“Iva Garibaldi”
“La Padania 24.07.2013”
Le
emergenze del Governo? La legge sull'omofobia e l'ennesimo svuotacarceri. Non
c'è più alcun dubbio sul fatto che maggioranza ed Esecutivo non hanno nessuna
intenzione o capacità di affrontare i veri problemi del Paese: occupazione,
crisi economica, povertà delle famiglie. Ennesima prova è andata in scena ieri
nell’Aula del Senato dove è iniziata la discussione del decreto svuota carceri
che prevede sconti e riduzioni di pena ai fini della liberazione anticipata, innalzamento
da 12 a 18 mesi della pena detentiva che può essere scontata presso il
domicilio del condannato anziché in carcere. Il testo, inoltre, prevede
l'ampliamento della possibilità per il giudice di ricorrere, al momento della
condanna, a una soluzione alternativa al carcere, costituita dal lavoro di
pubblica utilità. La solita strada insomma, individuata dal Governo: mettere in
libertà entro i prossimi due anni diecimila detenuti e poco importa se ancora non
hanno scontato le loro condanne.
Ma la Lega non ci sta e ha già messo in campo, appoggiato anche dal M5s, tutte le iniziative possibili per bloccare il decreto voluto dal Pd e dal Pdl. Il primo atto è andato in scena nel pomeriggio quando la Lega ha chiesto all'Aula un ' inversione dell'ordine del giorno per affrontare prima il decreto sul lavoro. Ma niente da fare: «E' evidente che per il Governo e la maggioranza le priorità sono le inutili leggi sull'omofobia e i pericolosi provvedimenti per scarcerare i delinquenti - attaccano Massimo Bitonci e Raffaele Volpi a nome di tutto il gruppo leghista al Senato - La bocciatura dell'Aula del Senato di dare la precedenza al decreto sull'occupazione è la triste dimostrazione che questo Governo e la maggioranza che lo sostiene non vogliono o non sono in grado di affrontare le vere emergenze del Paese: la disoccupazione dei giovani e la crisi economica. Vergogna, vergogna, vergogna: vadano a casa. La loro politica è un insulto ai cittadini e rischia di essere la molla per far scattare una pericolosa protesta di piazza che di pacifico potrebbe avere poco. Così si esasperano solo le persone oneste, le famiglie e le imprese che vengono prese in considerazione solo nel momento in cui bisogna chiedere loro dei sacrifici». Unica nota positiva della giornata l'approvazione «a larghissima maggioranza dice Jonny Crosio - di un nostro ordine del giorno che impegna il governo a riattivare le politiche intraprese dall'allora ministro Roberto Maroni. Si tratta di ristabilire gli accordi bilaterali tra l'Italia e i paesi d'origine dei detenuti stranieri, che sono il 40% della popolazione carceraria, al fine di far scontar loro la pena nella nazione di provenienza».
Ma la Lega non ci sta e ha già messo in campo, appoggiato anche dal M5s, tutte le iniziative possibili per bloccare il decreto voluto dal Pd e dal Pdl. Il primo atto è andato in scena nel pomeriggio quando la Lega ha chiesto all'Aula un ' inversione dell'ordine del giorno per affrontare prima il decreto sul lavoro. Ma niente da fare: «E' evidente che per il Governo e la maggioranza le priorità sono le inutili leggi sull'omofobia e i pericolosi provvedimenti per scarcerare i delinquenti - attaccano Massimo Bitonci e Raffaele Volpi a nome di tutto il gruppo leghista al Senato - La bocciatura dell'Aula del Senato di dare la precedenza al decreto sull'occupazione è la triste dimostrazione che questo Governo e la maggioranza che lo sostiene non vogliono o non sono in grado di affrontare le vere emergenze del Paese: la disoccupazione dei giovani e la crisi economica. Vergogna, vergogna, vergogna: vadano a casa. La loro politica è un insulto ai cittadini e rischia di essere la molla per far scattare una pericolosa protesta di piazza che di pacifico potrebbe avere poco. Così si esasperano solo le persone oneste, le famiglie e le imprese che vengono prese in considerazione solo nel momento in cui bisogna chiedere loro dei sacrifici». Unica nota positiva della giornata l'approvazione «a larghissima maggioranza dice Jonny Crosio - di un nostro ordine del giorno che impegna il governo a riattivare le politiche intraprese dall'allora ministro Roberto Maroni. Si tratta di ristabilire gli accordi bilaterali tra l'Italia e i paesi d'origine dei detenuti stranieri, che sono il 40% della popolazione carceraria, al fine di far scontar loro la pena nella nazione di provenienza».

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