mercoledì 13 novembre 2013

PRIMARIE DELLA LEGA LEZIONE DI DEMOCRAZIA


“Andrea Accorsi”
“La Padania 13.11.2013”

«Non facciamo giochini o cose a tavolino 1n qualche retrobottega di qualche ufficio strano•, ma •daremo il voto a tutti i militanti•. Così il Segretario Federale Roberto Maroni commenta la presentazione delle cinque pre-candidature a Segretario per il congresso del Carroccio. •Ci sono - sottolinea Maroni - tanti candidati: bene, è un segno di democrazia.  Adesso questi cinque dovranno raccogliere le firme, però da parte mia e della Segreteria non ci sarà nessuna operazione strana per non far presentare qualcuno o vin cere qualcun altro. Penso che la Lega sia matura per scegliere il candidato giusto, che deve essere un candidato capace di rappresentare il brillante futuro che la Lega ha davanti. Per quanto mi riguarda – aggiunge Maroni - io ho già espresso la mia preferenza e indicazione per Matteo Salvini , sono lieto che si sia candidato e spero sia lui quello che la base indicherà•. Oltre a Salvini, le cinque precandidature ammesse dal comitato esecutivo sono quelle di Manes Bernardini, Umberto Bossi, Roberto Stefanazzi e Giacomo Stucchi.
L'unico escluso, il vice presidente del Gruppo alla Camera Gianluca Pini, ieri ha presentato ricorso per la riammissione della sua candidatura. •Ho  depositato nei termini, come richiesto, il ricorso contro la valutazione negativa della mia pre-candidatura per "vizi di forma"- annuncia Pini -. Questi rilievi, ad un'analisi approfondita, si sono rivelati palesemente in contrasto con quanto  previsto dallo Statuto e pertanto ho ritenuto opportuno procedere alla richiesta di reintegro nella corsa alla Segreteria Federale. Adesso - prosegue il vice capogruppo - la valutazione è tutta a carico del Segretario Federale, nei confronti del quale confermo tutta la mia stima e fiducia. Mi auguro un accoglimento rapido del ricorso: la Lega è sempre stata per le soluzioni padane fatte di buon senso e contro i cavilli italici•. •FINITO IL TEMPO DI TENERE l PIEDI IN DUE SCARPE•. •Vedo che la Lega va male, occorre rimetterla in sesto e quindi sono tornato •: così Umberto Bossi ha parlato della propria candidatura alla Segreteria Federale ai microfoni di Radio Radicale. Alla domanda se i suoi avversari si aspettavano che si sarebbe candidato o se speravano il contrario, •se lo aspettavano penso• ha risposto il Senatur. Che, in caso di vittoria congressuale, non è detto si allei nuovamente con Berlusconi. •No - ha precisato -, nella mia Lega deciderà sempre la gente per le alleanze eventuali, è meglio far partecipare la base altrimenti poi sono sempre critiche•. Avvicinato dai cronisti a Montecitorio, Bossi si è poi detto •pronto per correre• per la Segreteria della Lega: •Da ragazzo vincevo sempre i cento  metri• e anche stavolta •vinco io, penso di farcela•. A Maroni, che non nasconde la speranza che prevalga un •giovane leone•, il Senatur ha replicato: •Ognuno ha le sue idee, io credo che occorra uno che sappia dove andare•. Sull'ipotesi di  lasciare il Carroccio se non dovesse spuntarla, Bossi ha afferma: •Ci devo ancora pensare•. Quanto a Flavio Tosi, che non ha presentato la sua candidatura alla Segreteria del Carroccio, per Bossi •ha capito anche lui che è finito il tempo di tenere i piedi in due scarpe, non è della Lega percorrere alla Segreteria•. •AL VOTO CON CANDIDATO UNICO•. •Con questa mischia al centro si rischia di andare al massacro•. Così Luca Zaia, Governatore del Veneto, commenta le numerose candidature alla Segreteria Federale del Movimento. •All'elezione del Segretario bisogna andare con un candidato unico• auspica Zaia, che consiglia di •aspettare il 30 novembre, termine entro il quale ogni candidato dovrà raccogliere mille firme. Consiglio di attendere – avverte Zaia- perché i veri candidati li vedremo il primo dicembre•. •NIENTE DI  PRECONFEZIONATO•. Di diverso parere l'on. Gianluca Buonanno, per il quale cinque candidati per la Segreteria del Carroccio •sono la conferma che non c'è niente di preconfezionato•. Sul passo indietro di Tosi, per il deputato piemontese •evidentemente ha ritenuto più opportuno non mettere troppa carne al fuoco. Tosi - ricorda - sta facendo il suo percorso come candidato premier del centrodestra•. Alla domanda se Matteo Salvini, sarà il Renzi della Lega, Buonanno chiosa: •Salvini e Renzi hanno una sola cosa in comune: il nome. Renzi è più uomo di marketing che politico; fa molta propaganda,  lo vedrei bene nel ruolo di attore per il tradizionale "cine-panettone". Certo, ha dietro una macchina organizzativa e della comunicazione fortissima ma alla fine dovrà vedersela con la nomenclatura del Pd. Salvini, invece, è un uomo pragmatico, un politico diretto che va al cuore dei problemi, un leghista che sta a contatto con la base e ha i piedi per terra•.

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