nazionale Matteo Piasente non batte la porta in faccia al governo Monti, concede un’apertura, ma chiarisce: Roma non pensi di torchiare il Nord con la “review”, per poi lasciare il Sud sguazzare nello “spending. Piasente, la Lega del Fvg propone di rivedere il patto fiscale con Roma. Come pensate di muovervi? «Da soli, non faremmo molta strada. Per trattare alla pari con Roma, per strappare condizioni ragionevoli e non promesse generiche, servono i numeri e la consistenza politica di Veneto, Lombardia e Piemonte. Senza dimenticare Valle d’Aosta, Trento e Bolzano, che godono di un livello di specialità superiore al nostro ». Storicamente, il Nord produce, Roma preleva, il Sud riceve. Si può cambiare, dopo 150 anni? «Un Settentrione unito fa paura, può fare la voce grossa e costringere Monti ad aprire una negoziazione vera, al netto delle sue perplessità sulle concertazioni. Le risorse sono al Nord. Questa è la locomotiva del Paese».
La prima tappa? «Partiremo con una mozione in Consiglio regionale, come suggerito dal capogruppo Danilo Narduzzi, per rilanciare l’asse del Nord. Se Roma tira troppo la corda, rischia che le resti in mano. L’Italia è un Paese a due velocità, ormai lo sanno anche oltre la Manica. Serve un cambio di marcia, urgente». Il Fvg può reggere l’urto dei salassi imposti da Monti? «Praticamente impossibile. A regime, spending review, decreto Salva Italia e patto Tremonti prosciugherebbero le casse di questa regione. Complessivamente, evaporerebbe circa un miliardo di euro l’anno, che Roma userebbe solo per tamponare le copiose emorragie del Sud. Con un bilancio regionale che pareggia a circa 4,5 miliardi, e 2,5 miliardi che vanno alla sanità, alla Regione resterebbe circa 1 miliardo ». La somma per coprire le spese ordinarie... «Follia allo stato puro. Trattiamo, ma senza calare le braghe. Ci sono due mosse che consentirebbero, immediatamente, di recuperare 550-600 milioni. Quali? «Primo step: trattenere l’Irpef dei 42mila dipendenti statali che lavorano in Friuli Venezia Giulia. Non meno importante è la partita sui dipendenti delle aziende private. Lavorano qui, ma le loro tasse finiscono nella regione dove l’azienda ha sede legale. Sbagliato concettualmente, gravissimo economicamente ». Secondo punto? «L’azzeramento del “patto Tremonti”, anticamera di un federalismo smantellato, cancellato da questo governo. Quindi, l’accordo raggiunto con l’esecutivo precedente è carta straccia a tutti gli effetti. Perchè dobbiamo versare 370 milioni l’anno? Pacta sunt servanda, ma è stata Roma a infrangerlo». Monti chiede un "contributo” anche per il fondo nazionale sanitario.«Questa è una provocazione bella e buona. La nostra sanità ce la paghiamo noi al 100%. È al top a livello europeo per standard qualitativi. Non chiediamo un centesimo a Roma. Non ci faremo vessare da uno Stato che, su questo capitolo, dovrebbe commissariare e solite 4-5 regioni, anziché perseguitare i primi della classe. Poi, c’è un ultimo aspetto...»Dica. «La Terza Corsia dell’autostrada A4, che collega Veneto e Fvg. Opera strategica non solo per noi, ma per Italia ed Europa. Perchè dobbiamo sobbarcarci tutti i costi? Anche questo capitolo dovrebbe essere inserito nel nuovo patto fiscale con Roma».
La prima tappa? «Partiremo con una mozione in Consiglio regionale, come suggerito dal capogruppo Danilo Narduzzi, per rilanciare l’asse del Nord. Se Roma tira troppo la corda, rischia che le resti in mano. L’Italia è un Paese a due velocità, ormai lo sanno anche oltre la Manica. Serve un cambio di marcia, urgente». Il Fvg può reggere l’urto dei salassi imposti da Monti? «Praticamente impossibile. A regime, spending review, decreto Salva Italia e patto Tremonti prosciugherebbero le casse di questa regione. Complessivamente, evaporerebbe circa un miliardo di euro l’anno, che Roma userebbe solo per tamponare le copiose emorragie del Sud. Con un bilancio regionale che pareggia a circa 4,5 miliardi, e 2,5 miliardi che vanno alla sanità, alla Regione resterebbe circa 1 miliardo ». La somma per coprire le spese ordinarie... «Follia allo stato puro. Trattiamo, ma senza calare le braghe. Ci sono due mosse che consentirebbero, immediatamente, di recuperare 550-600 milioni. Quali? «Primo step: trattenere l’Irpef dei 42mila dipendenti statali che lavorano in Friuli Venezia Giulia. Non meno importante è la partita sui dipendenti delle aziende private. Lavorano qui, ma le loro tasse finiscono nella regione dove l’azienda ha sede legale. Sbagliato concettualmente, gravissimo economicamente ». Secondo punto? «L’azzeramento del “patto Tremonti”, anticamera di un federalismo smantellato, cancellato da questo governo. Quindi, l’accordo raggiunto con l’esecutivo precedente è carta straccia a tutti gli effetti. Perchè dobbiamo versare 370 milioni l’anno? Pacta sunt servanda, ma è stata Roma a infrangerlo». Monti chiede un "contributo” anche per il fondo nazionale sanitario.«Questa è una provocazione bella e buona. La nostra sanità ce la paghiamo noi al 100%. È al top a livello europeo per standard qualitativi. Non chiediamo un centesimo a Roma. Non ci faremo vessare da uno Stato che, su questo capitolo, dovrebbe commissariare e solite 4-5 regioni, anziché perseguitare i primi della classe. Poi, c’è un ultimo aspetto...»Dica. «La Terza Corsia dell’autostrada A4, che collega Veneto e Fvg. Opera strategica non solo per noi, ma per Italia ed Europa. Perchè dobbiamo sobbarcarci tutti i costi? Anche questo capitolo dovrebbe essere inserito nel nuovo patto fiscale con Roma».

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