“Giovanni Polli”
“La Padania 24.09.2013”
«Vorrei un
congresso innovativo, dove far partecipare tutti i militanti e non solo i
delegati e che sia in pratica una sorta di primarie». Dopo aver annunciato per
il 14-15 dicembre prossimi la data delle assise chiamate ad eleggere il nuovo segretario
federale, Roberto Maroni, a Venezia, domenica ha spiegato che questa
sarà la proposta che avanzerà al consiglio federale in programma questa
settimana. In occasione della seconda giornata dell'assemblea federale della
Lega nord, Maroni ha ribadito che «il congresso si farà e si farà il 14 e 15
dicembre. Sarà il congresso dei militanti che hanno passione e amore per questo
grande movimento». Rappresenterà quindi «una svolta, che dia voce a tutti i
militanti e c'è modo e tempo per poterlo fare». «Sarà un congresso aperto, che
guarda al futuro e sarà quindi una novità assoluta nel panorama politico italiano».
«Per la prima volta andremo all'elezione diretta del nuovo segretario», ha
quindi spiegato in seguito Maroni, che a margine dell'assemblea federale ha
precisato che il suo successore sarà scelto non tra i delegati ma direttamente da
tutti coloro che abbiano in tasca la tessera della Lega da almeno cinque anni. «Al
congresso, in programma per il 14 e 15 dicembre coinvolgeremo tutti i militanti
che potranno votare direttamente il loro nuovo segretario». Un nuovo segretario
che, ha tenuto a precisare Maroni, se anche si dovesse andare ad elezioni anticipate
«avrà tutti i poteri per portare la Lega» a questo appuntamento. Quanto
all'ipotesi di un'autocandidatura avanzata da Umberto Bossi, «tutti
possono fare il segretario - ha sottolineato Maroni - e il segretario avrà
compiti importanti e per questo voglio che siano i militanti a sceglierlo». La
proposta di elezione diretta da parte di tutti i militanti ha trovato il
consenso dello stesso presidente del Carroccio. Bossi ha spiegato di essere
stato informato di questo dallo stesso Maroni, che «me lo ha chiesto e io gli ho
detto che va bene e che se fai votare tutta la gente, tutti gli iscritti è una
cosa giusta». Bossi ha quindi chiarito che, dopo questa proposta, il congresso
è convocabile: «Prima non c'era il tempo per eleggere i nuovi delegati», ma con
la nuova proposta di Maroni tutto cambia. In merito alla sua candidatura, Bossi
ha detto: «Non lo so ancora, aspetto l'ultima meta, anche perché non vorrei che
ciò possa essere causa di scombussolamenti all'interno del movimento». A questo
proposito, ieri Maroni ha dichiarato che la possibilità di una candidatura di
Bossi «non è un problema. Sceglierà il popolo che è sovrano anche nella Lega». Circa
le altre eventuali candidature di cui si è parlato, il presidente federale ha aggiunto
che «il prossimo segretario dovrà essere eletto democraticamente e avere la
capacità di riunire la Lega. Maroni propone il segretario della Lega lombarda Salvini
che ha abbastanza capacità politica e riesce a smuovere i gazebo mentre Giorgetti
ha molto più equilibro e in sintesi io preferisco quest'ultimo anche se
Salvini non mi dispiace». Nel dibattito precongressuale è intervenuto il
governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha osservato come al prossimo
appuntamento federale «ci sarà un candidato e sarà eletto in maniera
plebiscitaria. Sul tappeto ce ne sono zero, nessuno ha ancora dato una
disponibilità ufficiale a correre. Il nuovo candidato spero sia un giovane, che
abbia tempo». Così Zaia intervistato ad Antennatre Nordest, sulle
possibili candidature alla segreteria del partito. «La prima prerogativa del candidato
è che faccia il segretario a tempo pieno. È fondamentale. Chi lo fa a tempo
pieno dà una parte della sua vita ad un progetto politico», ha concluso Zaia. Per
Roberto Cota, governatore del Piemonte e segretario nazionale piemontese,
la decisione di Maroni di far scegliere ai militanti del Carroccio il suo
successore «è una grande apertura, che testimonia la volontà della Lega di non restare
accantonata in un cantuccio, ma di partire lancia in resta». Infine, per il
sindaco di Varese, Attilio Fontana , «quella di Maroni è una buona idea
anche perché noi non abbiamo i problemi che hanno gli altri partiti». «Noi - ha
sottolineato Fontana - non vogliamo indirizzare le votazioni. l militanti sono
la nostra rappresentanza vera e quindi possono scegliere il segretario».

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