“Simone Girardin”
“La Padania 18.09.2013”
Se
l'esecutivo accetterà le richieste bene, altrimenti faremo quello che abbiamo
deciso di fare perché non è giusto che i Comuni soffrano dei tagli ». li leader
leghista Roberto Maroni si schiera dalla parte degli enti locali sul
patto di stabilità e sfida il governo centrale annunciando che nelle prossime
ore «avremo a Roma una sessione straordinaria della conferenza delle regioni
sul riordino delle province e uno degli argomenti sarà proprio questo». Dentro
o fuori. Stavolta il governatore lombardo fa sul serio e avverte: «lo porrò la
questione del cambio radicale delle regole del patto di stabilità, secondo il
principio che i comuni virtuosi non devono essere mai più penalizzati. Se la
risposta del Governo, sempre che giovedì ci sarà ancora un governo, sarà
soddisfacente bene altrimenti attiveremo tutte le iniziative per mettere in
campo una serie di azioni che devono portare alla revisione del patto di
stabilità».
La cosa assurda, per il governatore «è che i comuni sono costretti a presentare il bilancio preventivo del 2013 entro il 30 novembre. Vuoi dire che f ino ad allora si potrà spendere solo un dodicesimo, con penalizzazioni evidenti per i cittadini. Le regole vanno cambiate altrimenti i comuni non reggono più. lo come governatore mi faccio carico delle proteste e delle richieste che vengono dai comuni e - annota ancora il presidente - mi metterò in prima fila accanto a loro in tutte le azioni di protesta che stanno studiando». Altro capitolo: lavoro e infrastrutture. C'è una novità sul fronte della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio. Maroni ha incontrato nelle ultime ore i vertici di Rfi e l'impresa Salini per capire se questo contenzioso anche giudiziario tra le due, l'appaltatore e l'appaltante, impedisca di pensare a una soluzione che possa far proseguire i lavori. «Perché se io vado in causa con chi mi ha dato l' appalto vuoi dire che esprimo una volontà di interrompere la collaborazione, e ieri invece ho avuto la conferma da parte di entrambi che è loro interesse proseguire i lavori », spiega Maroni. Di fatto i cantieri sono di nuovo fermi tanto che lo stesso Maroni ha fatto visita al procuratore della repubblica di Varese per discutere con lui alcun i aspetti tecnici che hanno bloccato i lavori e «ho deciso, come Regione, di intervenire anche se l'opera non è sotto la competenza della Regione, a differenza di Tem Brebemi e Pedemontana, perché mi interessa che l'opera venga completata in tempi brevi». Tradotto: il presidente vuole scendere in campo come Regione per trovare una soluzione, «che sarà difficile - annota ancora Maroni - perché la situazione col tempo s i è incancrenita, ma io sono ottimista e spero di riuscire in tempi rapidi a formulare una proposta da sottoporre alle parti. Se diranno di si - conclude Maroni - i lavori potranno rapidamente proseguire, altrimenti ognuno si assumerà le sue responsabilità». Tra l'altro Maroni sarà oggi a Bellinzona, in Svizzera, per un vertice con il presidente del consiglio di Stato del Cantone Ticino, Paolo Beltraminelli, per discutere di mobilità, infrastrutture, mercato del lavoro e Expo 2015. Quanto al tema occupazionale il governatore leghista ieri ha avuto un incontro in Regione per sollecitare il governo a intervenire sul caso Ilva. «Spero lo faccia rapidamente, perché tutto può succedere, tranne che i cinque siti produttivi e tutti i lavoratori lombardi perdano il posto di lavoro per questioni che nulla hanno a che fare con la produttività dei siti stessi».
La cosa assurda, per il governatore «è che i comuni sono costretti a presentare il bilancio preventivo del 2013 entro il 30 novembre. Vuoi dire che f ino ad allora si potrà spendere solo un dodicesimo, con penalizzazioni evidenti per i cittadini. Le regole vanno cambiate altrimenti i comuni non reggono più. lo come governatore mi faccio carico delle proteste e delle richieste che vengono dai comuni e - annota ancora il presidente - mi metterò in prima fila accanto a loro in tutte le azioni di protesta che stanno studiando». Altro capitolo: lavoro e infrastrutture. C'è una novità sul fronte della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio. Maroni ha incontrato nelle ultime ore i vertici di Rfi e l'impresa Salini per capire se questo contenzioso anche giudiziario tra le due, l'appaltatore e l'appaltante, impedisca di pensare a una soluzione che possa far proseguire i lavori. «Perché se io vado in causa con chi mi ha dato l' appalto vuoi dire che esprimo una volontà di interrompere la collaborazione, e ieri invece ho avuto la conferma da parte di entrambi che è loro interesse proseguire i lavori », spiega Maroni. Di fatto i cantieri sono di nuovo fermi tanto che lo stesso Maroni ha fatto visita al procuratore della repubblica di Varese per discutere con lui alcun i aspetti tecnici che hanno bloccato i lavori e «ho deciso, come Regione, di intervenire anche se l'opera non è sotto la competenza della Regione, a differenza di Tem Brebemi e Pedemontana, perché mi interessa che l'opera venga completata in tempi brevi». Tradotto: il presidente vuole scendere in campo come Regione per trovare una soluzione, «che sarà difficile - annota ancora Maroni - perché la situazione col tempo s i è incancrenita, ma io sono ottimista e spero di riuscire in tempi rapidi a formulare una proposta da sottoporre alle parti. Se diranno di si - conclude Maroni - i lavori potranno rapidamente proseguire, altrimenti ognuno si assumerà le sue responsabilità». Tra l'altro Maroni sarà oggi a Bellinzona, in Svizzera, per un vertice con il presidente del consiglio di Stato del Cantone Ticino, Paolo Beltraminelli, per discutere di mobilità, infrastrutture, mercato del lavoro e Expo 2015. Quanto al tema occupazionale il governatore leghista ieri ha avuto un incontro in Regione per sollecitare il governo a intervenire sul caso Ilva. «Spero lo faccia rapidamente, perché tutto può succedere, tranne che i cinque siti produttivi e tutti i lavoratori lombardi perdano il posto di lavoro per questioni che nulla hanno a che fare con la produttività dei siti stessi».

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