lunedì 1 luglio 2013

“Niente bollo per ciclomotori e motoveicoli made in Lombardia"

“ininsubria.it 30.06.2013”


Niente bollo per chi acquista ciclomotori e motoveicoli prodotti prevalentemente in Lombardia. La proposta è in un emendamento del Presidente della Commissione Attività Produttive Angelo Ciocca (Lega Nord) approvato con i voti di PdL, Lega Nord e Movimento 5 Stelle stamattina nell’ambito della discussione del Piano regionale di sviluppo (relatore Carlo Malvezzi, PdL)Il testo, che ora andrà al vaglio della Commissione Bilancio, e successivamente al voto in Consiglio, propone il “no bollo” per le moto made in Lombardia con l’obiettivo di “sostenere le imprese lombarde, favorire gli investimenti sul nostro territorio, alleviare la pressione fiscale sui cittadini, promuovere la mobilità su due ruote e quindi migliorare la qualità dell’aria”. “Tra l’altro - ha spiegato il Presidente Ciocca - le aziende che producono prevalentemente in Lombardia ciclomotori e motoveicoli non sono poche.
Ci sono la Cagiva, la MV Augusta e la Magni di Varese, la CR&S di Milano, la Fantic Motor di Barzago, la Ghezzi & Brian di Missaglia, la Moto Guzzi di Mandello al Lario, la Polini di Alzano Lombardo e la Vertemati di Triuggio. In questo modo, e con l’altro emendamento approvato che prevede di promuovere appalti che aiutino a sostenere l’economia regionale valorizzando la sostenibilità ambientale del territorio e il suo tessuto produttivo, diamo una grossa mano alle nostre aziende e ai nostri lavoratori”.Soddisfatto anche il relatore in IV Commissione del provvedimento Carlo Malvezzi. “Il no al bollo per le moto è un incentivo alla defiscalizzazione per il sostegno alle imprese perché riteniamo più giusto rinunciare a un’entrata, come nel caso della tassa di circolazione, piuttosto che procedere all’erogazione di contributi. Va in questo senso anche la nostra proposta sui Duc, i distretti unici del Commercio: suggeriamo di non limitarli alla sola attività commerciale ma di ampliarli inserendo anche, come fattore di competitività le produzioni locali, il turismo e i circuiti culturali”.

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