Comunicato stampa N° 1253 del 13/07/2013
(AVN) Venezia, 13 luglio 2013
“Ha ragione il presidente Errani quando afferma che non si può continuare a tagliare tout court la spesa sanitaria. E’ lecito, anzi doveroso, parlare di risparmi per quelle aree del nostro Paese dove si registrano da sempre sprechi conclamati, dove i denari pubblici vengono scialacquati a danno non solo delle popolazioni locali mal amministrate, ma anche di quelle regioni, come il Veneto e l’Emilia Romagna, che con grande impegno, capacità di gestione e programmazione, riescono nonostante le difficoltà a garantire un’offerta sanitaria di eccellenza”. Lo dice il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, condividendo la posizione espressa stamane dal presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “Da tempo sostengo con forza che i tagli lineari non sono più ammissibili – prosegue Zaia – perché sanciscono quel metodo aberrante in base al quale chi amministra male ci guadagna e chi opera con senso di responsabilità viene castigato. Quanto dobbiamo ancora aspettare perché governo e parlamento italiani si decidano a varare quello strumento di giustizia che sono i costi e i fabbisogni standard? E’ dalla modifica del Titolo V° della Costituzione e dall’approvazione delle norme sulla devolution che questa riforma semplice ma di straordinaria efficacia avrebbe potuto vedere la luce, e invece siamo ancora qui a invocarla”.
“Gli esempi che propongo insistentemente – sottolinea il presidente – della siringa che nel Veneto si paga 6 centesimi e in altre regioni 25, o dei pasti in ospedale che da noi vengono pagati dai 6 agli 8 euro e altrove addirittura 60 euro, ad oggi non hanno trovato smentite. Ma a essere penalizzate sono ancora quelle amministrazioni che si comportano correttamente e dove la sanità funziona, come nel caso del Veneto e dell’Emilia Romagna”. “Lo dico – conclude Zaia – e lo ripeto ancora con più determinazione: se si applicassero in tutte le Regioni i costi standard della pubblica amministrazione del Veneto, l’Italia potrebbe contare immediatamente su 30 miliardi di euro che corrispondono a un terzo del costo annuale del debito pubblico”.
“Gli esempi che propongo insistentemente – sottolinea il presidente – della siringa che nel Veneto si paga 6 centesimi e in altre regioni 25, o dei pasti in ospedale che da noi vengono pagati dai 6 agli 8 euro e altrove addirittura 60 euro, ad oggi non hanno trovato smentite. Ma a essere penalizzate sono ancora quelle amministrazioni che si comportano correttamente e dove la sanità funziona, come nel caso del Veneto e dell’Emilia Romagna”. “Lo dico – conclude Zaia – e lo ripeto ancora con più determinazione: se si applicassero in tutte le Regioni i costi standard della pubblica amministrazione del Veneto, l’Italia potrebbe contare immediatamente su 30 miliardi di euro che corrispondono a un terzo del costo annuale del debito pubblico”.

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