“ogginotizie.it 16.01.2014”
Milano - E' una sorta di "rivoluzione"
quella che Roberto Maroni sta provando a introdurre in Lombardia, la regione
che si trova a governare ormai dallo scorso febbraio e così oltre a portare
avanti il progetto della macroregione con gli altri Governatori leghisti del
nord (le prime firme dovrebbero arrivare in estate) un altro degli obbiettivi
riguarda l'indipendenza che comprenderà anche l'arrivo sul territorio di una
moneta complementare all'euro. Non è un mistero, infatti, l'idea leghista
secondo cui l'euro sarebbe una delle cause principali della crisi che resiste
ormai da tempo nel nostro Paese che non accenna a fermarsi e quindi la
possibilità di pensare a una moneta alternativa potrebbe essere una buona
soluzione.
Questo progetto è stato così esposto proprio dallo stesso Maroni in un'intervista a "Il Giorno.it": "Non voglio dare scadenze, ma stiamo lavorando alacremente. Se riusciremo a completare il progetto la moneta complementare potrebbe essere lanciata prima delle elezioni europee di maggio. Io non voglio fare una cosa locale, ho l’ambizione di un progetto più ampio e strutturato, che riguardi le regioni del Nord, non solo piccole aree o circuiti di imprese come accade ora. Quello che c’è adesso ricorda i miniassegni degli anni ’70, che sostituirono la lira in tempi di crisi. Ora voglio capire se questo sistema nato da soggetti privati può diventare un’iniziativa istituzionale soprattutto in vista della macroregione alpina". Non sembra esserci però, come sua consuetudine, per il presidente lombardo alcun problema all'idea di una possibile reazione negativa da parte di Roma: "Io non faccio le cose con la benedizione romana o cercando il placet di qualche burocrate della capitale, anche perché in questi dieci mesi, a parte lodevoli eccezioni come il ministro Maurizio Lupi per le infrastrutture, da Roma alla Lombardia hanno fatto solo danni. Sento tutti parlare di riforme, riforma del senato, riforma della Costituzione... Allora perché non la riforma del sistema monetario? E comunque Roma non è nelle condizioni di poter intervenire sulla moneta, i nostri riferimenti semmai sono Bruxelles e la Banca centrale europea, non certo il ministero dell’Economia. Si tratta di una risposta a quelli che sono i due grandi limiti dell’euro: il fatto che non è una moneta legata all’economia reale, e la scarsa liquidità. Per questo in Europa esistono più di cento sperimentazioni di compensazione monetaria fra debiti e crediti che assumono il nome di moneta complementare. Ora però vogliamo andare oltre".
Questo progetto è stato così esposto proprio dallo stesso Maroni in un'intervista a "Il Giorno.it": "Non voglio dare scadenze, ma stiamo lavorando alacremente. Se riusciremo a completare il progetto la moneta complementare potrebbe essere lanciata prima delle elezioni europee di maggio. Io non voglio fare una cosa locale, ho l’ambizione di un progetto più ampio e strutturato, che riguardi le regioni del Nord, non solo piccole aree o circuiti di imprese come accade ora. Quello che c’è adesso ricorda i miniassegni degli anni ’70, che sostituirono la lira in tempi di crisi. Ora voglio capire se questo sistema nato da soggetti privati può diventare un’iniziativa istituzionale soprattutto in vista della macroregione alpina". Non sembra esserci però, come sua consuetudine, per il presidente lombardo alcun problema all'idea di una possibile reazione negativa da parte di Roma: "Io non faccio le cose con la benedizione romana o cercando il placet di qualche burocrate della capitale, anche perché in questi dieci mesi, a parte lodevoli eccezioni come il ministro Maurizio Lupi per le infrastrutture, da Roma alla Lombardia hanno fatto solo danni. Sento tutti parlare di riforme, riforma del senato, riforma della Costituzione... Allora perché non la riforma del sistema monetario? E comunque Roma non è nelle condizioni di poter intervenire sulla moneta, i nostri riferimenti semmai sono Bruxelles e la Banca centrale europea, non certo il ministero dell’Economia. Si tratta di una risposta a quelli che sono i due grandi limiti dell’euro: il fatto che non è una moneta legata all’economia reale, e la scarsa liquidità. Per questo in Europa esistono più di cento sperimentazioni di compensazione monetaria fra debiti e crediti che assumono il nome di moneta complementare. Ora però vogliamo andare oltre".

Nessun commento:
Posta un commento