“Comunicato stampa N° 2364 del 04/12/2013”
(AVN) Venezia, 4 dicembre
2013 "Quella per il made in italy è una battaglia di civiltà per difendere
gusto, tipicità, lavoro e una delle tante vere ricchezze non esportabili del
nostro territorio: il nostro eccellente e ineguagliabile settore
agroalimentare". Luca Zaia, presidente del Veneto, commenta con queste
parole i primi risultati del presidio Coldiretti del valico del Brennero. “Con
una manifestazione di libertà, l'organizzazione degli agricoltori mette in luce
le tante insidie alla nostra immagine e al guadagno delle nostre aziende e dei
nostri operatori – riprende Zaia - Con una sfacciataggine che non può non avere
coperture e complicità, una massa enorme di falso made in italy attraversa il
confine alla rovescia, portando da noi prodotti fasulli che ingannano i
consumatori con l'italian sounding". "Sono inganni che creano danno e
fanno male, sapendo che si lucra sul buon nome e sul valore dei nostri prodotti
di territorio autentici, frutto di storia, fatica, esperienza e passione –
conclude Zaia -
Purtroppo la battaglia per imporre la tracciabilità, l'origine anche della materia prima e una corretta informazione ai consumatori, che poi sono liberi di scegliere ma senza trucchi, trova nemici potenti, lobbies economiche internazionali che spesso condizionano anche la politica, a livello europeo e non solo. L'interesse di questi gruppi multinazionali e' quello di rintuzzare la tipicità e il primato del territorio, l'esaltazione della varietà. Per fare questo non si limita a promuovere i gusto omogenei e artificiali di produzioni senza patria e senz'anima, ma cerca in ogni modo di ostacolare la semplice informazione sulla verità. Che per noi varrebbe più di tante manovre economiche".
Purtroppo la battaglia per imporre la tracciabilità, l'origine anche della materia prima e una corretta informazione ai consumatori, che poi sono liberi di scegliere ma senza trucchi, trova nemici potenti, lobbies economiche internazionali che spesso condizionano anche la politica, a livello europeo e non solo. L'interesse di questi gruppi multinazionali e' quello di rintuzzare la tipicità e il primato del territorio, l'esaltazione della varietà. Per fare questo non si limita a promuovere i gusto omogenei e artificiali di produzioni senza patria e senz'anima, ma cerca in ogni modo di ostacolare la semplice informazione sulla verità. Che per noi varrebbe più di tante manovre economiche".

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