“news 13.08.2013”
Dopo la lettera al ministro Cancellieri, Tosi
rilancia la richiesta di nuove sanzioni. L’eurodeputato Lorenzo Fontana sta
lavorando a una petizione per una legge che faccia scontare nei Paesi d’origine
la pena. Nei giorni scorsi il sindaco Flavio Tosi, segretario veneto della Lega
nord, aveva scritto al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri
segnalandole l’inefficacia della normativa che riguarda gli ordini di
allontanamento di cittadini di Stati membri dell’Unione Europea. Tosi faceva
riferimento a un fatto concreto: il tentativo di allontanamento, per
accattonaggio, di una donna di origine romene e senza fissa dimora che aveva al
suo attivo più di sessanta sanzioni in tal senso. Il ministro ha risposto al
sindaco assicurandolo di aver interessato il suo ufficio e quelli del ministero
dell’Interno al fine di trovare “possibili interventi di rimodulazione del
quadro normativo di riferimento che consenta di trovare una soluzione ai
profili problematici segnalati”. Insomma, la “macchina” è in movimento per
trovare un modo per rendere effettivi i procedimenti di allontanamento dall’Italia
anche dei cittadini comunitari per ragioni di ordine pubblico.
“Ora attendo una proposta concreta che vada a correggere la situazione attuale”, sottolinea il sindaco Tosi che ha già in mente una soluzione al problema: “Si tratta di istituire delle sanzioni, anche penali, come per altro già altri Paesi europei hanno fatto, che vengono applicate a chi non rispetta per un determinato periodo l’allontanamento dalla nazione che lo ha ospitato”. Il sindaco Tosi sottolinea inoltre: “Ci sarebbe poi da cambiare la normativa europea che permette il trasferimento nel Paese UE d’origine di chi è stato condannato a scontare una pena detentiva. Attualmente, infatti, ciò è possibile solo se il detenuto è d’accordo”. E su questo punto ci sta lavorando un altro leghista, Lorenzo Fontana, l’europarlamentare che ha già avviato a Bruxelles una petizione e una Mozione di risoluzione che vanno in tal senso. Fontana spiega: “Il problema del sovraffollamento delle carceri italiane si può risolvere così, facendo scontare in modo automatico la pena nel Paese d’origine senza bisogno del via libera dell’interessato”. E prosegue: “Attualmente gli stranieri nelle carceri italiani sono 20mila, su circa 60mila totali. Non tutti sono comunitari, ma anche sul fronte extracomunitario si può lavorare affinché sia l’Europa e non le singole nazioni europee a trattare gli accordi bilaterali per i rimpatri. Avrebbe sicuramente più potere contrattuale”. L’Europa, fa notare Fontana, ha sempre abbandonato a se stesse le nazioni sul problema immigrazione, ma forse il vento sta cambiando, complice anche la crisi. Perciò l’eurodeputato è fiducioso che la petizione, che ha già raccolto 30mila firme, e la mozione vengano affrontate entro la fine dell’anno.
“Ora attendo una proposta concreta che vada a correggere la situazione attuale”, sottolinea il sindaco Tosi che ha già in mente una soluzione al problema: “Si tratta di istituire delle sanzioni, anche penali, come per altro già altri Paesi europei hanno fatto, che vengono applicate a chi non rispetta per un determinato periodo l’allontanamento dalla nazione che lo ha ospitato”. Il sindaco Tosi sottolinea inoltre: “Ci sarebbe poi da cambiare la normativa europea che permette il trasferimento nel Paese UE d’origine di chi è stato condannato a scontare una pena detentiva. Attualmente, infatti, ciò è possibile solo se il detenuto è d’accordo”. E su questo punto ci sta lavorando un altro leghista, Lorenzo Fontana, l’europarlamentare che ha già avviato a Bruxelles una petizione e una Mozione di risoluzione che vanno in tal senso. Fontana spiega: “Il problema del sovraffollamento delle carceri italiane si può risolvere così, facendo scontare in modo automatico la pena nel Paese d’origine senza bisogno del via libera dell’interessato”. E prosegue: “Attualmente gli stranieri nelle carceri italiani sono 20mila, su circa 60mila totali. Non tutti sono comunitari, ma anche sul fronte extracomunitario si può lavorare affinché sia l’Europa e non le singole nazioni europee a trattare gli accordi bilaterali per i rimpatri. Avrebbe sicuramente più potere contrattuale”. L’Europa, fa notare Fontana, ha sempre abbandonato a se stesse le nazioni sul problema immigrazione, ma forse il vento sta cambiando, complice anche la crisi. Perciò l’eurodeputato è fiducioso che la petizione, che ha già raccolto 30mila firme, e la mozione vengano affrontate entro la fine dell’anno.
Dopo la lettera al ministro Cancellieri, Tosi
rilancia la richiesta di nuove sanzioni. L’eurodeputato Lorenzo Fontana sta
lavorando a una petizione per una legge che faccia scontare nei Paesi d’origine
la pena. Nei giorni scorsi il sindaco Flavio Tosi, segretario veneto della Lega
nord, aveva scritto al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri
segnalandole l’inefficacia della normativa che riguarda gli ordini di
allontanamento di cittadini di Stati membri dell’Unione Europea. Tosi faceva
riferimento a un fatto concreto: il tentativo di allontanamento, per
accattonaggio, di una donna di origine romene e senza fissa dimora che aveva al
suo attivo più di sessanta sanzioni in tal senso. Il ministro ha risposto al
sindaco assicurandolo di aver interessato il suo ufficio e quelli del ministero
dell’Interno al fine di trovare “possibili interventi di rimodulazione del
quadro normativo di riferimento che consenta di trovare una soluzione ai
profili problematici segnalati”. Insomma, la “macchina” è in movimento per
trovare un modo per rendere effettivi i procedimenti di allontanamento dall’Italia
anche dei cittadini comunitari per ragioni di ordine pubblico. “Ora attendo una
proposta concreta che vada a correggere la situazione attuale”, sottolinea il
sindaco Tosi che ha già in mente una soluzione al problema: “Si tratta di
istituire delle sanzioni, anche penali, come per altro già altri Paesi europei
hanno fatto, che vengono applicate a chi non rispetta per un determinato
periodo l’allontanamento dalla nazione che lo ha ospitato”. Il sindaco Tosi
sottolinea inoltre: “Ci sarebbe poi da cambiare la normativa europea che
permette il trasferimento nel Paese UE d’origine di chi è stato condannato a
scontare una pena detentiva. Attualmente, infatti, ciò è possibile solo se il
detenuto è d’accordo”. E su questo punto ci sta lavorando un altro leghista,
Lorenzo Fontana, l’europarlamentare che ha già avviato a Bruxelles una
petizione e una Mozione di risoluzione che vanno in tal senso. Fontana spiega:
“Il problema del sovraffollamento delle carceri italiane si può risolvere così,
facendo scontare in modo automatico la pena nel Paese d’origine senza bisogno
del via libera dell’interessato”. E prosegue: “Attualmente gli stranieri nelle
carceri italiani sono 20mila, su circa 60mila totali. Non tutti sono
comunitari, ma anche sul fronte extracomunitario si può lavorare affinché sia
l’Europa e non le singole nazioni europee a trattare gli accordi bilaterali per
i rimpatri. Avrebbe sicuramente più potere contrattuale”. L’Europa, fa notare
Fontana, ha sempre abbandonato a se stesse le nazioni sul problema immigrazione,
ma forse il vento sta cambiando, complice anche la crisi. Perciò l’eurodeputato
è fiducioso che la petizione, che ha già raccolto 30mila firme, e la mozione
vengano affrontate entro la fine dell’anno.

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