mercoledì 11 dicembre 2013

La giornata kafkiana di Pisapia: tace su Savarino e sulla vendita di A2A

“Marianna Baroli”
“lintraprendente.it 11.12.2013”

Come ogni mattina, Giuliano Pisapia si alza, indossa la fascia tricolore da sindaco di Milano sopra la tshirt arancione e si prepara ad affrontare un’altra intensa giornata. Quella di ieri, però, deve essere stata diversa dalle altre. Giuliano, che già si sa non essere un gran chiacchierone, deve aver pensato che di non aver proprio voglia di condividere pensieri e dettagli politici importanti con i suoi colleghi e con i cittadini. La giornata del silenzio deve essere iniziata così. Con il sindaco seduto davanti alla tazza di cereali, in compagnia di sua moglie, senza alcuna voglia di condividere alcunché. Il problema è che Giuliano Pisapia ha scelto proprio il giorno sbagliato per fare il gioco del silenzio. E a scelto due argomenti troppo delicati per non esprimere in alcun modo il suo parere. In primo luogo, infatti, da buon sindaco, Pisapia ha scelto il mutismo su un argomento che non solo aveva scosso la stampa ma aveva ferito nel profondo la città. Nel gennaio 2012 Niccolò Savarino, agente della polizia locale, stava svolgendo il suo normale turno di servizio quando venne travolto da un suv e ucciso da un giovane rom, Remi Nikolic, a quei tempi minorenne. Un fatto grave che aveva scosso chiunque e che oggi torna a far indignare con la diminuzione della pena per Remi Nikolic da 15 a 9 anni e 8 mesi di reclusione.
Una decisione, quella della magistratura, intollerabile per chiunque ma su cui, Pisapia, ha scelto poco saggiamente la strada del silenzio totale. Nessun motivo preciso, forse solo il pensiero di essere affaccendato in una situazione di sabbie mobili a causa di Imu, tasse e compagnia bella da cui non riesce a districarsi in alcun modo ma che, tuttavia, non giustifica in alcun modo il suo silenzio su una così grave decisione. C’è poi un’altra questione che porta il nome di A2A. Senza dire nulla a nessuno, maggioranza e opposizione, Pisapia – forse illuminato dalla recente sovraesposizione del nome Partito Democratico – deve essersi ricordato di essere di sinistra e deve aver pensato: che fanno i buoni amministratori del partito? Ecco l’illuminazione. Vendere A2A. Non tutta, una parte. Ma perché dirlo? Perché annunciarlo a rischio di finire nuovamente sui giornali e in un ginepraio di discussioni senza fine in cui si viene sempre insultato senza alcuna possibilità di uscita? Eccolo quindi zittirsi sulla questione, quatto quatto, per portarla in giunta con la chiusura del mercato nella serata di ieri. Se non fosse che, quando il segreto di Pulcinella lo si tiene in due, una bocca larga la si trova sempre, Giuliano l’avrebbe anche fatta franca questa volta. Ma il sindaco di Brescia, che forse non si era svegliato in fase di mutismo, ha deciso di convocare lunedì i capigruppo di maggioranza e opposizione per avvertirli dell’imminente messa sul mercato di A2A. E così, Giuliano mutolino, è stato fregato dalla vicina Brescia che ha messo a caratteri cubitali la notizia, letta e riportata poi in consiglio comunale ieri. Giuliano ha scelto il giorno sbagliato per tacere e forse dovrebbe entrare nell’ottica che un sindaco, specialmente quello di Milano, le giornate di gioco del silenzio non può proprio permettersele.





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