sabato 13 luglio 2013

Un miliardo per le imprese. Ecco cosa vuol dire una banca del Nord

"lintraprendente.it 13.07.2013"

Appena qualche giorno fa il nostro Albertino parlava dell’idea di trasformare la finanziaria regionale Finlombarda in un vero e proprio istituto di credito per far ripartire l’impresa. Stamattina, in tempo record, Roberto Maroni ha presentato un progetto che va esattamente in questa direzione. Credito In Cassa è una proposta «semplice, strategica e coraggiosa», come l’ha definita il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, per ovviare al problema dei ritardi del pagamento delle pubbliche amministrazioni lombarde, bloccate dalla riduzione dei finanziamenti statali e dal Patto di stabilità. Il funzionamento è piuttosto semplice: l’impresa che vanta un credito nei confronti di una pubblica amministrazione può rivolgersi a Finlombarda che – attraverso una serie di società di factoring – paga immediatamente diventando a sua volta creditrice della Pa.
Quest’ultima avrà dai 12 ai 36 mesi (a seconda che si tratti di spese ordinarie o investimenti) per ripagare il proprio debito a un tasso molto vicino allo zero: la Regione infatti metterà a disposizione 19 milioni per ridurre i tassi e altri 50 come fondo di garanzia per il pagamento da parte degli enti locali. I crediti esigibili da parte delle imprese (dal mese di settembre quando partirà l’iniziativa) andranno dai 10mila ai 750 mila euro per i Comuni (950mila se l’impresa creditrice si impegna a liquidare i debiti coi propri fornitori) e dai 10mila a 1,3 milioni per le Province e i Comuni capoluogo (1,5 milioni se c’è l’impegno a liquidare gli altri crediti). Credito In Cassa partirà a settembre ed è una iniziativa molto più efficace della legge “sblocca debiti” licenziata dal Governo Letta col dl 35 di quest’anno. La misura nazionale prevede il pagamento dei soli debiti contratti dalle amministrazioni fino al 31 dicembre 2012 mentre l’intento regionale è quello di creare un sistema che, attraverso il credito, si regga di qui al 2018 con l’obiettivo di allineare ogni pagamento a quei fatidici 60 giorni previsti dalla normativa europea. Una norma che per molte imprese significa la differenza fra la continuazione dell’attività e la chiusura. Eppure lo stesso Maroni conferma che si tratta di un’iniziativa pilota. Per coprire tutti i debiti delle amministrazioni lombarde servirebbero, infatti, 4 miliardi. Pochi, se si pensa che i debiti della Pa in Italia superano i 100 miliardi: la Lombardia sarebbe virtuosa anche se fosse una regione di media grandezza e popolazione, che ovviamente non è. È l’ennesima dimostrazione di un’Italia che corre, ancora, a due velocità: un Nord che, nonostante goda di risorse inferiori, paga i fornitori e tiene i conti in ordine e un Sud che – a dispetto dei continui piani romani di emergenza e salvataggio – non riesce a fare nessuna delle due cose. In questo senso l’idea di diffondere il piano a livello macroregionale potrà sortire effetti positivi per l’economia settentrionale. Ma non è tutto. Il governatore lombardo ha annunciato che, se il progetto andrà a buon fine (e non ci sono a suo dire motivi per cui non dovrebbe), saranno messi a disposizione altri fondi per un totale di 2,5 miliardi. Una vera e propria boccata d’ossigeno di cui le imprese hanno bisogno oggi come non mai e che rappresenta il primo vero, deciso passo avanti (ben di più di tutti i piani sviluppo presentati fino ad oggi) della giunta Maroni. Speriamo si voglia proseguire, con decisione, lungo questo percorso.

Nessun commento:

Posta un commento