“asca.it 24.07.2013”
''La misura è colma. La sentenza della Corte
costituzionale che arriva a dire no al carcere per la violenza sessuale di
gruppo se il caso concreto consente di applicare misure alternative ha qualcosa
di incredibile e scandaloso. E' il frutto malato di un Parlamento che non
riesce a legiferare in modo severo, di una politica così distante dalle istanze
dei cittadini da non saper più ne' considerare ne' rispondere al senso
comune''. E' indignato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia alla
notizia che la Corte costituzionale ha detto no al carcere per il “branco” nel
caso concreto ci siano possibilità di misure alternative alla detenzione. ''E'
inaccettabile - continua - perché' così di fatto si declassa uno dei reati più
indegni e odiosi e che suscita ribrezzo negli uomini per bene, figuriamoci
nelle donne. Mi chiedo a che punto si sia arrivati in questo Paese se si
tengono più in conto i diritti dei maschi violenti più che quelli delle donne e
della dignità del corpo femminile. Per crimini come questo si deve andare in
galera e buttare la chiave per un bel po' di anni. In questa selva legislativa
creata da un Parlamento incapace di dare ai giudici norme chiare e severe, la
certezza del diritto diventa sempre più chimera.
Una pagina avvilente, da dimenticare presto, da superare presto con nuove soluzioni di legge, nella speranza che per una volta le Camere ascoltino quello che dice la gente comune''.
Una pagina avvilente, da dimenticare presto, da superare presto con nuove soluzioni di legge, nella speranza che per una volta le Camere ascoltino quello che dice la gente comune''.

Nessun commento:
Posta un commento