martedì 30 luglio 2013

«Se non fanno marcia indietro on presenteremo i bilanci»

“Luca Tavecchio”
“La Padania 30.07.2013”

«Siamo pronti a non presentare i bilanci, possono anche commissariarci tutti». Così, dalla riunione dell'Anci a Milano, il  sindaco di Varese Attilio Fontana invita i colleghi primi cittadini ad agire contro la nuova mannaia annunciata dal Governo: 700 milioni di euro dei mancati introiti dell'Imu da far pagare ai Comuni. «Se il Governo non farà marcia indietro su questa nuova ipotesi di tagli noi non presenteremo i nostri bilanci, anche perché non saremo nelle condizioni materiali di approvarli». Sulla stessa lunghezza d'onda del primo cittadino di Varese anche il neopresidente dell'Anci Piero Fassino e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: «l comuni - hanno detto sono pronti ad azioni di protesta clamorose». Secondo Fontana infatti, la rabbia degli amministratori non ha colore politico, riguarda tutti, perché «i comuni sono a rischio di sopravvivenza. Se continua così rischiamo di sparire». La "trovata" sull'Imu è secondo Fontana, che è anche presidente dell'Anci Lombardia, «soltanto l' ultima di una serie di iniziative del Governo che colpiscono i municipi.
Questa ipotesi sull'Imu e sui 700 milioni che i Comuni si vedrebbero addebitare è poi particolarmente grave perché arriva fuori tempo massimo, quando cioè i capitoli di spesa sono già stati decisi. Arrivare adesso, a pochi giorni dal termine per la chiusura dei bilanci, a ipotizzare una cosa del genere è inaudito». Ma secondo Fontana «sono tante le risposte che aspettiamo da Roma, ad iniziare dai tagli sui trasferimenti, cresciuti ulteriormente quest' anno, per arrivare alla definizione precisa del Fondo di Solidarietà, passando naturalmente dal Patto di Stabilità e da parole certe su quello che i Comuni possono o non possono spendere». Ci sono poi altre questione "sostanziali" che attendono una presa di posizione da parte dell'esecutivo: «Per esempio, ci devono ancora spiegare alcun i passaggi della Tares, ma anche cosa ne sarà della riscossione dei tributi alla fine di quest'anno, visto che non spetterà più a Equitalia». Domande che secondo Fontana sono destinate a rimanere senza risposta o, al massimo, ad ottenere risposte evasive per prendere altro tempo. «È un governo troppo debole - spiega - che non ha la forza per decidere nulla e continua a rimandare». Di più: Letta e i suoi ministri hanno dimostrato «un'incapacità maggiore dell'immaginabile e una mancanza di sensibilità istituzionale e politica imbarazzante. Hanno sbagliato i conti e ora se la prendono con i comuni senza rendersi conto che ammazzando i comuni si ammazza quel poco di coesione sociale rimasta. Così non è più possibile andare avanti». Per questo - ribadisce Fontana - «è arrivato il momento di agire. Per tutto il periodo della crisi di governo e delle elezioni siamo stati zitti, per senso di responsabilità istituzionale. Evidentemente questo silenzio è stato frainteso a Roma: hanno pensato che ai Comuni va bene tutto. Sappiano che non è COSÌ».







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