mercoledì 20 novembre 2013

Il compagno Pisapia va in tour in Cina a spiegare il “modello Milano”


“Marianna Baroli”
“lintraprendente.it 20.11.2013”

E così, il buono e arancionissimo Giuliano (Pisapia, il sindaco di Milano), dopo essersi portato a casa un bilancio traumatico, scappa in Cina. Viaggio istituzionale nel paese dagli occhi a mandorla, degli spaghetti di riso, e casa di uno degli errorucci – smentiti, negati, ripudiati – di gioventù del buon sindaco: il comunismo. Tre le tappe di Pisapia: Pechino, Shanghai e infine Guangzhou. Un tour, della durata di una settimana, in vista di Expo 2015 e per esportare il “modello Milano” anche oltre la Grande Muraglia. E qui, il primo dubbio: perché un sindaco dovrebbe decantare i suoi fallimenti a destra e manca invece di tenerseli per se stesso, e spifferarli solo in confessionale facendo penitenza? Ufficialmente, il sindaco è stato invitato a partecipare all’EU-CHINA Urbanisation Forum, organizzato dall’Unione Europea e dalla Cina, dove è previsto un suo intervento nella sessione Plenaria in agenda per il 21 novembre nella Great Hall of People di Bejing.
Pisapia parlerà del modello Milano – per non perdere il vizio di fare figuracce con i paesi amici – e in particolare delle politiche della città in ambito di urbanizzazione sostenibile. Alla sessione finale del Forum parteciperanno anche il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e il Premier cinese Li Keqiang. Mobilità? Sostenibile? Milano? Tre parole che unite stridono in Italia, che diventano barzelletta appena fuori dal confine meneghino, immaginiamoci cosa possono essere se traslate in Cina. Là, dove tutto funziona, nel paese in via di sviluppo per eccellenza, quello che “un giorno ci mangerà tutti”, il sindaco di Milano va a farsi bullo dopo che si è ridotto ad ammettere il fallimento della maggioranza e ad approvare un Bilancio – preventivo e per il 2013 – dopo 70 ore di Consiglio comunale e con un ritardo imbarazzante? Lui va a farsi grosso in Cina, mica a Topolinia, parlando di mobilità sostenibile di una città in cui la metro si impianta e lascia a piedi la gente praticamente ogni giorno e in cui la rieducazione tentata all’uso della bicicletta è fallita miseramente perché ai milanesi di rinunciare alle comode quattro ruote e allo strombazzamento violenti proprio non entra in testa nemmeno a supplicarli con abbonamenti bikemi gratuiti? Se non bastasse, per continuare a farci del male, Giuliano una volta arrivato a Shanghai terrà una lezione all’Università di Tongji sui contenuti di Expo 2015. Avete capito bene: in Cina c’è davvero qualcuno interessato a sentir parlare Giuliano Pisapia, lo stesso che spesso spepperetta davanti alla telecamera, e che smania di seguire addirittura una lezione su Expo. Illustrerà forse l’avanzatissimo stato dei lavori? O le intenzioni di aprire nell’area del cantiere il futuro stadio dell’Inter che, si sa, il calcio accomuna tutti? Per fortuna dei milanesi, ma anche dei cinesi, che la missione suicida di Milano terminerà a Guangzhou. Qui, nel sud della Cina, Giuliano Pisapia incontrerà le autorità della città con cui nel corso di una visita a Milano, il 25 luglio del 2012, era stato firmato un Memorandum di Intesa per la collaborazione economica, scientifica e culturale. Insomma, se avevamo da giocarci la carta “Milano invasa dai turisti cinesi per la ripresa” con questa gitarella ce la siamo bella che giocata. Tornerà il buon Giuliano o, affascinato dallo stampo comunista, si aggrapperà alla bandierona, abbraccerà le vesti di Mao e tornerà il compagno di un tempo? Ai tassati milanesi, l’ardua sentenza.




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