mercoledì 21 agosto 2013

Maroni dà la sveglia al governo: «accordi e respingimenti»


“Andrea Accorsi”
“La Padania 21.08.2013”

Proseguono senza sosta gli sbarchi in massa di immigrati clandestini sulle coste italiane. Le recenti
crisi internazionali, ultima in ordine di tempo quella in Egitto, e le facili promesse di cittadinanza e diritti per tutti fatte dal governo alimentano un flusso biblico verso la Pen isola, con centinaia di arrivi al giorno. Sugli sbarchi di clandestini •senza fine• a Lampedusa è intervenuto Roberto Maroni per osservare come •il rimedio c'è: respingimenti si legge in un post sulla pagina Facebook del Segretario federale della Lega Nord - e accordi bilaterali per non far li partire. Governo sveglia!!!•. L'altra notte ben 324 persone sono state salvate a sud di Porto Empedocle (Agrigento) da due motovedette della Guardia Costiera e da un mezzo navale della Guardia di Finanza. Quest'ultimo ha intercettato un barcone di 20 metri alla deriva a circa 12 miglia dalla costa. A bordo, fra gli altri, 64 donne, quattro minori e un neonato, tutti di nazionalità eritrea. Sempre nella notte tra lunedì e ieri, sul litorale di Ognina (Siracusa), a seguito della segnalazione di un cittadino i militari della Capitaneria di Porto hanno individuato a terra circa 67 persone,
fra cui otto minori. I clandestini, che hanno detto di essere siriani e pachistani, hanno dichiarato di essere giunti in Italia dopo aver viaggiato in mare per dieci giorni. Nelle prime ore della mattina il pattugliatore della Marina Militare "Foscari" ha individuato, 50 miglia a sud di Lampedusa, una imbarcazione di legno con 233clandestini a bordo fra cui donne e bambini. •Accertate le precarie condizioni di galleggiabilità del natante - si legge in una nota della Marina - i naufraghi, ai quali sono stati somministrati generi di conforto e assistenza medica, sono stati imbarcati a bordo del pattugliatore della Marina Militare e sulle motovedette della Capitaneria di Porto intervenute in concorso alle operazioni di trasbordo•. I mezzi della Marina Militare hanno poi ripreso la navigazione verso le coste italiane. Tensione alle stelle nelle strutture di prima accoglienza in Sicilia. A Porto Empedocle circa duecento clandestini sono fuggiti dal centro della Protezione civile allestito nell'area portuale. Polizia e carabinieri ne hanno rintracciati soltanto una decina. •Il clima nella tensostruttura è incandescente - racconta il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto -. Nonostante la grande professionalità delle forze dell'ordine, la tensione è alta e il clima non è per niente sereno: fa caldo, questa gente è ammassata in spazi ristretti e in condizioni psicologiche difficili. li pericolo che la situazione possa esplodere e si possano verificare disordini è reale perché i nervi sono tesi•. •Mi hanno detto – prosegue il primo cittadino - che dentro la tensostruttura ci sono circa 150 ospiti, ma non si riescono a contare a causa della tensione alle stelle. Da giorni siamo interessati da un flusso continuo, che gestiamo con il massimo ordine, ma la situazione adesso è difficile. La tensostruttura dovrebbe essere un centro di smistamento - conclude Firetto - ma spesso gli ospiti rimangono per più giorni prima di essere trasferiti. Un fatto che ovviamente esaspera gli an imi•. Un gruppo di 16 extracomunitari è stato rintracciato a Trieste, in via Bonomea, da carabinieri del Nucleo radiomobile del Comando provinciale. Si tratta di tre afghani e 13 pachistani, fra i quali due minorenni, entrati illegalmente in Italia e privi di documenti di identificazione. Sono stati denunciati per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e inviati all' ufficio immigrazione della locale Questura. Altri sei extracomunitari sono fuggiti nella notte dal Cie di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). Un gruppo di extracomunitari, dalle venti alle trenta persone, approfittando anche di un temporale, è sceso in cortile dal tetto e ha tentato di scavalcare il muro di recinzione. Le forze dell'ordine che presidiano la struttura non sono riuscite a contenere tutti gli immigrati e in sei sono riusciti a scappare. Sono un sedicente siriano non ancora identificato, tre tunisini e due marocchini, questi ultimi cinque con precedenti penali per spaccio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti, rapina, furto, ricettazione e altri reati.

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