lunedì 1 luglio 2013

Tornare alla terra. Così i giovani del Nord combattono la crisi

"Laura Marinaro”
“lintraprendente 01.07.2013”

Alzarsi all’alba e andare a letto distrutti dal lavoro fisico. Veder crescere con passione i semi dei prodotti che si curano come figli e poi inventare un nuovo modo di proporli e commercializzarli. Il mestiere del contadino ai giovani italiani piace sempre di più, anche se l’agricoltore moderno è iper tecnologico e al passo con i tempi. Soprattutto al Nord e in Brianzadove nascono prodotti di nicchia e di eccellenza come lo Zafferano Padano, il vino medievale di Oreno e i prodotti dop come la Patata di Oreno e l’asparago rosa di Mezzago. Tra i segnali interessanti sull’interesse crescente per il settore agricolo oltre all’aumento delle impreseagricole under 35 anni c’è l’ aumento esponenziale di iscrizioni alle facoltà di Agraria delle Università lombarde: +71% (da 584 a 999 studenti) nelle «triennali»; +134% in quelle magistrali (da 104 a 244 studenti). Il 40% sono donne. «I giovani sono sempre più convinti che il futuro è il ritorno alla terra — ha detto Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia nel recente convegno sul tema promosso a Cremona con il Fai — Tanto che, in Italia, si stima che grazie alla green economy saranno disponibili 100 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni. E, come risulta da un’indagine di Coldiretti/Swg, la maggioranza dei ragazzi, a differenza delle generazioni precedenti, non sogna più un posto in una banca, ma vorrebbe gestire un agriturismo».Una nuova opportunità arriva dall’ultima legge di stabilità del governo Monti, che prevede la valorizzazione (vendita o affitto) dei terreni agricoli pubblici: una superficie pari a circa 338mila ettari, per un valore stimato di circa 6,2 miliardi di euro (a 18mila euro per ettaro) e di questi 23 mila ettari sono a disposizione in Lombardia dove il consumo di suolo pubblico è stato eccessivo negli scorsi decenni. Fondamentale nell’assegnazione dei terreni è che sarà data la precedenza ai giovani tra i 18 e i 35 anni, al punto che la Coldiretti ha calcolato che potrebbero nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani. Oggi su un totale di 720mila imprese agricole (al primo gennaio 2011), 65mila sono condotte da under 35 e secondo il Ceja, Consiglio europeo dei giovani agricoltori, investono il 37 per cento in più dei “senior” per l’espansione dell’attività o per il miglioramento della qualità dei prodotti. Sono 49.670 le imprese agricole attive in Lombardia (-1,6% in un anno) mentre a Monza e Brianza sono 963 (-0,6% in un anno). Malgrado il calo si notano comunque delle storie interessanti di chi ha scelto questa via per fare impresa di qualità. Alcuni progetti e investimenti vincenti? Se in Emilia c’è chi produce parmigiano millesimato e chi commercializza una linea cosmetica di derivati del miele, in Lombardia il segreto è innovarsi e puntare su produzioni di lusso, come il tartufo, il vino particolare e arricchendole con eventi formativi e didattici. E la Brianza anche in questo è terra di innovazione. Non solo mobili infatti, qui i giovani si reinventano in nuove forma di agricoltura innovando magari le imprese di famiglia. Così è accaduto con il famoso Zafferano Padano, vero e proprio oro rosso, coltivato dalla famiglia Cogliati di Ronco Briantino, oppure il Vino di Oreno, una produzione ristretta di un vitigno antichissimo, o ancora gli asparaghi rosa di Mezzago e il Farro biologico.

 


 

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