martedì 10 dicembre 2013

Pieve Emanuele, 1991 Nasce la LEGA NORD

“La Padania 10.12.2013”

Domenica prossima al Lingotto di Torino si terrà il Congresso Federale della Lega Nord, chiamato a eleggere il nuovo Segretario Federale sulla base dei risultati delle primarie di sabato scorso. Quello di Torino sarà il decimo Congresso nella storia del Carroccio. Sono passati quasi ventitré anni dalla prima, storica assise che gettò le basi dell'attuale Movimento. Dall'8 al 10 febbraio del 1991, al centro congressi dell'Hotel Ripamonti di Pieve Emanuele, alle porte di Milano, si celebrò il congresso fondativo della Lega Nord, nel corso del quale venne approvato all'unanimità il progetto per la creazione di un movimento che raggruppasse tutte le realtà autonomiste del Nord. Il progetto era stato lanciato da Umberto Bossi nel dicembre del 1989 al congresso della Lega lombarda di Segrate (Milano), che lo aveva approvato a sua volta all'unanimità. Veniva così meno la struttura "confederale" che aveva già riunito le diverse leghe sotto l'egida dell'Alleanza Nord,
e nasceva la nuova Lega Nord unitaria, nella quale le leghe nazionali divennero, in pratica, le sezioni regionali del movimento federale, così com'è ancora oggi. In quell'occasione la Lega Nord risultò costituita dai vari movimenti autonomisti regionali sviluppatisi nell'Italia Settentrionale e cioè: Lombardia (Lega Lombarda), Veneto (Liga Veneta), Piemonte  (Piemont Autonomista), Liguria (Union Ligure), Friuli, Trieste, Trentina, Emilia e Romagna (Lega Emiliano Romagnola), Toscana {Alleanza Toscana, Lega Toscana e Movimento per la Toscana), ai quali si aggiungeranno poco dopo l'Alto Adige, la Valle d'Aosta, l'Umbria e le Marche. Durante il suo intervento al congresso fondativo della Lega Nord, Bossi presentò ai congressisti un' idea rivoluzionaria: il •Federalismo su base socio- economica•, in base al quale l' Italia veniva vista formata da tre macro-regioni (Nord, Centro e Sud) costituite dalle attuali Regioni le quali, troppo piccole per rappresentare entità statuali, venivano così aggregate in funzione della loro omogeneità culturale, tradizionale, linguistica ed economica.  Secondo Bossi, questo rappresentava l'unico modo per far sopravvivere il •sistema Italia• e impedire che le tensioni economiche spezzassero irrimediabilmente l'unità dello Stato. Ovviamente, in osservanza delle idee autonomiste, le tre macroregioni al loro interno dovevano essere organizzate in chiave federalista. Il Congresso del 1991 deliberò inoltre di allargare a tutti gli iscritti della Lega il diritto di voto, eliminando la barriera protettiva creata in occasione del precedente Congresso di Segrate: rimasero confermate solo alcune norme per le elezioni degli organismi di vertice. Nonostante i notevoli risultati ottenuti dalla sua nascita, il Movimento veniva ancora rappresentato dai mezzi di comunicazione, saldamente controllati dai partiti della Prima Repubblica, come un fenomeno politico passeggero e scarsamente rappresentativo, con l'evidente intento di comprometterne l'immagine e la credibilità. Ma secondo lo stesso Bossi la Lega, in quella fase, aveva già raggiunto una compattezza sufficiente. E le elezioni politiche dell'anno seguente l'avrebbero premiata con più di 2 milioni 700 mila voti e l'elezione di ben 80 parlamentari, rendendola la quarta forza politica nazionale.  


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