mercoledì 9 ottobre 2013

Ora tutti alle crociate contro la Bossi-Fini

“Giovanni Polli”
“La Padania 09.10.2013”


E' partita, come da previsione, la crociata contro la normativa Bossi-Fini sull'immigrazione. A lanciarla, ieri mattina, il quotidiano La Repubblica con un editoriale a firma Stefano Rodotà. E con una petizione online. Tra i primi ad aderire, il presidente di Sinistra Ecologia Ubertà, Nichi Vendola. «Non è degna di un Paese civile una legge che accusa di clandestinità i sopravvissuti di una tragedia e che accusa di complicità i soccorritori. Cancelliamo lo scandalo della legge #bossifini. Questo dice la petizione lanciata da @repubblica.it . lo aderisco, firmiamo tutti», ha scritto Vendola via twitter da Bruxelles. Con slancio e furore ideologico che traspare tutto in grande evidenza dalle rispettive motivazioni (i termini come  "razzismo" si sprecano), hanno aderito anche il Premio Nobel per la letteratura Dario Fo, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
Tra gli altri, il fondatore di Emergency Gino Strada, l'ex magistrato e fondatore dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. «Sia Nicola Vendola che Repubblica - commenta il senatore del Carroccio Stefano Candiani - avrebbero potuto sostenere con maggiore veemenza il quesito referendario dei radicali che chiedeva l'abolizione del reato di clandestinità invece che sottoscrivere una petizione che non avrà alcuna valenza politica oggettiva. È evidente che le loro finalità siano ben altre ovvero una smania di protagonismo per ottenere facile consenso facendo leva sull'emotività del momento». «L'aberrazione, quello che indigna - dice ancora Candiani - è che Vendola utilizza circostanze drammatiche per le sue proposte demagogiche come se fossimo in una campagna elettorale costante senza mai utilizzare la razionalità. Questo paese non può più sostenere il carico sociale derivante dalle massicce migrazioni in atto, purtroppo non abbiamo la capacità di garantir loro i diritti fondamentali o la sacrosanta aspirazione a una elevazione sociale. Chi non lo ammette  mente, nuocendo ai cittadini italiani e a chi vorrebbe diventarlo». Ma anche sul sito di Repubblica.it fioccano moltissimi commenti contrari all'appello (alcuni esempi nel box), e favorevoli al mantenimento di una normativa seria sul controllo dell'immigrazione. Un segnale che anche tra i lettori di sinistra il problema è avvertito, e che il buonismo non è unanimemente condiviso.

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