“Nicola Leoni”
“La Padania 22.08.2013”
In tour in Calabria nei centri d’accoglienza dagli
immigrati, il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge sembra cominciare a
volere affronta re il problema dell'immigrazione clandestina con un po' più di
realismo, ma il Carroccio resta fermo nella sua decisione di abolire il suo
dicastero. «Vorrei poter dire al ministro Kyenge: benvenuta fra noi. Si è
finalmente accorta che l'immigrazione clandestina, che sta scaricando ogni
giorno centinaia di disperati e nuovi schiavi sulle coste italiane, è un
problema di tutta l'Europa. Meglio tardi che mai...». È il commento del
presidente del Veneto, Luca Zaia, alle
dichiarazioni della ministra secondo cui l'Europa non può lasciare sola
l'Italia a gestire i flussi di immigrazione. cdi ministro ha compreso dunque
qual è il problema: quello di una Unione Europea in cui i Paesi cosiddetti
forti compiono e hanno compiuto
(la Francia non più tardi di tre anni fa) strage di diritto e di legalità chiudendo le frontiere e sospendendo Schengen a seconda delle convenienze. Siamo proprio sicuri che questa Ue meriti il Nobel per la pace? Il commissario Malmstrom, piuttosto che complimentarsi col ministro italiano, risponda piuttosto della latitanza dell'Europa». «Ora il ministro dice di essere per la mediazione e l'incontro, al fine di risolvere i problemi - conclude Zaia – piuttosto che lanciare proclami, come quello sullo ius soli che lascia perplessi anche autorevoli esponenti della sua maggioranza e del suo governo, ci dica dunque su quali linee di intervento intende indirizzare il suo ministero. E piuttosto che perdere tempo alimentando guerre ideologiche nel cortiletto della politica, vada a Bruxelles a protestare con vigore. Così capiremo come desidera muoversi e soprattutto di cosa vuole discutere. Noi siamo sempre pronti a farlo•. Resta comunque in campo l'iniziativa, promossa dal vicesegretario della Lega Nord Matteo Salvini, dei banchetti, a partire da ottobre, per chiedere, via referendum, di abrogare il ministero dell'Integrazione. Con il ministro - osserva Zaia - ci si deve confrontare su fatti concreti. Fino ad oggi questo non è avvenuto anche perché non si è ben capito quale sia il progetto che ha in mente. Quanto ai referendum - prosegue Zaia - dico quello che penso per tutte le consultazioni di questo tipo: Rousseau nel contratto sociale diceva che il popolo ti delega per rappresentarlo e quindi anche lo strumento del referendum è democratico, va a testare il popolo. Ci sono Paesi come la Svizzera dove le tornate referendarie sono molto assidue. Non vedo nulla di scandaloso – sottolinea - nel poter sentire i cittadini anche su questi temi. Pieno appoggio dell'eurodeputato Lorenzo Fontana, che organizzerà la raccolta firme in tutto il Nordest. •Saremo presenti in ogni Comune - dice Fontana - perché quel ministero serve solo per la propaganda di idee irresponsabili, pericolose e aggiungo demagogicamente subdole, che si riassumono nell'arrogante motto "se non la pensi come me sei disumano, cinico, rozzo e razzista", così da spegnere sul nascere ogni dibattito su un tema come quello dell'immigrazione, in realtà complesso•. Fontana non si nasconde nel politichese: •Il ministro Kyenge vuole il disordine sociale, ammantato – non so se furbescamente o ingenuamente, ma questo è in influente nella sostanza di retorica terzomondista. Ma uno Stato non si può governare in questo modo. Non ci servono governanti che si mostrano anime belle a favor di telecamera. Chi amministra la cosa pubblica deve essere pragmatico e non può permettere l'ingresso di centinaia di migliaia di persone non identificabili e quindi non controllabili, cioè i clandestini. Alcun i sono delinquenti sul nascere e approfittano della loro condizione di clandestinità. Altri arrivano con le migliori intenzioni, ma sbarcano in un Paese che non può garanti re lavoro a tutti e così saranno incentivati a delinquere per sopravvivere. Si chiama immigrazione insostenibile e porta al caos•. Ieri, come detto, la ministra Kyenge ha continuato il suo giro calabrese, visitando il centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Il centro di accoglienza per richiedenti asilo d i Isola Capo Rizzuto è il più grande d'Europa con i suoi 1.450 posti ed è occupato attualmente da circa 1.800 persone. Nel corso della visita non sono mancati alcun i momenti di tensione, con la protesta di alcun i manifestanti che hanno chiesto al ministro di vedere le condizioni di vita nel centro. Una trentina di migranti hanno impedito alla Kyenge di uscire dal Cara. La protesta è finita dopo che il ministro ha parlato con tre manifestanti. Dopo il colloquio, l'uscita è stata liberata e il ministro, che aveva già visitato la struttura riservata a donne e bambini, si è diretta nelle altre zone della struttura. I clandestini si erano messi davanti al cancello impendendo l'uscita dell'auto in cui si trovava il ministro. I manifestanti erano gli stessi che nei giorni scorsi avevano bloccato la statale 106. •La condizione dei centri di accoglienza è un problema anche europeo•, ha ammesso come detto il ministro. •L'Europa non può lasciare sola l'Italia. l migranti si sono lamentati con me per le condizioni in cui vivono, ma le ragioni della protesta non sono ben specifiche. Certo, c'è qualche pecca da affrontare con i responsabili della struttura, ma l'ospitalità c'è•, ha commentato il ministro. •Le soluzioni – ha aggiunto - vanno cercate insieme. Sono per la mediazione, l'incontro ed dialogo, mai per lo scontro e la violenza•. E sulla collaborazione internazionale ha aggiunto: •Il discorso dei rifugiati, oltre al percorso di accoglienza di integrazione che sta facendo l'Italia, deve riguardare tutta l'Unione europea e deve essere portato avanti non da un unico Paese ma da tutta la comunità, rafforzando gli accordi con i Paesi d'origine. Su questo il nostro ministero sta portando avanti un discorso sostenendo un percorso di democrazia e di pace nei Paesi di provenienza dei migranti•.
(la Francia non più tardi di tre anni fa) strage di diritto e di legalità chiudendo le frontiere e sospendendo Schengen a seconda delle convenienze. Siamo proprio sicuri che questa Ue meriti il Nobel per la pace? Il commissario Malmstrom, piuttosto che complimentarsi col ministro italiano, risponda piuttosto della latitanza dell'Europa». «Ora il ministro dice di essere per la mediazione e l'incontro, al fine di risolvere i problemi - conclude Zaia – piuttosto che lanciare proclami, come quello sullo ius soli che lascia perplessi anche autorevoli esponenti della sua maggioranza e del suo governo, ci dica dunque su quali linee di intervento intende indirizzare il suo ministero. E piuttosto che perdere tempo alimentando guerre ideologiche nel cortiletto della politica, vada a Bruxelles a protestare con vigore. Così capiremo come desidera muoversi e soprattutto di cosa vuole discutere. Noi siamo sempre pronti a farlo•. Resta comunque in campo l'iniziativa, promossa dal vicesegretario della Lega Nord Matteo Salvini, dei banchetti, a partire da ottobre, per chiedere, via referendum, di abrogare il ministero dell'Integrazione. Con il ministro - osserva Zaia - ci si deve confrontare su fatti concreti. Fino ad oggi questo non è avvenuto anche perché non si è ben capito quale sia il progetto che ha in mente. Quanto ai referendum - prosegue Zaia - dico quello che penso per tutte le consultazioni di questo tipo: Rousseau nel contratto sociale diceva che il popolo ti delega per rappresentarlo e quindi anche lo strumento del referendum è democratico, va a testare il popolo. Ci sono Paesi come la Svizzera dove le tornate referendarie sono molto assidue. Non vedo nulla di scandaloso – sottolinea - nel poter sentire i cittadini anche su questi temi. Pieno appoggio dell'eurodeputato Lorenzo Fontana, che organizzerà la raccolta firme in tutto il Nordest. •Saremo presenti in ogni Comune - dice Fontana - perché quel ministero serve solo per la propaganda di idee irresponsabili, pericolose e aggiungo demagogicamente subdole, che si riassumono nell'arrogante motto "se non la pensi come me sei disumano, cinico, rozzo e razzista", così da spegnere sul nascere ogni dibattito su un tema come quello dell'immigrazione, in realtà complesso•. Fontana non si nasconde nel politichese: •Il ministro Kyenge vuole il disordine sociale, ammantato – non so se furbescamente o ingenuamente, ma questo è in influente nella sostanza di retorica terzomondista. Ma uno Stato non si può governare in questo modo. Non ci servono governanti che si mostrano anime belle a favor di telecamera. Chi amministra la cosa pubblica deve essere pragmatico e non può permettere l'ingresso di centinaia di migliaia di persone non identificabili e quindi non controllabili, cioè i clandestini. Alcun i sono delinquenti sul nascere e approfittano della loro condizione di clandestinità. Altri arrivano con le migliori intenzioni, ma sbarcano in un Paese che non può garanti re lavoro a tutti e così saranno incentivati a delinquere per sopravvivere. Si chiama immigrazione insostenibile e porta al caos•. Ieri, come detto, la ministra Kyenge ha continuato il suo giro calabrese, visitando il centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Il centro di accoglienza per richiedenti asilo d i Isola Capo Rizzuto è il più grande d'Europa con i suoi 1.450 posti ed è occupato attualmente da circa 1.800 persone. Nel corso della visita non sono mancati alcun i momenti di tensione, con la protesta di alcun i manifestanti che hanno chiesto al ministro di vedere le condizioni di vita nel centro. Una trentina di migranti hanno impedito alla Kyenge di uscire dal Cara. La protesta è finita dopo che il ministro ha parlato con tre manifestanti. Dopo il colloquio, l'uscita è stata liberata e il ministro, che aveva già visitato la struttura riservata a donne e bambini, si è diretta nelle altre zone della struttura. I clandestini si erano messi davanti al cancello impendendo l'uscita dell'auto in cui si trovava il ministro. I manifestanti erano gli stessi che nei giorni scorsi avevano bloccato la statale 106. •La condizione dei centri di accoglienza è un problema anche europeo•, ha ammesso come detto il ministro. •L'Europa non può lasciare sola l'Italia. l migranti si sono lamentati con me per le condizioni in cui vivono, ma le ragioni della protesta non sono ben specifiche. Certo, c'è qualche pecca da affrontare con i responsabili della struttura, ma l'ospitalità c'è•, ha commentato il ministro. •Le soluzioni – ha aggiunto - vanno cercate insieme. Sono per la mediazione, l'incontro ed dialogo, mai per lo scontro e la violenza•. E sulla collaborazione internazionale ha aggiunto: •Il discorso dei rifugiati, oltre al percorso di accoglienza di integrazione che sta facendo l'Italia, deve riguardare tutta l'Unione europea e deve essere portato avanti non da un unico Paese ma da tutta la comunità, rafforzando gli accordi con i Paesi d'origine. Su questo il nostro ministero sta portando avanti un discorso sostenendo un percorso di democrazia e di pace nei Paesi di provenienza dei migranti•.

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