“Max Ferrari”
“La Padania 04-05.08.2013”
Hanno
fatto scalpore in tutto il mondo i cartelloni anti-clandestini con cu i il
governo inglese ha tappezzato il Paese, e la cosa ha spiazzato soprattutto la
sinistra italiana impegnata invece in una campagna a favore dei clandestini e
della libera migrazione. Londra però non poteva fare diversamente: l' impatto reale
dell' immigrazione di massa in Inghilterra lo spiega un recente report redatto
dal ministero dell'Interno che, dopo lunghe ricerche su l terreno, ha stabilito
che almeno la metà della popolazione britannica vive in città o villaggi che
hanno subito alti livelli di immigrazione negli ultimi dieci anni e che questi «flussi
incontrollati» hanno causato un gran numero di problemi al sistema sociale
cominciando dalla sanità, la scuola, il lavoro e la sicurezza.
Il rapporto, titolato "Impatto dell'immigrazione su i servizi sociali pubblici a livello locale" è stato presentato contestualmente alla decisione del governo di mettere in campo una serie di provvedimenti, tasse e sanzioni studiate per disincentivare l'immigrazione ed è stato concepito come il documento che riassume i problemi legati al fenomeno e legittima la politica di restrizione alle entrate e di respingimento dei clandestini. Recentemente il premier Cameron, in un discusso discorso, aveva anticipato: «l'immigrazione non controllata distrugge la fiducia e coesione della società, impoverisce le risorse economiche e sociali annulla i benefici di una migrazione controllata. Oggi passa un messaggio sbagliato: si dà per scontato che se tu vieni in Uk e non trovi lavoro o lo perdi, il sistema sociale pagato dal contribuente britannico ti pagherà un sussidio per sempre, indipendentemente da quanto tu hai contribuito. Questo sistema deve finire e lo stesso deve valere per l'assegnazione delle case popolari per cui vogliamo introdurre la priorità per i residenti. Chi arriva deve offri re non prendere, deve portare e non solo portare via». Molti non capirono i motivi della durezza di Cameron, ma oggi, visto quel che scrive il "Rapporto sull'immigrazione" è chiaro che il premier ha voluto mettersi in sintonia con una comunità autoctona esasperata dagli eccessi. Secondo lo studio governativo, infatti, delle 348 realtà amministrative in cu i è diviso il paese, ben 127 hanno dimostrato di aver avuto un impatto durissimo dopo l'arrivo di migliaia di profughi veri o presunti, di lavoratori non qualificati e di clandestini. Il report rivela che dal 1998, anno in cu i la sinistra di governo decise di avviare il piano di immigrazione di massa, sono arrivati in Gran Bretagna almeno 100.000 stranieri all'anno con una punta di 255.000 nel 2010. Il settore sociale più sotto pressione secondo lo studio sarebbe il servizio sanitario nazionale sovraccaricato dall'arrivo di una moltitudine esigente e difficile da trattare per problemi linguistici e culturali. Accanto alla problematica legata alla diffusione di alcune patologie come la Tbc praticamente scomparse dall'Europa, gli specialisti fanno notare che l'altissimo numero di parti delle donne migranti e i problemi legati alla comunicazione con loro costringono ad aumentare il personale e le spese in alcun i settori già sotto pressione. Naturalmente l'afflusso di milioni di giovani immigrati e l'alta predisposizione a fare molti figli si riverbera direttamente anche sulla scuola, con polemiche sulla composizione delle classi e i livelli di apprendimento e sulla distribuzione degli alloggi popolari con le note problematiche legate alle liste d'attesa e ai punteggi per l'assegnazione che anche a Londra e dintorni finora hanno svantaggiato gli autoctoni e hanno visto l'assegnazione ad alcuni profughi di ville lussuose in quartieri altolocati. Una marea di problemi dunque senza contare quelli più sentiti dalla popolazione locale che sono l'aumento della disoccupazione e l'aumento di alcune tipologie di criminalità. Per anni la sinistra laburista ha negato ogni rapporto tra immigrazione di massa e diminuzione del lavoro per gli inglesi, ma adesso tutto è cambiato e lo stesso ex ministro Mandelson ha detto di essersi sbagliato e che in effetti la "working class" o "proletariato" che dir si voglia, si trova confrontata con una concorrenza esterna che rende più facile perdere il lavoro e più difficile trovarne uno. Per quel che riguarda la criminalità il report si limita a dire che si è notato che alcun i gruppi di immigrati sono coinvolti in alcun i tipi di crimine in maniera notevole e sproporzionata rispetto al loro numero. Si tratta cioè di criminali professionisti e incalliti giunti in Uk non certo per trovare un lavoro. Il ministro dell' immigrazione Mark Harper ha concluso che se i controlli non saranno rafforzati la comunità sarà danneggiata, le risorse saranno esaurite e i benefici dell'immigrazione saranno persi e dimenticati. Peccato che in Italia nessuno prenda nota .
Il rapporto, titolato "Impatto dell'immigrazione su i servizi sociali pubblici a livello locale" è stato presentato contestualmente alla decisione del governo di mettere in campo una serie di provvedimenti, tasse e sanzioni studiate per disincentivare l'immigrazione ed è stato concepito come il documento che riassume i problemi legati al fenomeno e legittima la politica di restrizione alle entrate e di respingimento dei clandestini. Recentemente il premier Cameron, in un discusso discorso, aveva anticipato: «l'immigrazione non controllata distrugge la fiducia e coesione della società, impoverisce le risorse economiche e sociali annulla i benefici di una migrazione controllata. Oggi passa un messaggio sbagliato: si dà per scontato che se tu vieni in Uk e non trovi lavoro o lo perdi, il sistema sociale pagato dal contribuente britannico ti pagherà un sussidio per sempre, indipendentemente da quanto tu hai contribuito. Questo sistema deve finire e lo stesso deve valere per l'assegnazione delle case popolari per cui vogliamo introdurre la priorità per i residenti. Chi arriva deve offri re non prendere, deve portare e non solo portare via». Molti non capirono i motivi della durezza di Cameron, ma oggi, visto quel che scrive il "Rapporto sull'immigrazione" è chiaro che il premier ha voluto mettersi in sintonia con una comunità autoctona esasperata dagli eccessi. Secondo lo studio governativo, infatti, delle 348 realtà amministrative in cu i è diviso il paese, ben 127 hanno dimostrato di aver avuto un impatto durissimo dopo l'arrivo di migliaia di profughi veri o presunti, di lavoratori non qualificati e di clandestini. Il report rivela che dal 1998, anno in cu i la sinistra di governo decise di avviare il piano di immigrazione di massa, sono arrivati in Gran Bretagna almeno 100.000 stranieri all'anno con una punta di 255.000 nel 2010. Il settore sociale più sotto pressione secondo lo studio sarebbe il servizio sanitario nazionale sovraccaricato dall'arrivo di una moltitudine esigente e difficile da trattare per problemi linguistici e culturali. Accanto alla problematica legata alla diffusione di alcune patologie come la Tbc praticamente scomparse dall'Europa, gli specialisti fanno notare che l'altissimo numero di parti delle donne migranti e i problemi legati alla comunicazione con loro costringono ad aumentare il personale e le spese in alcun i settori già sotto pressione. Naturalmente l'afflusso di milioni di giovani immigrati e l'alta predisposizione a fare molti figli si riverbera direttamente anche sulla scuola, con polemiche sulla composizione delle classi e i livelli di apprendimento e sulla distribuzione degli alloggi popolari con le note problematiche legate alle liste d'attesa e ai punteggi per l'assegnazione che anche a Londra e dintorni finora hanno svantaggiato gli autoctoni e hanno visto l'assegnazione ad alcuni profughi di ville lussuose in quartieri altolocati. Una marea di problemi dunque senza contare quelli più sentiti dalla popolazione locale che sono l'aumento della disoccupazione e l'aumento di alcune tipologie di criminalità. Per anni la sinistra laburista ha negato ogni rapporto tra immigrazione di massa e diminuzione del lavoro per gli inglesi, ma adesso tutto è cambiato e lo stesso ex ministro Mandelson ha detto di essersi sbagliato e che in effetti la "working class" o "proletariato" che dir si voglia, si trova confrontata con una concorrenza esterna che rende più facile perdere il lavoro e più difficile trovarne uno. Per quel che riguarda la criminalità il report si limita a dire che si è notato che alcun i gruppi di immigrati sono coinvolti in alcun i tipi di crimine in maniera notevole e sproporzionata rispetto al loro numero. Si tratta cioè di criminali professionisti e incalliti giunti in Uk non certo per trovare un lavoro. Il ministro dell' immigrazione Mark Harper ha concluso che se i controlli non saranno rafforzati la comunità sarà danneggiata, le risorse saranno esaurite e i benefici dell'immigrazione saranno persi e dimenticati. Peccato che in Italia nessuno prenda nota .

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