giovedì 4 luglio 2013

SALVA-DELINQUENTI NO ALLA LIBERTA per PEDOFILI e LADRI

“Iva Garibaldi”
“La Padania 04.07.2013”

Lei, il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, nell' Aula di Montecitorio non s'è fatta nemmeno vedere nonostante fosse chiamata a gran voce dall'opposizione della Lega Nord e nonostante si discutesse proprio la delega che lo stesso  Guardasigilli chiede al Parlamento per poter svuotare le carceri in poche settimane da migliaia di delinquenti. «Anziché offendere gli avvocati - dice Nicola Molteni - il ministro Cancellieri dovrebbe presentarsi in Aula in modo tale da assumersi la responsabilità di un provvedimento vergognoso che non è altro che il viatico per la legge sull'amnistia. La Lega rivendica con orgoglio e fierezza questa battaglia di coerenza di sicurezza. Il nostro ostruzionismo e la nostra più dura opposizione non si arresteranno fino a quando ogni singolo membro di questa maggioranza non ricorderà di avere una coscienza. E' un salva delinquenti». Il Carroccio non si è lasciato impressionare dalla prepotenza della maggioranza e del Governo e ieri ha dato voce a tutta la sua protesta occupando l'Aula di Montecitorio e sedendo tra quei banchi dove avrebbe dovuto esserci il Governo, ovvero l'assente Guardasigilli. Gianluca Buonanno ha provato fino all'ultimo a occupare lo scranno governativo nell'Aula di Montecitorio e ci sono voluti sette commessi per portarlo quasi di peso fuori dall'emiciclo.
Ma la protesta della Lega non s 'è fermata lì. La pattuglia leghista infatti, dopo settimane di ostruzionismo durissimo, ha mostrato cartelli di protesta contro il provvedimento, l' indulto mascherato, che di fatto permette di scontare a casa le pene fino a sei anni. Per  aver mostrato i cartelli, sono stati espulsi in due: lo stesso Buonanno e il collega Stefano Allasia. Sono da pochi minuti passate le 17 quando i deputati della Lega Nord mettono in atto la loro protesta. Sollevano in alto i cartelli con scritte come "il governo premia i ladri" ed "il governo premia gli spacciatori". Mentre i commessi per ordine del vicepresidente di turno Luigi Di Maio rimuovevano i cartelli con un guizzo ha raggiunto il banco del governo, infilando il suo cartello nella tasca del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, cui ha stretto la mano. Di Maio ha ordinato a Buonanno di lasciare i banchi del governo, ma senza effetto. Al secondo richiamo, lo ha espulso dall'Aula mentre il vicepresidente del gruppo ha cercato di tenere la posizione fino all'ultimo. «Abbiamo fatto ciò che la gente vuole - ha detto Buonanno - loro liberano i delinquenti e a noi ci espellono dall'aula». Nel frattempo, Allasia opponeva resistenza ai commessi e non ritirava il suo manifesto con la scritta "il governo libera i pedofili". A quel punto, il vicepresidente Di Maio ha deciso l'espulsione anche per lui, ed ha sospeso la seduta. Del caso si occuperà l'ufficio di presidenza. Il Carroccio intanto va avanti con la sua dura opposizione e ostruzionismo nei confronti di un provvedimento che giudica pericoloso e inutile. Il contestatissimo testo prevede, di fatto, la possibilità dei domiciliari per i reati con pene fino a sei anni. E' un indulto mascherato, ha tuonato subito la Lega Nord: al centro delle polemiche, soprattutto la norma che prevede una delega al governo per introdurre la possibilità per i giudici di comminare come pena principale (non più misura alternativa) la detenzione domiciliare per i delitti puniti con la reclusione fino a sei anni. L'esecutivo dovrà però valutare se escludere «Singoli reati di grave allarme sociale». E sull'ampiezza di tali esclusioni già si annunciano discussioni. Altra misura introdotta dal testo è la messa alla prova, ossia la sospensione del processo per consentire un programma di rieducazione dell'imputato, che può includere ad esempio un lavoro di pubblica utilità. La messa alla prova può essere disposta, per non più di due volte, per reati puniti con il carcere fino a un massimo di quattro anni e per i delitti a citazione diretta. E può portare all'estinzione del reato. Infine, la legge introduce la sospensione dei processi il cui imputato è irreperibile. Insomma un bel regalo a tanti delinquenti e questo proprio non va giù al Carroccio che si batte invece da sempre per la certezza della pena. Peccato però che solo la Lega insieme con i Fratelli d' Italia abbia fatto un'opposizione durissima al Governo e alla maggioranza. Da parte del M5S invece c'è soprattutto indifferenza anche perché così tenta di nascondere le divisioni interne sull'argomento. La Lega però incassa il risultato di non far approvare nemmeno ieri il testo. Si va avanti con un'opposizione durissima nonostante la maggioranza tenti di trovare una mediazione per giungere al sì alla legge. Ma la Lega non molla e anche oggi sarà in Aula a usare tutti gli argomenti per poter sbloccare la legge. «La soluzione al problema delle carceri sovraffollate dice Flavio Tosi - non è liberare i detenuti, ma rendere il sistema carcerario meno costoso e più adeguato anche alla pericolosità dei detenuti». «In Italia abbiamo quasi tutte carceri di massima sicurezza pensate per i terroristi e per un certo tipo di detenuti - spiega il  vicesegretario leghista - strutture costosissime anche in termini di gestione del personale - ricorda Tosi – Negli Stati Uniti le strutture carcerarie sono più leggere, con costi minori (un detenuto costa un decimo di quello che costa in Italia) e con la possibilità di lavorare. Una eventuale soluzione in Italia potrebbe essere quella di rendere adatte le moltissime caserme dismesse ad accogliere i detenuti di minore pericolosità, coniugando l'esigenza di ridurre i costi con quella di far sconta re ai detenuti la loro pena». Eppure il provvedimento all'esame di Montecitorio non è l'unica brutta sorpresa del Governo. C'è pure un altro decreto, già varato dal Consiglio dei ministri, che intende mettere in libertà un bel gruppo di delinquenti. Ma ancora non basta. Da settimane c'è un'altra parola che circola con insistenza dalle parti del ministro cancellieri: amnistia.


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