giovedì 12 settembre 2013

Maroni: «Questo governo non aiuta LA LOMBARDIA»


“Simone Boiocchi”
“La Padania 12.09.2013”

La memoria dell'11 settembre deve rimanere viva per unire il mondo e condurre una battaglia di libertà contro ogni estremismo». Lo ha detto Roberto Maroni, segreta rio federale della Lega Nord e presidente della Regione Lombardia, nel corso della seduta straordinaria del consiglio provinciale di Milano per commemorare l'11 settembre. Il governatore ha sottolineato anche «il sentimento s incero di amicizia » con gli Stati Uniti. Per Maroni, il giorno dell'attentato, «siamo stati attaccati tutti, tutti coloro che intendono la vita come scambio e continuo miglioramento di noi stessi ». È quindi «doveroso esprimere vicinanza a un grande Paese, libero e democratico, per un attacco barbaro e incivile». Il presidente della Regione ha poi ricordato gli anni da ministro dell'Interno, quando «l'emergenza del terrorismo era ancora alta», dopo un attacco  che ha «Strascichi di permanente attualità».
Per questo, «non dobbiamo mai abbassare la guardia per difendere il nostro  benessere e il nostro stile di vita» contro il fanatismo «politico e religioso». In mattinata, il governatore aveva, invece, voluto visitare i cantieri della Pedemontana a Gazzada Schianno in provincia di Varese tracciando un bilancio sia delle opere infrastrutturali che s i stanno rea lizzando in regione, sia della situazione politica romana. «Sono venuto per visitare il cantiere - ha spiegato Maroni ai cronisti che lo attendevano. Lo farò con tutti i cantieri che sono in fase di realizzazione:  mi riferisco, ad esempio, alla Tem, alla Brebemi e alla Pedemontana per controllare che tutto proceda e lo faccia secondo il cronoprogramma stabilito». Quanto ai cantieri, il numero uno di Regione Lombardia ha chiarito che «Ci sono alcune criticità che stiamo affrontando e risolvendo ». In merito alla Pedemontana Maroni ha poi sottolineato che «questa è un opera che verrà realizzata e completata nei tempi previsti; posso affermare che le cose stanno procedendo bene». Riflettori puntati anche sul tema delle risorse. «Non è mai facile fare delle previsioni. A un certo punto ci sono sempre delle complicazioni che nascono durante i lavori, ma stiamo prestando grandissima attenzione alle infrastrutture – soprattutto in vista di Expo 2015 - seguendone lo sviluppo giorno per giorno. Tutta la squadra è al lavoro in Lombardia». Poi un plauso al ministero delle Infrastrutture con il quale, ha sottolineato Maroni, c'è «Un'ottima collaborazione. Anche per questo sono ottimista  riguardo la prosecuzione dei lavori e sono certo che saranno realizzati secondo il programma». Ma se con il ministero guidato da Maurizio Lupi, c'è un idem sentire, lo stesso non può dirsi di tutto il governo. Tanto che alla precisa domanda di un cronista se a questo punto sia "preoccupato" della possibile caduta dell'esecutivo Letta, Maroni ha risposto tranchant: «No. Al contrario non vedo l'ora. A parte il ministro Lupi e pochi altri, questo è un governo che non ci sta aiutando, che non mista aiutando e che anzi, dà risposte al contrario di quelle che ci aspettiamo e che auspichiamo. Il rinvio del voto di martedì sera è solo un rimandare la questione. Questo governo non ha una grande prospettiva in quanto a durata». Quanto, infine, a quello che alcuni definiscono un "braccio di ferro Roma-Milano" sulle olimpiadi, Maroni ha chiarito che «non c'è nessun braccio di ferro. In questa fase più candidature ci sono e meglio è perché vuoi dire che c'è interesse in merito a questo importante appuntamento. Milano e la Lombardia hanno tutti i numeri per fare bene». Nel mirino del governatore lombardo la possibilità di rea lizzare la città olimpionica all'interno delle aree di Expo. «Sarebbe la destinazione ottimale - ha chiarito -. Expo termina nel 2015 e di lì al 2024 avremo tutto il tempo per rea lizzare questa grande opera. Sono fiducioso che alla fine Milano possa essere scelta quale futura città olimpica». In serata, infine, un ringraziamento via  twitter a Mogol che ha scritto l' inno della Lombardia: «Grande Mogol, grazie per l'inno che hai scritto (gratis) per la Lombardia. Presto lo presenteremo insieme».

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