giovedì 19 settembre 2013

Se quest’uomo decide le tasse che paghiamo

“lintraprendente.it 19.09.2013”

Olli Rehn è un uomo sulla sessantina, finlandese, coi capelli bianchi e lo sguardo pacioso. Ma non è Babbo Natale. Lui infatti, anziché portarci doni, prova a toglierci i soldi dalle tasche. Dopo numerose avventure, Olli – già virtuoso calciatore della Mikkelin Palloilijat (i compagni pare lo chiamassero Holly, come l’attaccante della New Team) – adesso fa il commissario europeo per gli Affari economici e monetari. Cosa significa? Al mattino si veste di tutto punto, prende l’aereo e viene nel nostro Paese a farci la lezioncina su come dobbiamo comportarci con i nostri denari. Lo ha fatto pure ieri quando, in un’audizione alla Camera, ha detto papale papale che eliminare l’Imu sulla prima casa è stato un errore; e poi, ciacolando amorevolmente col ministro Saccomanni, ha rincarato la dose, sottolineando che è giunto il tempo di aumentare l’Iva di un punto. A Olli Rehn nessuno aveva chiesto niente, nessuno aveva neppure scritto una letterina (la gente non crede più a Babbo Natale, figuriamoci se deve credere all’esistenza del Commissario europeo per gli Affari tal dei tali).
Ma lui ci ha tenuto nondimeno a portarci un regalino, una bella Ferrari – ha detto – che però deve essere un po’ aggiustata, perché è bella, fiammante, d’accordo, ma ha il motore che non funziona bene, ha questo difettuccio di fabbrica che bisogna riparare al più presto. I presenti in Camera che attendevano i doni ci sono rimasti male, perché non è buona creanza che Babbo Natale porti i regali rovinati e dica pure: «Beh, adesso riparateveli voi, con i vostri soldi. Io vi do soltanto il libretto di istruzioni». Molti sono stati tentati di ridargli indietro la Ferrari, e rispedire pure lui a casa, sulla slitta con le Rehn, o semplicemente a bordo di un aereo. Uno dei tre Re Magi, cioè Gasparri, deve essersi proprio arrabbiato visto che Babbo Natale gli stava fregando il ruolo… Olli Rehn rappresenta la versione peggiore dell’Europa, attenta solo all’assetto contabile degli Stati, al pareggio di bilancio, al «tetto-del-tre-per-cento-deficit-Pil» da non sforare. Quest’Europa non ci lascia neppure la libertà di gestire a nostro modo la politica economica, ci espropria della sovranità monetaria, imponendoci come usare la moneta, dopo averci detto che tipo di moneta usare. Questa cattiva Europa è piena di uomini-nessuno, grigi burocrati venuti dal Nord del continente, e accolti nondimeno nei nostri Paesi come Messia della ripresa, bocche della verità cui bisogna dare ascolto se davvero vogliamo andare avanti, essere felici e tornare in pista. Piace molto, a noi italiani, il profeta venuto da lontano, soprattutto quando non sappiamo neppure chi diavolo sia costui. Le sue parole non devono essere messe in discussione, sia perché non le capiamo sia perché lui ci vuole dare solo moniti, consigli, ispirate previsioni. Lo fa per il nostro bene, si capisce. E guai se non lo seguiamo. Per questo, ogni tanto, lui si lascia pure andare e ci minaccia nel suo idioma, burocratese finlandese con sottotitoli in neolingua d’Eurozona: «Se i piani di bilancio dell’Italia non risulteranno in linea con gli impegni presi con l’Ue», ha detto, «la Commissione ha il dovere di chiedere correzioni». Tradotto: se togliete l’Imu e non aumentate l’Iva, vi porteremo solo carboni. E se ci va, vi toglieremo pure la macchina rosso fiammante che vi abbiamo dato in dono. Ma no, Olli, – dovremmo rispondergli – non ti arrabbiare. Piuttosto dicci, d’ora in poi, come dovremo spendere i nostri soldi per la spesa, se dobbiamo chiamare la colf per le pulizie di casa, se va bene uscire e prendersi una pizza il sabato sera e se dobbiamo fare benzina oppure gpl per la macchina. Abbiamo bisogno dei tuoi saggi consigli, mister Olli, per la tenuta delle nostre casse, della nostra economia domestica. Senza di te non sapremmo come fare. E ti giuriamo: se sforiamo il tetto, chiameremo il muratore più economico per ripararlo, ché non ci possiamo più permettere grandi spese: mo’ ci tocca pagare l’Iva maggiorata sulle tegole e, a dio piacendo chissà, di nuovo l’Imu sulla prima casa (anche se con il tetto sforato). P.S. Il prossimo Natale cerca di portarci una macchinina Ferrari un po’ più nuova.





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