“Marianna Baroli”
“lintraprendente.it 11.12.2013”
Come ogni mattina, Giuliano Pisapia si alza, indossa
la fascia tricolore da sindaco di Milano sopra la tshirt arancione e si prepara
ad affrontare un’altra intensa giornata. Quella di ieri, però, deve essere
stata diversa dalle altre. Giuliano, che già si sa non essere un gran
chiacchierone, deve aver pensato che di non aver proprio voglia di condividere
pensieri e dettagli politici importanti con i suoi colleghi e con i cittadini.
La giornata del silenzio deve essere iniziata così. Con il sindaco seduto
davanti alla tazza di cereali, in compagnia di sua moglie, senza alcuna voglia
di condividere alcunché. Il problema è che Giuliano Pisapia ha scelto proprio
il giorno sbagliato per fare il gioco del silenzio. E a scelto due argomenti
troppo delicati per non esprimere in alcun modo il suo parere. In primo luogo,
infatti, da buon sindaco, Pisapia ha scelto il mutismo su un argomento che non
solo aveva scosso la stampa ma aveva ferito nel profondo la città. Nel gennaio
2012 Niccolò Savarino, agente della polizia locale, stava svolgendo il suo
normale turno di servizio quando venne travolto da un suv e ucciso da un
giovane rom, Remi Nikolic, a quei tempi minorenne. Un fatto grave che aveva
scosso chiunque e che oggi torna a far indignare con la diminuzione della pena
per Remi Nikolic da 15 a 9 anni e 8 mesi di reclusione.
Una decisione, quella
della magistratura, intollerabile per chiunque ma su cui, Pisapia, ha scelto
poco saggiamente la strada del silenzio totale. Nessun motivo preciso, forse
solo il pensiero di essere affaccendato in una situazione di sabbie mobili a
causa di Imu, tasse e compagnia bella da cui non riesce a districarsi in alcun
modo ma che, tuttavia, non giustifica in alcun modo il suo silenzio su una così
grave decisione. C’è poi un’altra questione che porta il nome di A2A. Senza
dire nulla a nessuno, maggioranza e opposizione, Pisapia – forse illuminato
dalla recente sovraesposizione del nome Partito Democratico – deve essersi
ricordato di essere di sinistra e deve aver pensato: che fanno i buoni
amministratori del partito? Ecco l’illuminazione. Vendere A2A. Non tutta, una
parte. Ma perché dirlo? Perché annunciarlo a rischio di finire nuovamente sui
giornali e in un ginepraio di discussioni senza fine in cui si viene sempre
insultato senza alcuna possibilità di uscita? Eccolo quindi zittirsi sulla
questione, quatto quatto, per portarla in giunta con la chiusura del mercato
nella serata di ieri. Se non fosse che, quando il segreto di Pulcinella lo si
tiene in due, una bocca larga la si trova sempre, Giuliano l’avrebbe anche
fatta franca questa volta. Ma il sindaco di Brescia, che forse non si era
svegliato in fase di mutismo, ha deciso di convocare lunedì i capigruppo di
maggioranza e opposizione per avvertirli dell’imminente messa sul mercato di
A2A. E così, Giuliano mutolino, è stato fregato dalla vicina Brescia che ha
messo a caratteri cubitali la notizia, letta e riportata poi in consiglio
comunale ieri. Giuliano ha scelto il giorno sbagliato per tacere e forse
dovrebbe entrare nell’ottica che un sindaco, specialmente quello di Milano, le
giornate di gioco del silenzio non può proprio permettersele.

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