giovedì 21 novembre 2013

PE, PAC : Scottà e Salvini (LN), boccone amaro per i nostri agricoltori


“agenparl.it 21.11.2013”

Da Lega voto contrario al nuovo testo della Pac approvato a Strasburgo. Scottà: “Penalizzate realtà più piccole”. Salvini: “Germania e Nord Europa come sempre avvantaggiati” “Delle tante sfide che avrebbero dovuto affrontare gli agricoltori europei, temiamo che nessuna sia stata davvero colta nel nuovo testo della Pac”. Questo il commento degli eurodeputati della Lega Nord Matteo Salvini e Giancarlo Scottà a margine del voto sulla Pac espresso oggi dalla plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo, con cui si è chiuso il lungo iter legislativo che ha portato all’approvazione della riforma della Politica agricola comune per i prossimi sette anni. “Nei presupposti –ha dichiarato Salvini- sarebbe dovuta essere una Pac più equa. L'equità non è far finta che l'azienda agricola italiana sia uguale a quella tedesca o a quella romena, ma trovare un meccanismo che dia a tutti gli stessi strumenti”.
“Con il principio della convergenza degli aiuti tra gli Stati membri -ha spiegato il collega Scottà, membro in commissione Agricoltura- assisteremo a un taglio lineare dei fondi che verranno erogati unicamente sulla base della superficie agricola aziendale, penalizzando realtà più piccole come le nostre”. “Voleva essere, inoltre, una Pac più verde -ha affermato Scottà- ma manca la sostenibilità economica e sociale, oggi indispensabile”. Secondo Salvini: “Il Nord Europa sarà avvantaggiato per il suo modello agricolo poco intensivo, mentre la nostra agricoltura si troverà con armi spuntate sul mercato ingoiando l’ennesimo boccone amaro di questa Ue. I nostri agricoltori perderanno decine di milioni di Euro”. Scottà sottolinea alcuni segnali positivi “ai quali siamo orgogliosi di aver contribuito” tra cui:  “La presenza dei prodotti di qualità anche nello sviluppo rurale; il ritorno dell'aiuto all'ammasso privato contro la crisi del settore lattiero caseario; la possibilità di programmare l'offerta di mercato dei prosciutti; il mantenimento di un regime di controllo a tutela delle produzioni vitivinicole”. Per entrambi gli europarlamentari del Carroccio, il nuovo testo “manca di una ‘pianificazione del territorio’, attraverso cui si sarebbero potute affrontare criticità ambientali come quella dei nitrati in pianura padana e dare un segnale concreto al problema, non più eludibile, del consumo del suolo agricolo”. “Ma manca, soprattutto, di semplificazione burocratica” -ha aggiunto Scottà. “Temiamo -ha concluso- che i 100 giorni all'anno nei quali, oggi, un agricoltore si dedica all'evasione delle pratiche burocratiche rimarranno tali, continuando a rappresentare un peso insostenibile, specie per le aziende più piccole”.



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