giovedì 14 novembre 2013

COTA, MARONI, ZAIA e quel Nord terra del Pil: senza Roma è meglio...


“Simone Girardin”
“La Padania 14.11.2013”


Senza Roma è meglio. Non è il titolo di un film ma la realtà dei fatti. O se preferite la constatazione che le tre grandi Regioni del Nord, terra del Pil , sono capaci di dare vita a percorsi virtuosi per il proprio territorio. Senza, appunto, la necessità di restare incollati alla tetta romana. Di chi, insomma, sceglie concretamente di dare risposte reali ai bisogni altrettanto reali delle imprese; alle richieste di un complesso sistema di welfare; all'ambiente fino alle infrastrutture.  Perché una questione settentrionale c'è ed esiste. Anzi, è più viva che mai. E aspettare i burocrati della capitale significa morire di sete. Da qui la volontà di provare a dare una svolta. Tradotto: poche chiacchiere e molti fatti. Di esempi ve ne sarebbero parecchi se si pensa che solo la Regione guidata da Roberto Maroni in pochi mesi ha prodotto, in pochi mesi, diversi provvedimenti che vanno dal sostegno agi i esodati (dimenticati da Roma) a quello per le giovani coppie f ino al mondo delle aziende e al welfare. "ABBASSO LA RATA" In questi giorni c'è una bella pubblicità per le città lombarde. Si chiama "abbasso la rata" e accompagna il lancio dell’iniziativa presentata martedì dal presidente Maroni per aiutare le giovani coppie ad acquistare la prima casa. Uno slogan che, nella sua semplicità, spiega molto bene il senso dell'iniziativa. In collaborazione con collaborazione con l'Abile coppie fino ai 40 anni e con un indicatore Isee fino a 40 mila euro possono ottenere un abbattimento di 2 punti percentuali sul tasso d i interesse per i primi 5 anni della durata del mutuo stipulato con il proprio istituto di credito che. Un picco lo ma significativo contributo regionale finanziata con 4 ,5 milioni di euro dalla Regione (per i requisiti completi visitare il sito della Regione Lombardia). NON PIU'... ESODATI Capitolo esodati. Anche qui la Lombardia ha fatto scuola con l'accordo Quadro degli ammortizzatori in deroga per il secondo semestre 2013, per consentire di utilizzare la mobilità in deroga anche per gli esodati presenti sul territorio regionale. Come dire: una prima risposta ad un problema che sembrava senza soluzione per colpa del governo centrale (chi non ricorda la famigerata legge Fornero...). Anche il  Veneto con Zaia e il Piemonte con Cota si stanno già muovendo in  questa direzione. START UP E RESTART Ma Regione Lombardia si era anche subito mossa per ridare ossigeno al mercato interno mettendo su l tavolo finanziamenti e prestiti agevolati per la nascita di nuove imprese e la ripresa di quelle esistenti. Sul sito della Regione sono stati pubblicati i bandi relativi al nuovo progetto. Che si propone di aiutare le Pmi  anche attraverso la creazione di una rete di professionalità che affiancheranno gli imprenditori fino a tre anni dalla nascita della nuova attività. Attraverso uno sportello telematica dedicato (già attivo dal 24 ottobre), gli imprenditori (o aspiranti tali) hanno la possibilità di sottoporre la loro idea di business, che sarà valutata in base all'innovazione e alla sostenibilità economico finanziaria. Avranno quindi la possibilità di accedere ad un contributo a fondo perduto di importo pari a 5 mila euro, forfettario, a copertura delle spese generali legate all'avvio o al rilancio dell'impresa. Ulteriore possibilità  offerta è l'erogazione di un finanziamento a tasso agevolato (precisamente dello 0,5% annuo) a medio termine (da 3 a massimo 7 anni), diretto (cioè senza intermediazione bancaria) disponibile per importi di minimo 15 mila e massimo 100 mila euro, fino al 100% dell'investimento ammissibile. E poi c'è la grande partita dell'Expo. In vista dell'appuntamento mondiale del 2015 la Lombardia sta lavorando duro sul fronte infrastrutturale, primo fra tutte la Pedemontana. Un discorso che va le anche per le altre due Regioni del Nord a trazione leghista. Qui Cota e Zaia sono in sella da più anni. Il  primo, nonostante il devastante buco di bilancio in sanità lasciato dal suo predecessore Mercedes Bresso, sta rialzando la testa. LA RICETTA SANITARIA E' stata abbattuta la spesa corrente senza perdere efficienza e servizi. La riconversione degli ospedali ha fatto sì che con la cura Cota si interviene in modo appropriato con ricoveri mirati a seconda della casistica, migliorando la qualità dell'assistenza. Sforzi enormi di fronte a un buco ereditato (oltre 2 miliardi di euro) gigantesco. FONDI ALLE IMPRESE Il Piemonte targato Cota, attraverso Finpiemonte, ha inoltre già completato l'erogazione di 25 milioni di euro dei fondi messi a disposizione da Banca Europea degli Investimenti (BEI) su un plafond di risorse aggiuntive complessive pari a 100 milioni. Risorse destinate interamente al finanziamento di investimenti e progetti di sviluppo relativi alle Pmi piemontesi. Gli altri 75 milioni di euro saranno interamente allocati entro la fine del 2014. Di questi 20 andranno a sostegno delle realtà imprenditoriali con una stabile organizzazione nella regione mentre i restanti 55 sempre a favo re delle Pmi. E PORTO MARGHERA ... Anche sul fronte Veneto, grazie alla gestione Zaia, s i è fatto molto. Si pensi solo all’accordo di programma per Porto Marghera per salvare le industrie chimiche e la bonifica delle aree industriali: 2 miliardi di euro di investimenti totali. Zaia è uno che i numeri l i conosce e le cose te le dice in faccia. Del tipo • la verità è che si naviga a vista e che a Roma non sanno neppure cos'è un capannone...•. E le imprese venete sanno altrettanto bene che oggi la pressione fiscale globale vale il 68 per cento. Una rapina. Senza dimenticare i problemi di accesso al credito e la burocrazia asfissiante. Così a fine 2012 il governatore del Veneto ha messo sul piatto un finanziamento da 23 milioni di euro, tramite Veneto sviluppo, tarato sulle reali esigenze delle piccole e medie imprese, principale obiettivo  come mission strategica della finanziaria regionale. E di iniziative significative anche in Veneto ce ne sarebbero tante da raccontare. Come le incongruenze che arrivano da Roma. IL PARADOSSO Perché in Veneto c'è anche una sanità con i conti in ordine e una cassa, quella regionale, che ha 1,3 miliardi pronti da spendere. Soldi veri, che lo Stato vieta di utilizzare e con i qual i invece si potrebbe far fronte alle molte necessità del Veneto in una fase di grande difficoltà per tutti. Con un paradosso: Roma vieta il loro utilizzo ma ti costringe, per esempio, ad attivare un mutuo per pagare i fornitori in sanità. Un favore alle banche ma un costo aggiuntivo a carico dei contribuenti veneti. IL WELFARE Ci sono poi notizie positive. Come il sistema welfare che dalla Lombardia al Veneto passando per il Piemonte regge, nonostante i tagli imposti da Roma. Vedi il fondo a sostegno della famiglia deliberato dalla Giunta Maroni per una valore di 50 milioni: un primo provvedimento concreto di un grande progetto di sostegno al sistema di welfare. Con altri 280 milioni promessi a chi quotidianamente vive situazioni di fragilità. Eccole le scelte e i modelli vincenti. Di chi ha deciso, nonostante la profonda crisi economica, di difendere e valorizzare il proprio tessuto produttivo e sociale. Di un Nord che deve fare i conti con una povertà crescente ma che non può più permettersi di aspettare Roma, quella che •non sa nemmeno cosa sia un capannone• per dirla alla Zaia. La stessa Lega ha raccolto poco nella capitale. E ha imparato la lezione. Là non si combina nu Ila o quasi. Le risposte te le devi prendere e le dai direttamente sul territorio. Solo qu i puoi essere un rappresentante credibile dei problemi della gente. Il sogno come la questione settentrionale non s i è spenta. Perché in ballo non c'è tanto l'essere nuovi o diversi ma di far vedere un risultato agli occhi logorati di imprese e famiglie. Una bella sfida che Maroni, Cota e Zaia hanno deciso di giocarsi fino in fondo . Sapendo di avere un grosso peso sulle spalle: se fallisce il Nord, chiude tutto il Paese.



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