“LoSpiffero.com 28.10.2013”
A dir poco
incoerente, a dirla tutta schizofrenico. Così Roberto Cota definisce la
posizione del Pd piemontese che, attraverso una poderosa campagna di
comunicazione - “Cota a casa” - ha alzato i toni dell’opposizione, invitando il
governatore a sloggiare al più presto da piazza Castello. «Le sue critiche -
dice - sono in realtà proteste contro i disastri creati quando era al governo
del Piemonte e contro le politiche sbagliate che stanno facendo a Roma. Sarebbe
il caso di fare fronte comune per difendere il Piemonte invece, solo polemiche
inutili». Cota rivendica il merito di aver scongiurato il fallimento della
Regione e di aver incamminato l’ente verso una lenta ma sicura ripresa. Scrive
nella sua consueta rubrica domenicale: «In questi giorni stiamo immettendo nel
sistema piemontese 1,3 mld per pagare i fornitori di Asl, Regione ed enti
locali.
Uguale operazione, per 1,2 mld, avevamo fatto nel mese di luglio. Abbiamo, inoltre, approntato un modello che oggi ci consente di pagare i fornitori della Regione in 60gg e quelli di Asl ed Aso in 90. Entro la primavera del 2014 anche le Asl pagheranno in 60gg. Abbiamo ereditato una Regione sull'orlo del default, ora incominciamo la fase del rilancio. Stiamo realizzando la riforma sanitaria che è necessaria per la sostenibilità e la modernizzazione del sistema. Quando si fa un esame obiettivo della qualità del nostro sistema sanitario risultiamo sempre essere ai primissimi posti. Siamo la Regione che investe più di tutte in ricerca ed innovazione con l'1,8% del pil. Siamo la Regione dove è in assoluto più conveniente impiantare un’attività produttiva dal punto di vista delle opportunità offerte dal governo regionale. Ho fatto solo degli esempi e potrei andare avanti, in un momento di crisi senza precedenti ed a fronte di continui tagli da parte del governo centrale». Ed è di fronte a questi sforzi che il governatore non si capacita della posizione intransigente del Pd: «Mi chiedo allora il senso di un certo atteggiamento di critica senza senso da parte del Pd che in Piemonte è opposizione ed è forza di governo a Roma. In realtà protestano contro loro stessi, due volte. Contro i disastri creati quando erano al governo del Piemonte e contro le politiche sbagliate che stanno facendo a Roma». Un governo incapace ad affrontare i veri nodi del Paese e che, com’è avvenuto con la recente legge di stabilità («una drammatica presa in giro a fronte dell’aumento di un punto percentuale dell’Iva»), fa il gioco delle tre carte. «Le aziende chiudono, strette da una pressione fiscale asfissiante soprattutto sul lavoro e sulle imprese. Sarebbe il caso di fare fronte comune per difendere il Piemonte. Invece, solo polemiche inutili. Noi dobbiamo lavorare per una politica diversa, costruttiva, che mette il territorio davanti a tutto».
Uguale operazione, per 1,2 mld, avevamo fatto nel mese di luglio. Abbiamo, inoltre, approntato un modello che oggi ci consente di pagare i fornitori della Regione in 60gg e quelli di Asl ed Aso in 90. Entro la primavera del 2014 anche le Asl pagheranno in 60gg. Abbiamo ereditato una Regione sull'orlo del default, ora incominciamo la fase del rilancio. Stiamo realizzando la riforma sanitaria che è necessaria per la sostenibilità e la modernizzazione del sistema. Quando si fa un esame obiettivo della qualità del nostro sistema sanitario risultiamo sempre essere ai primissimi posti. Siamo la Regione che investe più di tutte in ricerca ed innovazione con l'1,8% del pil. Siamo la Regione dove è in assoluto più conveniente impiantare un’attività produttiva dal punto di vista delle opportunità offerte dal governo regionale. Ho fatto solo degli esempi e potrei andare avanti, in un momento di crisi senza precedenti ed a fronte di continui tagli da parte del governo centrale». Ed è di fronte a questi sforzi che il governatore non si capacita della posizione intransigente del Pd: «Mi chiedo allora il senso di un certo atteggiamento di critica senza senso da parte del Pd che in Piemonte è opposizione ed è forza di governo a Roma. In realtà protestano contro loro stessi, due volte. Contro i disastri creati quando erano al governo del Piemonte e contro le politiche sbagliate che stanno facendo a Roma». Un governo incapace ad affrontare i veri nodi del Paese e che, com’è avvenuto con la recente legge di stabilità («una drammatica presa in giro a fronte dell’aumento di un punto percentuale dell’Iva»), fa il gioco delle tre carte. «Le aziende chiudono, strette da una pressione fiscale asfissiante soprattutto sul lavoro e sulle imprese. Sarebbe il caso di fare fronte comune per difendere il Piemonte. Invece, solo polemiche inutili. Noi dobbiamo lavorare per una politica diversa, costruttiva, che mette il territorio davanti a tutto».

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