“lintraprendente.it 30.09.2013”
Oggi è la giornata in cui si celebra il culto
dell’Essere Supremo, che non è la Dea Ragione come durante il Comitato di
salute pubblica della Francia rivoluzionaria, ma qualcosa di peggio: il Fisco.
In suo sacrifico i contribuenti bruceranno attraverso il rogo della spesa
pubblica denari, ore di lavoro e scartoffie. Lunedì 30 settembre infatti
scadono esattamente 130 adempimenti fiscali, per verificare basta andare sul
sito dell’Agenzia delle Entrate, dove è presente uno scadenzario mensile di
tasse, balzelli e adempimenti vari: oggi è il temine ultimo per 73 versamenti,
15 dichiarazioni, 18 comunicazioni, 17 ravvedimenti e 7
richieste-domande-istanze. Gli obblighi principali riguardano l’Irpef, il bollo
auto, la cedolare secca, il modello Unico e il 730. Si dovrà pagare la quarta o
la quinta rata (a seconda della modalità scelta) dell’Irpef, le addizionali
regionali e comunali Irpef e la “Dichiarazione dei redditi presentata dagli
eredi” (se un defunto non ha avuto il tempo di presentare la dichiarazione dei
redditi, dovranno farlo in sua vece gli eredi). In molti comuni italiani, tra
cui Milano, bisognerà pagare la Tares, la tassa sui rifiuti.
Si dovrà inoltre presentare la dichiarazione Irap - la famigerata “Imposta rapina” che da più di dieci anni i partiti promettono di ridurre o abolire e che invece continua a pesare per circa 25 miliardi di euro sull’economia privata – la dichiarazione Iva e, per chi non l’avesse fatto a giugno, il modello Unico con una sanzione di soli 25 euro (dal 1° ottobre sale dai 258 a 1.032 euro). Ci sono poi il bollo ed il Superbollo pari a 20 euro per ogni kilowatt sui veicoli con potenza superiore a 185 Kw, l’imposta sulle assicurazioni – dovuta sui premi incassati ad agosto – l’integrazione Iva e le rate Ivafe, (l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero). Scadono i termini per pagare le tasse del 2013, ma anche quelli per mettersi in regola con i tributi non pagati nel 2012: è l’ultimo giorno disponibile per il “ravvedimento operoso” che permette di regolarizzarsi pagando le imposte pendenti maggiorate degli interessi e di una sanzione ridotta del 3,75%. Naturalmente con la giornata di oggi non si chiudono gli obblighi fiscali, da martedì salirà l’Iva al 22%, con un aumento di circa il 5% e un costo di oltre 120 euro a nucleo familiare, ma è oggi che l’Essere Supremo si mostra ai sudditi in tutta la sua maestosa Burocrazia. Pagare le tasse non è semplice, richiede uno sforzo economico e di volontà enorme: ogni impresa italiana sacrifica per gli adempimenti fiscali l’equivalente di 269 ore di lavoro l’anno, il doppio della Francia, il 60% più della Spagna, il 30% più della Germania, circa 85 ore in più della media dei paesi Ue. Secondo il rapporto Doing business della Banca mondiale, gli italiani consacrano alla sola Burocrazia qualcosa come 31 miliardi l’anno. In totale cittadini offrono annualmente all’Essere Supremo oltre il 55% della ricchezza prodotta e in media 162 giorni di lavoro l’anno. Sono cifre incredibili, giustificabili solo in un’ottica di religiosa devozione. Un miscredente come Herbert Spencer l’avrebbe chiamata schiavitù. “Che cos’è essenziale all’idea di uno schiavo? – si chiedeva il filosofo inglese ne L’individuo contro lo Stato – Ce lo figuriamo come un individuo posseduto da un altro. Ma il grado della sua schiavitù varia in ragione di ciò che è costretto a cedere e di ciò che può tenere per sé, e non significa nulla che il suo padrone sia uno solo o una società”.
Si dovrà inoltre presentare la dichiarazione Irap - la famigerata “Imposta rapina” che da più di dieci anni i partiti promettono di ridurre o abolire e che invece continua a pesare per circa 25 miliardi di euro sull’economia privata – la dichiarazione Iva e, per chi non l’avesse fatto a giugno, il modello Unico con una sanzione di soli 25 euro (dal 1° ottobre sale dai 258 a 1.032 euro). Ci sono poi il bollo ed il Superbollo pari a 20 euro per ogni kilowatt sui veicoli con potenza superiore a 185 Kw, l’imposta sulle assicurazioni – dovuta sui premi incassati ad agosto – l’integrazione Iva e le rate Ivafe, (l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero). Scadono i termini per pagare le tasse del 2013, ma anche quelli per mettersi in regola con i tributi non pagati nel 2012: è l’ultimo giorno disponibile per il “ravvedimento operoso” che permette di regolarizzarsi pagando le imposte pendenti maggiorate degli interessi e di una sanzione ridotta del 3,75%. Naturalmente con la giornata di oggi non si chiudono gli obblighi fiscali, da martedì salirà l’Iva al 22%, con un aumento di circa il 5% e un costo di oltre 120 euro a nucleo familiare, ma è oggi che l’Essere Supremo si mostra ai sudditi in tutta la sua maestosa Burocrazia. Pagare le tasse non è semplice, richiede uno sforzo economico e di volontà enorme: ogni impresa italiana sacrifica per gli adempimenti fiscali l’equivalente di 269 ore di lavoro l’anno, il doppio della Francia, il 60% più della Spagna, il 30% più della Germania, circa 85 ore in più della media dei paesi Ue. Secondo il rapporto Doing business della Banca mondiale, gli italiani consacrano alla sola Burocrazia qualcosa come 31 miliardi l’anno. In totale cittadini offrono annualmente all’Essere Supremo oltre il 55% della ricchezza prodotta e in media 162 giorni di lavoro l’anno. Sono cifre incredibili, giustificabili solo in un’ottica di religiosa devozione. Un miscredente come Herbert Spencer l’avrebbe chiamata schiavitù. “Che cos’è essenziale all’idea di uno schiavo? – si chiedeva il filosofo inglese ne L’individuo contro lo Stato – Ce lo figuriamo come un individuo posseduto da un altro. Ma il grado della sua schiavitù varia in ragione di ciò che è costretto a cedere e di ciò che può tenere per sé, e non significa nulla che il suo padrone sia uno solo o una società”.

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