giovedì 20 febbraio 2014

Lo svuota-carceri è legge. I delinquenti brindano FUORI DALLE GALERE


“La Padania 20.02.2014”

Il terzo svuota-carceri è legge. E così diventano 8 mila i detenuti che tornano in libertà prima della fine della pena. Con 147 sì il Senato ha approvato definitivamente il decreto che prevede la libertà anticipata per migliaia di delinquenti. Il no della Lega Nord è stato forte e chiaro: dopo aver presentato centinaia di emendamenti nel tentativo di bloccare e far decadere i l provvedimento che sarebbe scaduto domani ha inscenato una protesta estrema tra i velluti rossi dell'Aula di Palazzo Madama. I senatori leghisti, subito dopo l'annuncio del voto contrario fatto da Erika Stefani, hanno esposto manifesti con la scritta "Evasione di Stato" e "Ottomila delinquenti fuori di galera grazie allo Stato". Subito l'intervento dei commessi che hanno provato a strappare dalle mani i cartelli e i cartelloni ai leghisti. •Se avesse voluto – incalza Massimo Bitonci – Renzi
•La protesta dei Senatori del Carroccio ieri nell'Aula di Palazzo Madama avrebbe potuto bloccare questo pericoloso  svuotacarceri che rimette in libertà migliaia di detenuti. Invece il suo partito, ili Pd l'ha sostenuto fino a portarlo all'approvazione. Peccato e vergogna. Perché così il giullare fiorentino si macchia anche di una prima grande  responsabilità, si sporca le mani e insulta le vittime e i loro familiari che vedono liberi aguzzini e delinquenti. Comincia malissimo, ancora non è premier - conclude il presidente dei senatori del Carroccio - e già promuove un indulto mascherato». Durissimo anche l'intervento di Stefani, capogruppo in commissione giustizi a: •Milleduecento tra truffatori, ricettatori, ladri e chi più ne ha più ne metta sono già in libertà, riversati sulle nostre strade grazie alla Cancellieri e all'ultimo scellerato decreto legge svuota carceri voluto dall'ormai defenestrato governo Letta». l'esponente della Lega insiste: •Questo ennesimo 'indulto-insulto' scardina lo stato di diritto, vanifica i sacrifici, l'impegno e la determinazione delle forze dell'ordine e mina irrimediabilmente il diritto sacrosanto dei cittadini di sentirsi sicuri•. •La politica sulla giustizia - sostiene Stefani - ha fallito, tentano maldestramente di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri storpiando il sistema penale per superare un problema contingente•. •Una seria riforma della giustizia – conclude - parte dalla sua accelerazione, dallo smaltimento dei processi arretrati. Un sistema giuridico credibile agli occhi dell'estero è rapido, severo, non guidato da ceco e bieco buonismo ipocrita•. La Lega Nord è furiosa: •Col voto favorevole di Pd, Montiani e Nuovo Centrodestra, è stato convertito in legge – dice Stefano Candiani - in legge di questo assurdo decreto politico e ideologico. Ladri, spacciatori e truffatori tornano al lavoro... diranno che sono scesi i disoccupati•. La sinistra esulta invece anche se c'è qualcuno che ancora non è contento perché si poteva fare di più. Eppure gli effetti di questo provvedimento sono davvero molto pesanti. Tra gli altri anche il fatto che dalla sua approvazione di questo decreto hanno beneficiato persino i mafiosi. Provvedimento vergognoso, che  passa nel silenzio generale, tutte le telecamere puntate su Renzi e compagnia mentre il Parlamento approva, con la sola vera opposizione della Lega Nord più diritti ai detenuti, ma soprattutto misure per sfoltire la popolazione carceraria. Il tutto per dare una risposta alla cosiddetta sentenza Torreggiani  che ha condannato l'Italia per il modo in cui tratta i detenuti. E non si può non prendere atto che l'unica strada trovata dal ministro cancellieri è quella di aprire le celle a quanti più detenuti possibile. Alla faccia della certezza della pena e della dignità delle vittime e dei familiari. Tra le misure introdotte, gli strumenti elettronici di controllo saranno la regola, non più l'eccezione. Attualmente, nel disporre i domiciliari, il giudice li prescrive solo se necessari; da oggi dovrà prescriverli sempre, a meno che (valutato il caso concreto) non ne escluda la necessità. Si rovescia cioè l'onere della motivazione, con l'obiettivo di assicurare un controllo più costante e capillare senza un ulteriore aggravio per le forze di polizia. Altra norma è  l'attenuante di lieve entità' nella detenzione e cessione illecita di stupefacenti diventa reato autonomo. Cade il divieto di disporre per più di due volte l'affidamento terapeutico al servizio sociale dei condannati tossico/ alcool dipendenti. Ai minori tossicodipendenti accusati di piccolo spaccio sono applicabili le misure cautelari con invio in comunità. Con queste norme si ripristina una differenza sostanziale tra droghe pesanti e leggere "unificate", invece, nella legge Fini-Giovanardi. Cambiamenti anche per l'affidamento in prova: si spinge fino a 4 anni il limite di pena (anche residua) che consente  l'affidamento in prova ai servizi sociali, ma su presupposti più gravosi (periodo di osservazione) rispetto all' ipotesi ordinaria che resta tarata su i 3 anni. Si rafforzano i poteri del giudice di sorveglianza. In via temporanea (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015) sale da 45 a 75 giorni per ogni 6 mesi di reclusione la detrazione di pena concessa con la liberazione anticipata. L'ulteriore sconto, che non vale in caso di affidamento in prova e detenzione domiciliare, si applica se l'interessato viene considerato "meritevole". Sono esclusi dal beneficio i condannati di mafia o di gravi delitti (omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata, estorsione). Questa modifica, a parziale riparo dei danni provocati dal decreto, sono stati voluti dal carroccio. Acquista carattere permanente la disposizione che consente di scontare presso il domicilio la pena detentiva (anche se parte residua) non superiore a 18 mesi. Restano ferme, peraltro, le esclusioni già previste per i delitti gravi o per altre particolari circostanze (ad esempio, la possibilità di fuga o la tutela della persona offesa). Si amplia il campo dell' espulsione come misura alternativa al carcere. Non solo vi rientra (com'è oggi) lo straniero che debba scontare 2 anni di pena, ma anche chi è condannato per un delitto previsto dal testo unico sull' immigrazione purché la pena non sia superiore nel massimo a 2 anni e chi è condannato per rapina o estorsione aggravate. Si delineano meglio i ruoli del direttore del carcere, questore e magistrato di sorveglianza, e si velocizza già dall' ingresso in carcere la procedura di identificazione per rendere effettiva l'esecuzione dell'espulsione. Presso il ministero della Giustizia si istituisce il Garante dei diritti dei detenuti: 3 componenti che restano in carica 5 anni non prorogabili. Compito del  Garante è vigilare sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Cie. Può accedere in qualunque struttura, chiedere informazioni e documenti, formulare specifiche raccomandazioni all'amministrazione penitenziaria. Ogni anno il Garante trasmette alle Camere una relazione sulla sua attività. Più possibilità, infine, di fare reclami e di essere ascoltati. E scusate se è poco. 

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