“Giovanni
Polli”
“La
Padania 23.10.2013”
«E' stato
un loro errore». Lorenzo Fontana, capodelegazione del Carroccio al Parlamento europeo,
torna sul "no" della scorsa settimana da parte dei deputati italian
i, in particolare del Pdl, a un emendamento presentato a Strasburgo che avrebbe
obbligato la Commissione europea a imporre la ripartizione degli immigrati tra
Paesi membri. «È evidente - prosegue Fontana - che i deputati italiani hanno
fatto un grosso autogol, perché è ver che la situazione magari non sarebbe cambiata
il giorno dopo, ma è altrettanto vero che quello che si chiedeva con
l'emendamento era che la Commissione si prendesse l'impegno a fare una politica
ridistributiva per quanto riguarda gli immigrati. E quindi non ha avuto alcun
senso votare contro. E dire che, oltretutto, l'emendamento era stato
presentato prima della strage di Lampedusa».
Sulle cause di questo errore, Fontana si augura «che non abbiano letto il testo. Perché se avessero votato coscientemente contro sarebbe ancora peggio. Questo emendamento è però servito anche per politici in particolare di sinistra che continuano a spiegare che serve la solidarietà europea ma poi quando si tratta di votare se ne guardano bene. Forse perché nessuno vuole gli immigrati a casa propria». Fontana commenta anche le dichiarazioni di ieri del vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano, che ha affermato come gli immigrati debbano rispettare le leggi, che non si possa accogliere tutti e che comunque venga prima il fu turo degli cittadini italiani. «Dovrebbe mettersi d'accordo - nota il capogruppo leghista a Strasburgo – con gli esponenti del governo del quale fa parte. Mi sembra che ci siano altri ministri che dicono cose all'opposto di quello che ha detto lui oggi. È un problema soprattutto suo. Inutile parlare e poi non agire. Questo a differenza di quanto capitava con Maroni, che diceva queste cose e poi applicava di conseguenza le regole in maniera rigorosa. Perché credeva a quello che diceva. Mi pare che Alfano abbia invece problemi diversi. Si metta quindi d'accordo con i suoi colleghi di governo». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'europarlamentare Mario Borghezio. «Al di là della polemica politica - spiega - i parlamentari italiani non hanno colto l'occasione d'oro per schierarsi con chi, ai vertici delle istituzioni, continua a spiegare che non si debba pagare da soli e tutto intero il peso dell'emergenza sbarchi. Tenendo conto che la posizione geografica italiana è la stessa che caratterizza la Grecia, la Spagna e in parte anche la Francia. Paesi dove le organizzazioni criminali si guardano bene dal veicolare le loro carrette della disperazione perché sanno bene che sarebbero prese a fucilate». «Sarebbe augurabile, da parte di questi colleghi - prosegue Borghezio - un'autocritica insieme ad un impegno al riconoscimento di un atteggiamento costruttivo da parte dei leghisti al Parlamento europeo. Che quando è ora di alzare la voce contro chi specula sui problemi dell'immigrazione lo fanno molto volentieri. Ma che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e trovare soluzioni di intelligenza e di umanità non si tirano mai indietro». Borghezio conferma quindi la piena validità del principio dell' «equa distribuzione» degli immigrati. «Che fa da sempre parte della nostra impostazione: distinguere nettamente la questione della clandestinità da quella di chi ha diritto all'asilo. Fermo restando che proprio la sacralità di questo diritto, fondato su un principio che appartiene al diritto naturale ed al diritto di ogni uomo a non essere perseguitato, impone un'applicazione rigorosa della normativa che non faccia comodo ai trafficanti, come invece è capitato tante volte nel nostro Paese sotto l'occhio distratto di vari personaggi caritatevoli». Quanto alle dichiarazioni di Alfano, Borghezio osserva che probabilmente ha assunto un tono più determinato perché «gli hanno pestato la coda» con le contestazioni a Lampedusa. Contestazioni «semplicemente vergognose – conclude Borghezio - che dimostrano la validità di quello che da sempre denunciamo: i clandestini si comportano da clandestini e devono essere t rattati da clandestini».
Sulle cause di questo errore, Fontana si augura «che non abbiano letto il testo. Perché se avessero votato coscientemente contro sarebbe ancora peggio. Questo emendamento è però servito anche per politici in particolare di sinistra che continuano a spiegare che serve la solidarietà europea ma poi quando si tratta di votare se ne guardano bene. Forse perché nessuno vuole gli immigrati a casa propria». Fontana commenta anche le dichiarazioni di ieri del vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano, che ha affermato come gli immigrati debbano rispettare le leggi, che non si possa accogliere tutti e che comunque venga prima il fu turo degli cittadini italiani. «Dovrebbe mettersi d'accordo - nota il capogruppo leghista a Strasburgo – con gli esponenti del governo del quale fa parte. Mi sembra che ci siano altri ministri che dicono cose all'opposto di quello che ha detto lui oggi. È un problema soprattutto suo. Inutile parlare e poi non agire. Questo a differenza di quanto capitava con Maroni, che diceva queste cose e poi applicava di conseguenza le regole in maniera rigorosa. Perché credeva a quello che diceva. Mi pare che Alfano abbia invece problemi diversi. Si metta quindi d'accordo con i suoi colleghi di governo». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'europarlamentare Mario Borghezio. «Al di là della polemica politica - spiega - i parlamentari italiani non hanno colto l'occasione d'oro per schierarsi con chi, ai vertici delle istituzioni, continua a spiegare che non si debba pagare da soli e tutto intero il peso dell'emergenza sbarchi. Tenendo conto che la posizione geografica italiana è la stessa che caratterizza la Grecia, la Spagna e in parte anche la Francia. Paesi dove le organizzazioni criminali si guardano bene dal veicolare le loro carrette della disperazione perché sanno bene che sarebbero prese a fucilate». «Sarebbe augurabile, da parte di questi colleghi - prosegue Borghezio - un'autocritica insieme ad un impegno al riconoscimento di un atteggiamento costruttivo da parte dei leghisti al Parlamento europeo. Che quando è ora di alzare la voce contro chi specula sui problemi dell'immigrazione lo fanno molto volentieri. Ma che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e trovare soluzioni di intelligenza e di umanità non si tirano mai indietro». Borghezio conferma quindi la piena validità del principio dell' «equa distribuzione» degli immigrati. «Che fa da sempre parte della nostra impostazione: distinguere nettamente la questione della clandestinità da quella di chi ha diritto all'asilo. Fermo restando che proprio la sacralità di questo diritto, fondato su un principio che appartiene al diritto naturale ed al diritto di ogni uomo a non essere perseguitato, impone un'applicazione rigorosa della normativa che non faccia comodo ai trafficanti, come invece è capitato tante volte nel nostro Paese sotto l'occhio distratto di vari personaggi caritatevoli». Quanto alle dichiarazioni di Alfano, Borghezio osserva che probabilmente ha assunto un tono più determinato perché «gli hanno pestato la coda» con le contestazioni a Lampedusa. Contestazioni «semplicemente vergognose – conclude Borghezio - che dimostrano la validità di quello che da sempre denunciamo: i clandestini si comportano da clandestini e devono essere t rattati da clandestini».

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