giovedì 25 luglio 2013

Stupro, Consulta choc La rabbia del Carroccio: «Sentenza contro le donne»

“La Padania 25.07.2013”


Insorge la Lega Nord dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha eliminato l'obbligatorietà della custodia cautelare  per il reato della violenza sessuale di gruppo. «Sentenza vergognosa», la definisce su Twitter Massimo Bitonci, presidente della Lega Nord al Senato, secondo il quale è assurdo che «il carcere non sia obbligatorio per gli stupri di gruppo. Per me dovrebbe essere aggravante». Reazione indignata anche di Nicola Molteni, capogruppo in Commissione Giustizia per la Lega Nord a Montecitorio, secondo il quale «è l'ennesima dimostrazione di quanto poco venga presa in considerazione la volontà dei cittadini, che pretendono sanzioni e condanne durissime nei confronti degli stupratori. Questa sentenza, di fatto, smonta una parte del pacchetto sicurezza fortemente voluto dalla Lega Nord e dall'ex ministro Roberto Maroni. Il decreto sicurezza del 2009, infatti, prevedeva l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo.
Con questa sentenza la Corte interviene a gamba tesa calpestando il Parlamento ancora una volta e disattendendo la volontà dei cittadini che, giustamente, pretendono pene aspre e certe per chi commette reati tanto gravi e lesivi. Uno stato che non tutela i propri cittadini non può essere considerato uno stato di diritto». A intervenire è stata anche Erika Stefani, capogruppo per la Lega Nord in commissione giustizia al Senato, secondo la quale «è un insulto e uno schiaffo alle ragazze stuprate e ai loro parenti che, dopo il dolore e !l'umiliazione, vedranno girare per strada i loro aguzzini. Ed è vergognoso che con con un colpo di spugna, si vanifichi una delle norme già previste dal pacchetto sicurezza voluto dal ministro dell'interno Maroni nel 2009». «Il silenzio della maggioranza e in particolare del Pd su questa sentenza non è casuale: del resto la stessa linea del Governo prevede continuamente l'applicazione di misure alternative escludendo la reclusione persino per casi gravissimi. È un atteggiamento da irresponsabili. Presidente del Consiglio Letta, ministro Cancellieri, segretario Epifani - conclude Stefani - voi che sostenete la mano di velluto con i delinquenti, ditelo voi alle vittime che non meritano nessuna giustizia, nemmeno quella di vedere i loro carnefici dietro le sbarre di un carcere». Rabbia e sdegno sono stati espressi anche dalla senatrice della Lega Nord, Patrizia Bisinella, che rileva come «con questa sentenza si declassa uno dei crimini più violenti e odiosi che possano essere commessi in una società che vuoi dirsi civile. Questo dimostra quanto questi "alti consessi" siano distanti dalla vita reale e dal sentire e volere della gente». «Oltretutto questa sentenza arriva proprio in questi giorni in cui il Parlamento si sta macchiando di un'altra vergogna volendo convertire il decreto del governo sullo svuota-carceri a cui noi della Lega ci opponiamo strenuamente manifestando tutta la nostra assoluta contrarietà - ha aggiunto Bisinella. Vogliono liberare anticipatamente coloro che si sono macchiati anche di reati efferati, appunto come lo stupro, le violenze e i maltrattamenti commessi contro le donne. Mi chiedo, dove sono ora le paladine della giustizia e della dignità delle donne della sinistra, mobilitate nei giorni scorsi? Come possono ora tacere, come mai non alzano le barricate? Il loro silenzio è davvero  assordante». 

Nessun commento:

Posta un commento