“La Padania 09.01.2014”
Da
definire rimangono solo i dettagli, ma la "macchina da guerra" dei
Giovani Padani ha già il motore in temperatura in vista dei presidi organizzati
per sabato alle 11 presso i principali caselli autostradali del Nord. Se i
pedaggi aumentano solo al di sopra di un determinato parallelo, mentre al Sud
si può tranquillamente continuare a viaggiare a sbafo, allora l'unica reazione
possibile rimane la protesta democratica. Per ora, ovviamente, perché il popolo
del Nord è talmente incavolato per quest'ultima decisione del governo di far
schizzare alle stelle, di fatto, i soli pedaggi autostradali di Lombardia, Veneto,
Friuli, Trentina, Emilia Romagna, Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria che, prima
o poi, c'è da aspettarsi i l peggio. Perora la lista dei presidi già confermati
{che pubblichiamo nella tabellina sotto) è incompleta e riguarda solamente Lombardia,
Piemonte ed Emilia Romagna, ma nelle prossime ore sarà diffusa l'elenco
completo dei caselli presidiati. L'iniziativa, ripresa all'istante dal
segretario federale della Lega, Matteo Salvini, è stata organizzata, come
accennato, dal Mgp che ha lanciato l'hashtag #iononpago per divulgarla
sui social network.
I Giovani Padani presidieranno, dunque, i caselli
strategici delle principali arterie strada li per protestare contro l 'aumento
dei pedaggi, a partire dal casello di Fino Mornasco sulla Milano-Como (autostrada
che ha avuto un rincaro dell'ii%) e la barriera di Agrate a Milano. «Siamo
stufi di pagare solo noi le autostrade, e pagarle care e salate – afferma Matteo
Mognaschi, Coordinatore Federale dei Giovani Padani - al Nord ci sono stati
rincari fino all'ii% e al Sud il governo Letta ha appena stanziato 340 milioni
per la Salerno-Reggio Calabria che rimane gratis. Questa è la vera
discriminazione territoriale, quella di uno Stato che fa pagare solo una parte
del Paese per lo stesso servizio, usando due pesi e due misure. Per questo
presidieremo decine di caselli strategici in tutto il Nord, per dire che un
governo che consente tutto questo deve andare a casa!».

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