“Simone Girardin”
“La Padania 19.09.2013”
«Ma quale sconfitta
della Lega. A perdere sono tutti i veneti. Ma non finisce certo qui. Noi non
molliamo, non indietreggiamo di un
millimetro». Federico Caner, capogruppo del Carroccio in Regione Veneto, è
amareggiato. Anzi, incazzato. A lui, come a tutta la Lega, ma non solo, non è
andato proprio giù il rinvio in commissione del progetto di legge presentato da
Stefano Valdegamberi (Futuro popolare) e dall'intero gruppo leghista che chiede
di indire una consultazione sull'indipendenza del Veneto. Presidente,
arrabbiato ma ora? «Succede che oggi (ieri per chi legge, ndr) ho scritto una
lettera alla prima commissione perché la proposta di legge venga rimessa subito
in discussione e torni in Aula per il voto. Poi vediamo chi sono i traditori». Ecco
appunto: dopo il rinvio alcuni esponenti dei movimenti indipendentisti hanno
gridato "buffoni" e fischiato fuori dal consiglio. «Vero ma andate a
farvi un giro sui social network. Hanno postato le foto dei "traditori"
e non c'è un leghista. Hanno capito subito chi si è comportato da vigliacco e
chi invece, come noi, è stato coerente fin dall' inizio.
Ci tengo a rimarcarlo...» Che cosa in particolare? «Che la Lega ha sostenuto da sempre quella che è nata come una richiesta popolare, di comitati di cittadini, di movimenti indipendentisti. Non avevano una rappresentanza in Regione. Ce ne siamo presi carico noi, senza se senza ma. Ed è solo grazie alla Lega se è stato possibile convocare un Consiglio straordinario per votare la consultazione sull' indipendenza». E poi... «Molti si sono tirati indietro. Hanno scelto di rallentare questo processo». Resta fiducioso lo stesso? Riuscirete a fare votare i veneti sull'indipendenza con le elezioni Europee? «Non lo so. Ci spero ma se il Pdl si comporta così... Come facciamo a fidarci». Ripicca per il caso Berlusconi o altro? «Non credo. Penso più che altro al fatto che non vogliano darla vinta alla Lega. Paura che prendiamo troppa visibilità? Forse. Ma a noi interessa solo che i veneti possano esprimersi liberamente, invece in certi partiti vedo ancora rimasugli di una cultura centralista fallimentare». Crede che adesso possano essere a rischio i rapporti con gli alleati in Regione? «Non credo. Già su altre questioni delicate ci sono stati degli screzi poi rientrati. Certo è...» In che senso, scusi. «Vorrei arrivare presto al voto in Aula. Allora li capiremo tutto. L'altro giorno Pd e Pdl si sono comportati in modo vigliacco. Hanno scelto di non scegliere. Di rinviare tutto in commissione. Di perdere tempo; di rallentare un processo storico che non si può più fermare». Però qualcuno afferma, anche nel Pdl, che ci siano elementi anticostituzionali nella proposta di legge sull'indipendenza? «Una cosa deve essere chiarissima. Dal punto di vista giuridico siamo davanti a una consultazione per l'autodeterminazione di un popolo che è un istituto giuridico che fa parte del diritto internazionale. L'articolo 10 della nostra stessa costituzione lo spiega bene: il nostro ordinamento giuridico si conforma al diritto internazionale. E noi abbiamo anche aderito alla carta dell'Onu. E' tutto legittimo. Semmai è sovversivo chi non vuole far votare il Veneto. E sa un'ultima cosa...». Prego. «Non è solo Roma ad avere paura. Anche alcuni nostri alleati, come quelli dell'opposizione, sono preoccupati che se dovesse arrivare in tempi brevi la proposta in Consiglio, rischiano di spaccarsi. Perché in fondo in fondo non tutti nel Pd come nel Pdl sono contrari all'indipendenza del Veneto».
Ci tengo a rimarcarlo...» Che cosa in particolare? «Che la Lega ha sostenuto da sempre quella che è nata come una richiesta popolare, di comitati di cittadini, di movimenti indipendentisti. Non avevano una rappresentanza in Regione. Ce ne siamo presi carico noi, senza se senza ma. Ed è solo grazie alla Lega se è stato possibile convocare un Consiglio straordinario per votare la consultazione sull' indipendenza». E poi... «Molti si sono tirati indietro. Hanno scelto di rallentare questo processo». Resta fiducioso lo stesso? Riuscirete a fare votare i veneti sull'indipendenza con le elezioni Europee? «Non lo so. Ci spero ma se il Pdl si comporta così... Come facciamo a fidarci». Ripicca per il caso Berlusconi o altro? «Non credo. Penso più che altro al fatto che non vogliano darla vinta alla Lega. Paura che prendiamo troppa visibilità? Forse. Ma a noi interessa solo che i veneti possano esprimersi liberamente, invece in certi partiti vedo ancora rimasugli di una cultura centralista fallimentare». Crede che adesso possano essere a rischio i rapporti con gli alleati in Regione? «Non credo. Già su altre questioni delicate ci sono stati degli screzi poi rientrati. Certo è...» In che senso, scusi. «Vorrei arrivare presto al voto in Aula. Allora li capiremo tutto. L'altro giorno Pd e Pdl si sono comportati in modo vigliacco. Hanno scelto di non scegliere. Di rinviare tutto in commissione. Di perdere tempo; di rallentare un processo storico che non si può più fermare». Però qualcuno afferma, anche nel Pdl, che ci siano elementi anticostituzionali nella proposta di legge sull'indipendenza? «Una cosa deve essere chiarissima. Dal punto di vista giuridico siamo davanti a una consultazione per l'autodeterminazione di un popolo che è un istituto giuridico che fa parte del diritto internazionale. L'articolo 10 della nostra stessa costituzione lo spiega bene: il nostro ordinamento giuridico si conforma al diritto internazionale. E noi abbiamo anche aderito alla carta dell'Onu. E' tutto legittimo. Semmai è sovversivo chi non vuole far votare il Veneto. E sa un'ultima cosa...». Prego. «Non è solo Roma ad avere paura. Anche alcuni nostri alleati, come quelli dell'opposizione, sono preoccupati che se dovesse arrivare in tempi brevi la proposta in Consiglio, rischiano di spaccarsi. Perché in fondo in fondo non tutti nel Pd come nel Pdl sono contrari all'indipendenza del Veneto».

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