“ilgiorno.it 21.10.2013”
Milano, 21 ottobre 2013 - "In Italia
l'imprenditore viene visto dalle istituzioni quasi come un 'nemico'. Come un
potenziale evasore, al quale chiedere una tonnellata di documenti prima di
poter avere un'autorizzazione. Così Roberto Maroni in un intervento alla
Confindustria dell'Alto milanese a Legnano: "Il mio approccio - ha
spiegato - è l'opposto: mi fido, non ti chiedo nulla prima, ma ti controllo e,
se sgarri, ne paghi le conseguenze. E' una rivoluzione culturale, che voglio portare
avanti insieme alle imprese", ha detto il presidente, che ha lanciato una
grande alleanza per cancellare la burocrazia e togliere così una delle
'zavorre' che più pesa sulla competitività delle imprese lombarde. Il
presidente ha ricordato che già uno degli ultimi provvedimenti adottati dalla
Giunta, quello che ha stanziato 30 milioni per le Start up innovative,
"è già a burocrazia zero", il governatore ha chiesto agli imprenditori di contribuire al suo progetto, teso a ridurre il più possibile, fino a cancellarli, gli adempimenti di spettanza regionale che gravano sul mondo produttivo. Maroni ha poi invitato il numero uno di viale dell'Astronomia per l'Alto Milanese Gian Angelo Mainini a unirsi "al tavolo di lavoro per valutare i singoli processi burocratici in capo alla Regione e decidere insieme quali debbano essere ridotti o azzerati". "Non si può affidare alla burocrazia la riforma di se stessa. Serve - ha detto Maroni - una spinta, un aiuto esterno. Voglio arrivare a zone di 'burocrazia zero' nell'interesse del mondo delle imprese, che è l'interesse numero uno della Regione Lombardia". Fra gli effetti negativi della burocrazia, Maroni ha ricordato il ritardo con il quale le aziende vengono pagate dalle Pubbliche amministrazioni. Un 'delay' che vede l'Italia fanalino di coda europeo, con tempi che arrivano a superare del doppio la media Ue". Fra gli interventi più significativi, quello che taglia l'Irap per le imprese innovative, la cui utilità è stata ricordata anche dal presidente Mainini nella sua relazione. "Abbiamo messo a disposizione - ha sottolineato Maroni - 30 milioni di euro per i giovani che aprono nuove imprese e per quelle già esistenti che decidono di investire sull'innovazione". "Un intervento - ha aggiunto - che favorisce la creazione dei cluster tecnologici regionali, che sono in via di definizione e, fra i soggetti interessati, penso ci sarà sicuramente anche l'energy cluster di Legnano"
"è già a burocrazia zero", il governatore ha chiesto agli imprenditori di contribuire al suo progetto, teso a ridurre il più possibile, fino a cancellarli, gli adempimenti di spettanza regionale che gravano sul mondo produttivo. Maroni ha poi invitato il numero uno di viale dell'Astronomia per l'Alto Milanese Gian Angelo Mainini a unirsi "al tavolo di lavoro per valutare i singoli processi burocratici in capo alla Regione e decidere insieme quali debbano essere ridotti o azzerati". "Non si può affidare alla burocrazia la riforma di se stessa. Serve - ha detto Maroni - una spinta, un aiuto esterno. Voglio arrivare a zone di 'burocrazia zero' nell'interesse del mondo delle imprese, che è l'interesse numero uno della Regione Lombardia". Fra gli effetti negativi della burocrazia, Maroni ha ricordato il ritardo con il quale le aziende vengono pagate dalle Pubbliche amministrazioni. Un 'delay' che vede l'Italia fanalino di coda europeo, con tempi che arrivano a superare del doppio la media Ue". Fra gli interventi più significativi, quello che taglia l'Irap per le imprese innovative, la cui utilità è stata ricordata anche dal presidente Mainini nella sua relazione. "Abbiamo messo a disposizione - ha sottolineato Maroni - 30 milioni di euro per i giovani che aprono nuove imprese e per quelle già esistenti che decidono di investire sull'innovazione". "Un intervento - ha aggiunto - che favorisce la creazione dei cluster tecnologici regionali, che sono in via di definizione e, fra i soggetti interessati, penso ci sarà sicuramente anche l'energy cluster di Legnano"

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