“La Padania 29-30.09.2013”
La caduta
del Governo Letta «rischia, paradossalmente, di rimettere un po' d'ordine ai nostri conti pubblici, almeno sino alla fine di quest'anno».
Lo afferma la Cgia di Mestre. Certo, fa notare la Cgia, «il nostro è un
esercizio del tutto teorico che, però, potrebbe puntualmente verificarsi nelle
prossime settimane. «Purtroppo ancora una volta a pagare il conto sarebbero gli
italiani che tra l'aumento dell'Iva e il pagamento della seconda rata dell'lmu
sulla prima casa si vedrebbero, negli ultimi 3 mesi di quest'anno, "sfilare"
dalle tasche 3,3 miliardi di euro». E' altrettanto vero però – e questo la Cgia
non lo dice - che anche tramite le varie coperture il governo è riuscito a
introdurre in quattro cinque mesi nuove tasse per ben 20 miliardi. Per cui l'esecutivo
ha messo comunque in difficoltà gli italiani. E attraverso una più oculata
gestione delle risorse e soprattutto
tagliando gli sprechi non si sarebbe arrivati a questa situazione. La Cgia
spiega che il primo aumento, quello dell'Iva, dovrebbe portare nelle casse dello
Stato 1 miliardo di euro, il secondo 2,4 miliardi: entro la fine del 2013 le due
operazioni darebbero un gettito complessivo di 3,4 miliardi.
Queste nuove entrate servirebbero a coprire le tre principali misure da "coprire" entro la fine di quest'anno che richiedono 2,5 miliardi di euro: 0,5 miliardi per il finanziamento della Cig in deroga; 0,4 miliardi per il finanziamento delle missioni militari e 1,6 miliardi per la correzione del rapporto deficit/Pil entro il 3%. Il saldo, dato dalla sottrazione tra le nuove entrate e le misure da coprire, sarebbe positivo e pari a 0,9 miliardi che consentirebbe di far scendere il rapporto deficit/Pil al 2,96%. «Tenendo conto anche degli arrotondamenti, nella peggiore delle ipotesi il rapporto, comunque, si stabilizzerebbe al di sotto del 3%: la soglia, ricordiamo, necessaria per rispettare gli impegni presi con I'Ue». Ma al di là di questo esercizio di scuola, salvo interventi dell' ultima ora, tra qualche giorno scatterà l'aumento dell'aliquota ordinaria dell'Iva che salirà al 22%. «Da martedì prossimo rischiamo di ritrovarci con l'aliquota ordinaria dell'Iva più elevata tra i principali competitors dell'area dell'euro: 2,4 punti in più rispetto alla Francia e addirittura 3 punti percentuali in più rispetto alla Germania», fa osservare il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi. «Tenendo conto della spesa media calcolata annualmente dall' lstat - spiega - se dal 1 o ottobre l'aliquota ordinaria salirà al 22%, una famiglia italiana composta da 4 persone pagherà quasi 26 euro in più di Iva in questi ultimi 3 mesi del 2013 e ben 103 euro nel 2014. l trasporti, carburanti in primis, subiranno i maggiori rincari: nel 2014 l'aggravio medio sarà di 39 euro. Altri 20 euro aggiuntivi graveranno sulla spesa per l'abbigliamento e le calzature e altri 17 euro per l'acquisto della mobilia e degli elettrodomestici».
Queste nuove entrate servirebbero a coprire le tre principali misure da "coprire" entro la fine di quest'anno che richiedono 2,5 miliardi di euro: 0,5 miliardi per il finanziamento della Cig in deroga; 0,4 miliardi per il finanziamento delle missioni militari e 1,6 miliardi per la correzione del rapporto deficit/Pil entro il 3%. Il saldo, dato dalla sottrazione tra le nuove entrate e le misure da coprire, sarebbe positivo e pari a 0,9 miliardi che consentirebbe di far scendere il rapporto deficit/Pil al 2,96%. «Tenendo conto anche degli arrotondamenti, nella peggiore delle ipotesi il rapporto, comunque, si stabilizzerebbe al di sotto del 3%: la soglia, ricordiamo, necessaria per rispettare gli impegni presi con I'Ue». Ma al di là di questo esercizio di scuola, salvo interventi dell' ultima ora, tra qualche giorno scatterà l'aumento dell'aliquota ordinaria dell'Iva che salirà al 22%. «Da martedì prossimo rischiamo di ritrovarci con l'aliquota ordinaria dell'Iva più elevata tra i principali competitors dell'area dell'euro: 2,4 punti in più rispetto alla Francia e addirittura 3 punti percentuali in più rispetto alla Germania», fa osservare il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi. «Tenendo conto della spesa media calcolata annualmente dall' lstat - spiega - se dal 1 o ottobre l'aliquota ordinaria salirà al 22%, una famiglia italiana composta da 4 persone pagherà quasi 26 euro in più di Iva in questi ultimi 3 mesi del 2013 e ben 103 euro nel 2014. l trasporti, carburanti in primis, subiranno i maggiori rincari: nel 2014 l'aggravio medio sarà di 39 euro. Altri 20 euro aggiuntivi graveranno sulla spesa per l'abbigliamento e le calzature e altri 17 euro per l'acquisto della mobilia e degli elettrodomestici».

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