mercoledì 12 novembre 2014

Salvini si riprende il voto di protesta. E la sua Lega Nord continua a salire

L’altro Matteo? Sempre più un protagonista della politica italiana, Matteo Salvini, ieri era a diMartedì e il programma è salito al 5,55% di share. Sarà un caso? Questa, ovviamente, è solo una speculazione. I dati (quelli delle intenzioni di voto, per lo meno) ci parlano comunque di una Lega Nord in grande spolvero che continua a crescere, mosca bianca, settimana dopo settimana, tornando a numeri che ora, nel centrodestra, con Forza Italia ben al di sotto del 20%, pesano molto. I dati molto positivi sono anche quelli che riguardano la fiducia personale di Salvini, che sembrerebbe l’unico capace di insidiare in qualche modo, Matteo Renzi.

La conclusione a cui arriva Elisabetta Gualmini per La Stampa è una sola: Il voto di protesta si sta spostando e lascia Beppe Grillo per “buttarsi” (o ributtarsi) su Matteo Salvini e la Lega Nord che, schiacciata alle politiche dallo strapotere del Movimento 5 Stelle, recupera ora percentuali che forse si erano viste solo all’inizio della sua storia politica, continuando ad essere uno dei pochi a crescere in maniera importante a destra.

Quelle che emergerebbe, dunque, sarebbe la disponibilità dell’elettorato di protesta a spostarsi da un “contenitore” all’altro, purché questi siano entrambi partiti anti-establishment: l’attrattiva reale sarebbe rappresentata da leader dalla grande visibilità e radicali nelle loro posizioni.

Ma quali analogie permetterebbero a questi elettori di muoversi da una parte all’altra? Sono tre per la precisione secondo Elisabetta Gualmini: la prima analogia riguarda la tipologia di leadership. Quella di Salvini (come quella di Grillo) può essere definita radicale e aggressiva. Inoltre, la grande presenza del leader del Carroccio in Tv permette agli elettori di familiarizzare con lui, nonostante sia una personalità oggettivamente “polarizzante” per così dire.

La seconda analogia è quella del programma: anche per Salvini, infatti, il programma è in qualche modo iper –populista: guarda ad aspetti che sono forti e di attualità sui quali prende una posizione netta e chiara, a differenza di altre compagini politiche più “larghe” che magari cercano di temporeggiare e mediare tra le varie anime.

La terza analogia è il frequente ricorso al “buon senso” e proposte che a volte però non sembrerebbero avere alle spalle concrete possibilità di essere messe in atto.

Un limite però, la giornalista lo individua: la Lega è caratterizzata da un nordismo che potrebbe diventare realisticamente un vincolo e da un passato all’interno del “sistema” dei partiti tradizionali.

Il successo di Matteo Salvini, comunque, è sul tavolo sia degli analisti, che hanno sotto gli occhi i dati della Lega Nord che quelli della fiducia personale, che sul tavolo degli attori politici: non è un caso che appena ha lanciato un’Opa sul centrodestra (anche se la coalizione verde-nera, come già è stata ribattezzata, non ha convinto molti) sia stato subito etichettato come “lepenista”.

http://www.clandestinoweb.com/number-news/162812-salvini-si-riprende-il-voto-di-protesta-e-la-sua-lega-nord-continua-a-salire/

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