“La
Padania 04.02.2014”
Sempre più
spremuti dal fisco, sempre meno soldi in tasca. Conf-commercio e lstat
concordano nel fotografare le famiglie italiane
in crescente difficoltà economica per l'aumento delle tasse e la diminuzione dei
redditi. ENTRATE FISCALI, +120% NEL 2014
L'
incremento delle entrate fiscali nel periodo 2014- 2016 previste dalla versione
finale della Legge di Stabilità rispetto al disegno di legge originario è
salito ad oltre 4,6 miliardi, rispetto agli iniziali 1,6 miliardi. Il calcolo è
dell'Ufficio Studi di Confcommercio. Nel
dettaglio, solo per il 2014, da una previsione iniziale di maggiori entrate
pari a 973 milioni si è arrivati ad oltre 2,1 miliardi, con un incremento di
quasi il 120 per cento; per il 2015, si passa addirittura da una previsione di
riduzione del carico impositivo (-496 milioni) ad un aggravio di 639 milioni;
per il 2016,
infine, si richiede il versamento di imposte aggiuntive per 1,9 miliardi, a fronte di una previsione iniziale di 1,2 miliardi. FAMIGUE PIÙ POVERE Anche a causa di questi aumenti, le famiglie sono sempre più povere: negli ultimi sei anni, il reddito pro capite si è ridotto del13% e si sono persi 18 mila euro a testa di ricchezza. In pratica, tra il 2007 e la fine del 2013 il reddito disponibile pro capite è tornato, al netto dell'inflazione, ai livelli della seconda metà degli anni Ottanta. Intanto i consumi sono drammaticamente fermi (-4,2% nel 2012). CON FIGU MENO DEL 40% DELLE COPPIE Sui comportamenti di spesa incidono anche le modifiche intervenute nel lungo periodo nella composizione delle famiglie. Rispetto a 35 anni fa, crescono i nuclei familiari monocomponenti, soprattutto quelli con anziani soli che in percentuale sono triplicati, passando dal 5% del 1977 al 15,1% del 2012. Le coppie con figli sono ormai meno del 40% (erano quasi il 53% nel 1977 e comunque oltre il 44% nel 2000). Una popolazione sempre più anziana e composta da nuclei familiari sempre più piccoli sposta le risorse verso le cure mediche, l'assistenza e i servizi alla persona. Confcommercio rileva infine la maggiore inflazione, attribuibile agli aumenti di tassazione indiretta (Iva e accise). Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, «non si deve derubricare a ordinaria amministrazione quelle che sono le vere e proprie emergenze economiche e sociali del nostro Paese: pressione fiscale incompatibile con qualsiasi prospettiva di ripresa, elevata disoccupazione, aumento dell'area di assoluta povertà». LIGURIA PIÙ COLPITA DALLA CRISI Nel 2012, secondo i dati lstat, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito, rispetto all'anno precedente, in tutte le regioni. Nel confronto con la media nazionale (-1,9%), il Mezzogiorno segna la flessione più contenuta (-1,6%), seguito da Nord-Est (-1,8%), Nord-Ovest e Centro (-2%). Le regioni con le riduzioni più marcate sono Valle d'Aosta e Liguria: -2,8% in entrambe. Il reddito monetario disponibile per abitante è pari a circa 20.300 euro sia nel Nord-Est sia nel Nord .Ovest, a 18.700 euro al Centro e a 13.200 euro nel Mezzogiorno. La graduatoria regionale del reddito disponibile per abitante (17.600 euro il valore medio nazionale) vede al primo posto Bolzano, vicina ai 22.400 euro pro capite, seguita da Valle d'Aosta (poco al di sotto dei 21.800 euro) ed Emilia-Romagna (circa 21.000 euro). Campania, con poco meno di 12.300 euro, Sicilia (attorno ai 12.700 euro) e Calabria (circa 12.900 euro) sono invece le regioni in cui i l reddito disponibile per abitante è più basso. La Liguria è la regione che ha risentito maggiormente degli effetti della crisi economica: tra il 2009 e il 2012 le famiglie hanno subito una diminuzione dell'1,9% del reddito disponibile. L'Umbria e la provincia di Bolzano sono state le meno toccate dagli effetti della crisi economica con aumenti, nel periodo considerato, rispettivamente del 3,6% e del 2,7%.
infine, si richiede il versamento di imposte aggiuntive per 1,9 miliardi, a fronte di una previsione iniziale di 1,2 miliardi. FAMIGUE PIÙ POVERE Anche a causa di questi aumenti, le famiglie sono sempre più povere: negli ultimi sei anni, il reddito pro capite si è ridotto del13% e si sono persi 18 mila euro a testa di ricchezza. In pratica, tra il 2007 e la fine del 2013 il reddito disponibile pro capite è tornato, al netto dell'inflazione, ai livelli della seconda metà degli anni Ottanta. Intanto i consumi sono drammaticamente fermi (-4,2% nel 2012). CON FIGU MENO DEL 40% DELLE COPPIE Sui comportamenti di spesa incidono anche le modifiche intervenute nel lungo periodo nella composizione delle famiglie. Rispetto a 35 anni fa, crescono i nuclei familiari monocomponenti, soprattutto quelli con anziani soli che in percentuale sono triplicati, passando dal 5% del 1977 al 15,1% del 2012. Le coppie con figli sono ormai meno del 40% (erano quasi il 53% nel 1977 e comunque oltre il 44% nel 2000). Una popolazione sempre più anziana e composta da nuclei familiari sempre più piccoli sposta le risorse verso le cure mediche, l'assistenza e i servizi alla persona. Confcommercio rileva infine la maggiore inflazione, attribuibile agli aumenti di tassazione indiretta (Iva e accise). Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, «non si deve derubricare a ordinaria amministrazione quelle che sono le vere e proprie emergenze economiche e sociali del nostro Paese: pressione fiscale incompatibile con qualsiasi prospettiva di ripresa, elevata disoccupazione, aumento dell'area di assoluta povertà». LIGURIA PIÙ COLPITA DALLA CRISI Nel 2012, secondo i dati lstat, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito, rispetto all'anno precedente, in tutte le regioni. Nel confronto con la media nazionale (-1,9%), il Mezzogiorno segna la flessione più contenuta (-1,6%), seguito da Nord-Est (-1,8%), Nord-Ovest e Centro (-2%). Le regioni con le riduzioni più marcate sono Valle d'Aosta e Liguria: -2,8% in entrambe. Il reddito monetario disponibile per abitante è pari a circa 20.300 euro sia nel Nord-Est sia nel Nord .Ovest, a 18.700 euro al Centro e a 13.200 euro nel Mezzogiorno. La graduatoria regionale del reddito disponibile per abitante (17.600 euro il valore medio nazionale) vede al primo posto Bolzano, vicina ai 22.400 euro pro capite, seguita da Valle d'Aosta (poco al di sotto dei 21.800 euro) ed Emilia-Romagna (circa 21.000 euro). Campania, con poco meno di 12.300 euro, Sicilia (attorno ai 12.700 euro) e Calabria (circa 12.900 euro) sono invece le regioni in cui i l reddito disponibile per abitante è più basso. La Liguria è la regione che ha risentito maggiormente degli effetti della crisi economica: tra il 2009 e il 2012 le famiglie hanno subito una diminuzione dell'1,9% del reddito disponibile. L'Umbria e la provincia di Bolzano sono state le meno toccate dagli effetti della crisi economica con aumenti, nel periodo considerato, rispettivamente del 3,6% e del 2,7%.

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