giovedì 28 novembre 2013

Il Veneto dei record spende in medicine tre volte meno di LAZIO e CAMPANIA


“Andrea Ballarin”
“La Padania 28.11.2013”


Ecco la dimostrazione che lavorare, essere onesti e pagare scrupolosamente le tasse fa bene e non fa ammalare. Eh sì, perché il Veneto, oltre a i record sulla produzione, sulla razionalizzazione dei costi, sulle tasse versate allo Stato e via  dicendo, da ieri entra di diritto nel guinness nazionale dei primati in quanto regione italiana che spende meno in assoluto per l'acquisto di farmaci ospedalieri rispetto alla popolazione assistita. Che dire, invece, di Puglia, Lazio, Umbria e Campania che, al contrario, sperperano - pardon – spendono quasi tre volte di più rispetto alla Regione Serenissima? Chissà mai quali e quanti acciacchi affliggono gli abitanti di quei lidi, visto che consumano in medicine quanto un lazzaretto di manzoniana memoria. In ogni caso, il riconoscimento conferito al Veneto viene dalla "Analisi territoriale comparativa nell'acquisto dei farmaci ospedalieri", elaborata dall'Autorità Governativa per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture. Il Veneto è in testa alla classifica dei virtuosi, precede l'Abruzzo ed il Piemonte e spende, come detto, quasi tre volte di meno di Umbria, Lazio, Puglia e Campania. Le tre Regioni "virtuose" sono seguite da un "blocco centrale" composto da sei Regioni: Friuli, Toscana, Valle D'Aosta, Emilia Romagna, Liguria e Lombardia. In particolare, nello studio, sono stati  selezionati i farmaci non coperti da brevetto (i "generici") acquistati da almeno 11 delle 39 stazioni appaltanti selezionate.  «Questi sono dati ufficiali governativi appena resi noti commenta il presidente del Veneto Luca Zaia - dei quali andiamo orgogliosi e che dimostrano che qui si sta facendo dell'oculatezza l'arma totale per combattere gli sprechi in sanità: i numeri elencati dal rapporto dovrebbero far arrossire chi spendere circa tre volte tanto". «Ecco l'ennesimo esempio di  costo standard – prosegue Zaia - che il Veneto pone all'attenzione del Commissario Cottarelli e del mondo istituzionale nazionale. In questi anni (dal 2011) nei quali tanti hanno molto parlato e poco o nulla fatto - aggiunge Zaia – il Veneto ha lavorato giorno per giorno, studiando dove potevano esserci degli sprechi e tagliandoli senza remare. Il risultato è sotto gli  occhi di tutti anche in un settore di grande spesa genera le come la farmaceutica ospedaliera". «Chiedo che i risultati di questo inconfutabile studio - è stato l'appello di Zaia - siano inseriti tra quelli che determineranno i costi standard, perché ormai siamo ai caIci di rigore ed è ora di smetterla con la mala pratica secondo la quale sempre e comunque il virtuoso paga per lo sprecone. Se vogliono spendere di più facciano pure, ma l'eccesso rispetto al costo standard dovrà essere  coperto non con fondi nazionali, ma con la fiscalità locale, della quale gli amministratori dovranno rendere conto ai cittadini". «Non smetterò mai di ricordare - ha concluso il governatore leghista - che se in tutta Italia una siringa costasse 6  centesimi come in Veneto o un pasto 6-7 euro contro vette di 50-60 e via dicendo, lo Stato italiano risparmierebbe circa 30  miliardi l'anno e oggi non si sarebbe costretti a dibattere focosamente su quanti euro si risparmiano o si dovranno pagare in più in forza delle varie tasse dalle sigle impronunciabili che escono dalla legge di stabilita".



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